Rijeka, il giocattolo si è rotto

Il pareggio strappato fuori tempo massimo col Šibenik è l'ennesima riprova di una squadra ormai in crisi. Il presidente Mišković punta il dito contro l'errato utilizzo del VAR e promette cambiamenti radicali. «Chiederò lo scioglimento della Commissione arbitrale»

I veri protagonisti della gara con lo Šibenik sono stati l’arbitro Ivan Vučković e il VAR

Ci risiamo. Il Rijeka domina e fa la partita, ma puntualmente, alla prima occasione, gli avversari passano. Insomma, i fiumani continuano a darsi la zappa sui piedi da soli. Il pareggio con lo Šibenik arrivato al minuto 101 (!?) è l’ennesima occasione mancata per avvicinarsi al terzo posto, visto il capitombolo del Gorica a Varaždin (sebbene Andrijašević e soci abbiano due partite in meno rispetto alla truppa di Oreščanin). “Ci manca il gol”, diceva Rožman alla vigilia del match. Stavolta il gol è arrivato, pure due, ma se poi in casa ne prendi altrettanti… Ed è la terza partita casalinga di fila in cui il Rijeka subisce due reti (Šibenik, Gorica, Dinamo), la quarta in cui non vince. L’ultima affermazione a Rujevica risale addirittura allo scorso 8 novembre (1-0 sulla Lokomotiva). E poi c’è un altro dato che dovrebbe far riflettere in questa ripresa del campionato: nei tre incontri disputati contro le formazioni che stanno dietro in classifica (Varaždin, Istra, Šibenik), sono arrivati soltanto 4 punti sui 9 a disposizione. E se non è crisi, poco ci manca. Il giocattolo si è rotto. E i problemi sono molteplici. La difesa capitola alla prima azione pericolosa degli avversari e ultimamente è troppo nervosa (vedi le espulsioni di Smolčić e Capan), mentre in attacco i vari Kulenović, Menalo e Murić segnano col contagocce ed è sempre Andrijašević a dover togliere le castagne dal fuoco. È soprattutto un problema di testa perché in fondo questa stessa squadra, ora così inconcludente, strappava applausi in Europa League (nonostante le varie assenze), come pure (due settimane fa) al Maksimir con la Dinamo. Per Rožman e il suo staff c’è tanto da lavorare. Il calendario così compresso non dà una mano in questo senso perché giocando ogni tre giorni praticamente non ci si allena e non si ha il tempo per provare nuove soluzioni. E sarà così per tutto il mese di febbraio, che in agenda prevede altre sei partite. Già domani si torna nuovamente in campo, in trasferta contro la Lokomotiva. Un altro match in cui ci sarà da soffrire dal momento che gli zagabresi hanno a disposizione un giorno di riposo in più, senza contare che nel KO contro la Dinamo il tecnico Jerko Leko ha operato un ampio turnover e fatto tirare il fiato alle pedine più importanti proprio in vista del Rijeka. Di questo passo si rischia seriamente di restare fuori dall’Europa nella prossima stagione.

Simon Rožman sembra aver perso la pazienza

Troppi punti lasciati per strada
“È stata la fotocopia del match col Gorica. Dominiamo e creiamo tanto, ma alla fine non la buttiamo dentro e gli avversari ci puniscono alla prima scorrazzata nella nostra metà campo – l’analisi di Rožman al triplice fischio –. In casa non possiamo permetterci di incassare due gol e soprattutto non così facilmente. È chiaro che quando vai in svantaggio poi è sempre difficile rimontare. Stiamo lasciando troppi punti per strada”.

Contro gli arancioni di Sebenico il protagonista assoluto è stato il VAR, tra gol annullati, rigori prima assegnati e poi revocati, oltre a continue e interminabili interruzioni.

“Cinque minuti di pausa, poi si riprende a giocare, poco dopo un nuovo stop… Nel momento in cui sei tu ad attaccare e a cercare il gol, è ovvio che queste lunghe interruzioni spezzano il ritmo e ti condizionano. È la terza partita di fila che le decisioni arbitrali ci penalizzano”, conclude il tecnico sloveno.

«I responsabili dovranno pagare»
In realtà stavolta nessuna decisione è andata a sfavore dei fiumani, il problema semmai è che ogni verifica al VAR dura cinque minuti. Sulla questione è intervenuto anche il presidente Damir Mišković, il quale si è scagliato contro l’arbitro al VAR Goran Gabrilo e ha promesso una rivoluzione in seno alla Commissione arbitrale.

“Gabrilo è stato indecente, ha rovinato la partita e l’ha fatto di proposito. Non dovrebbe arbitrare mai più – tuona il dirigente da Dubai –. Vogliamo parlare poi del gol regolare annullatoci a Varaždin o il mani in area contro il Gorica? E non sta capitando soltanto a noi, ma pure ad altre squadre. Gli errori si susseguono in serie e pensare che sono stati investiti milioni per introdurre il VAR. Chiederò lo scioglimento della Commissione arbitrale. I responsabili dovranno pagare. C’è che mi vorrebbe fuori dalla Federazione, ma io vado avanti e non mi fermerò finché non metterò fine a questo scempio”.
Riuscirà Mišković nel suo intento o piuttosto finirà tutto a tarallucci e vino? Nei prossimi giorni dovremmo avere le prime risposte.

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