Rijeka. Il problema ora si chiama attacco

Nel test con il Radnički il reparto avanzato è apparso spuntato e con le polveri bagnate. L'addio di Drmić è destinato a pesare come un macigno

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Rijeka. Il problema ora si chiama attacco
Foto: NK-RIJEKA.HR

Nei primi due test precampionato contro Brinje Grosuplje e Radnički Kragujevac sono arrivate altrettanti successi (6-0, 1-0). La coppia Budicin-Tadić è stata chiara fin dall’inizio della preparazione: “Il primo obiettivo è non prendere gol”. Detto fatto, visto che in 180 minuti la porta è rimasta inviolata. Memori della difesa colabrodo vista nella passata stagione, il nuovo Rijeka a “trazione fiumana” vuole piantare basi solide partendo proprio dal reparto arretrato, come testimoniano l’arrivo di Pavlović e il riscatto di Krešić. L’amichevole contro il Radnički, la prima delle quattro in programma nel ritiro di Kranjska Gora, ha fornito indicazioni positive per quanto riguarda proprio la difesa. Nell’arco dei 90 minuti i biancocrociati non hanno corso particolari rischi e come previsto Pavlović e Krešić sono stati insormontabili sulle palle alte. Lo stesso non si può certo dire per l’attacco, apparso spuntato e con le polveri bagnate. Ma più in generale la squadra ha faticato a trovare soluzioni sulla trequarti avversaria, soprattutto con la difesa serba piazzata. A decidere il match è stato un guizzo di capitan Vučkić nel recupero del primo tempo, abile a sfruttare un mezzo pasticcio dei centrali avversari.

Il Rijeka è stato schierato con il 3-5-2. Budicin e Tadić sono alla ricerca di un modulo di riserva e nelle prossime uscite potrebbero anche sperimentare altre soluzioni. Come ribadito più volte da entrambi, la squadra dev’essere flessibile e capace di adattarsi all’avversario e alle varie situazioni in campo. Nella ripresa si è passati al modulo standard, ovvero al 4-2-3-1, ma comunque la musica non è cambiata. La squadra ha fatto sì tanto possesso, creando tuttavia ben pochi pericoli alla porta avversaria. Negli ultimi 20 minuti i fiumani sono andati un po’ in debito d’ossigeno lasciando l’iniziativa alla compagine di Kragujevac, decisamente più avanti nella preparazione e alla terza amichevole in quel di Kranjska Gora. L’aspetto positivo è che anche così Zlomislić è rimasto praticamente inoperoso. Parlando di difesa, Niko Galešić, uscito dal campo dopo uno scontro di gioco con un avversario, ha rimediato una commozione cerebrale.
Il Rijeka è dunque ancora lontano dalla miglior condizione e affiatamento. Il tempo tuttavia stringe e l’esordio in campionato e in Europa è sempre più vicino. Il prossimo impegno è fissato per venerdì contro gli sloveni del Bravo.

Si cerca un’ala destra
Capitolo mercato. Vuk è rimasto a Fiume in cerca di uno nuovo ingaggio. L’esterno sinistro è infatti chiuso dai vari Ampem, Bušnja e Karrica. Anche il giovane centrocampista Ilinković, aggregato alla prima squadra nelle prime due settimane di preparazione, è destinato a fare le valigie per essere girato in prestito al Posušje. Il punto critico resta quello dell’ala destra, dove il Rijeka è completamente scoperto. Il nome che gira con maggiore insistenza è quello di Majstorović del Dragovoljac, ma al momento tutto tace sull’asse Rujevica-Siget. Si lavora anche per un centrale di difesa, un centrocampista e un attaccante. Possibilmente uno in grado di garantire almeno una quindicina di gol in stagione visto che il test con il Radnički ha confermato ciò che molti temevano, ossia che l’addio di Drmić sia destinato a pesare come un macigno.

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