Rijeka. Il diktat di Jakirović: «Risolleviamoci»

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Rijeka. Il diktat di Jakirović: «Risolleviamoci»
Srećko Juričić e Serje Jakirović. Foto Roni Brmalj

A Rujevica è ufficialmente iniziato il corso Sergej Jakirović. Determinato, idee chiare e tanta voglia di iniziare: si è presentato così nella sua prima conferenza stampa da allenatore del Rijeka. A lui l’arduo compito di cancellare la disastrosa prima parte di stagione e di rilanciare una squadra allo sbando. In questo momento la panchina biancocrociata scotta parecchio, ma il tecnico nativo di Mostar è uno che le sfide le affronta di petto e non si tira mai indietro. “Il calcio è fatto di cicli. Allo Zrinjski ho vissuto due anni meravigliosi e ricchi di soddisfazioni. Ora però è giunto il momento di voltare pagina – puntualizza Jakirović –. Il Rijeka rappresenta una grande sfida, oltre che un passo avanti nella mia carriera perché stiamo parlando di un club ambizioso che da anni lotta ai vertici in Croazia. Lasciare lo Zrinjski è stata una decisione sofferta perché insieme abbiamo ottenuto risultati eccezionali, ma la comfort zone non fa per me. Alla ripresa del campionato vedremo un Rijeka più offensivo, aggressivo, con un pressing alto e tatticamente disciplinato. Prima però bisognerà rimboccarsi le maniche perché davanti a noi c’è ora tantissimo lavoro. Io un sergente di ferro? La disciplina e il rispetto delle regole sono per me due concetti imprescindibili. I calciatori di oggi sono spesso viziati e non si rendono nemmeno conto di come siano in realtà dei privilegiati”.

Il nuovo allenatore ha subito individuato la principale causa della crisi di gioco e di risultati. “La condizione atletica. Ci sono stati troppi infortuni muscolari e oltretutto la squadra ha incassato tanti gol nei finali di partita: ciò può essere imputabile esclusivamente una preparazione precaria. È un problema che risolveremo perché posso anticipare fin d’ora che lavoreremo molto proprio su quest’aspetto.
Una delle priorità è lo sfoltimento della rosa. “Per me il roster ideale comprende 24 giocatori e 3 portieri. Per quanto riguarda il mercato siamo già al lavoro. Abbiamo bisogno di rinforzi mirati e in grado di fare realmente la differenza. Il modulo che preferisco? Il 4-2-3-1”.

Sebbene in questo momento sembri roba da fantacalcio, Jakirović crede ancora nel pass per l’Europa. Il quarto posto è distante 11 punti, anche se tutto dipenderà da come si incastreranno i pezzi in Coppa Croazia. “Nulla è precluso. Bisognerà ritrovare quella continuità di risultati che fin qui è mancata, crescere gradualmente e ragionare una partita alla volta. Ad ogni modo, la seconda parte di stagione sarà una sorta di periodo di transizione che servirà a gettare le basi per il futuro e costruire una squadra ancora più forte e competitiva. Halilović uno dei potenziali leader del gruppo? Io e il mio staff faremo la nostra parte, ma dipenderà tutto da lui”, ha concluso Sergej Jakirović.

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