Rijeka-Dinamo, una sfida tra deluse

I fiumani cercheranno il rilancio in campionato mentre gli zagabresi proveranno a dimenticare lo Shakhtar Donetsk

Rijeka e Dinamo si affrontano per la prima volta in stagione, ma presto seguiranno altri due confronti diretti. Foto Ivor Hreljanović

Quello di domenica a Rujevica sarà il primo incontro stagionale tra Rijeka e Dinamo. Una sfida tra due squadre che arrivano all’appuntamento con stati d’animo simili, ma con gli zagabresi stabilmente in vetta con 9 punti di vantaggio sui fiumani, i quali occupano la quarta posizione, preceduti da Hajduk e Osijek. Il Rijeka viene dalla brutta sconfitta a Osijek, una partita dalle due facce: primo tempo straordinario e un promettente 2-0 all’intervallo, poi una ripresa da dimenticare, con la rimonta e il sorpasso da parte degli slavoni. Simile, per certi versi, il momento della Dinamo, che in Champions League si è fatta a sua volta rimontare al Maksimir dallo Shakhtar, passando da una probabile qualificazione agli ottavi di finale a una situazione decisamente compromessa.
Dinamo e Rijeka si sarebbero già dovute incontrare in questa stagione, ma la gara di campionato era stata rinviata per consentire a entrambe di prepararsi per i rispettivi impegni nelle competizioni europee. Mentre la Dinamo si è qualificata alla fase a gironi di Champions, il Rijeka era stato eliminato nei play off dal Gent. Anche se i belgi hanno dimostrato di essere più forti, l’eliminazione dalle competizioni europee è stato il momento che ha innescato dubbi e polemiche che, dopo poche settimane, hanno portato al cambio dell’allenatore. I detrattori dell’ex tecnico Igor Bišćan hanno vinto la sfida con quanti lo hanno sostenuto. L’Europa è stata un punto di partenza per il nuovo Rijeka sotto la guida di Simon Rožman, ma dovrebbe essere, a fine stagione, anche un punto d’arrivo, possibilmente nei preliminari di Champions. Per arrivarvi occorrerà superare in classifica Hajduk e Osijek, avversarie sicuramente più insidiose rispetto alle ultime stagioni.
La partita di domenica a Rujevica, tra due avversarie che arrivano da episodi spiacevoli, assume un’importanza ulteriore per entrambe. I punti in palio servono per la tranquillità della Dinamo e per le speranze del Rijeka, che non vuole perdere ulteriore terreno rispetto alla capolista e alle altre due formazioni che la precedono in graduatoria. Sarà anche un banco di prova per le altre due sfide che vedranno di fronte fiumani e zagabresi sino alla fine dell’anno. Si ritroveranno nella gara secca di Coppa Croazia a Rujevica e quindi al Maksimir per recuperare il match rinviato la scorsa estate. Un confronto che è tradizionalmente condito da una grande rivalità, in campo e sugli spalti, ora si presenta come una sorta di finale.
Il momento giusto per ripartire
“Dopo la delusione di Osijek e una gara persa in quel modo, l’opportunità per rimediare e per darci certe risposte arriva al momento giusto. A noi spetta soltanto ritrovare la serenità per cercare un buon risultato e per ricreare una bella atmosfera”, ci ha detto il centrocampista Tibor Halilović che, giunto soltanto nove mesi fa al Rijeka, non ha ancora avuto modo di avvvertire quanto possa essere caldo e appassionato il tifo a Rujevica, quello che ha accompagnato, per esempio, la stagione trionfale 2016/17. Da un anno circa gli ultrà dell’Armada, o più precisamente una parte di essa, è in contrasto con quelli che chiamiamo tifosi comuni, coloro che rappresentano numericamente la maggioranza allo stadio. Dopo un anno di protesta l’Armada ha interrotto lo sciopero del tifo all’indomani della partenza del contestato Bišćan del suo assistente Pilipović, ma il tifo, quello vero che coinvolge tutto lo stadio, non c’è più stato. Ci sono state finora tre occasioni, quella per il “Ritorno a Cantrida e l’amichevole con lo Zrinjski di Mostar, seguito da due gare di campionato, una pareggiata con la Lokomotiva e l’altra persa con il Gorica, per ricucire lo strappo. Invece, niente da fare. Ci vuole evidentemente dell’altro. Proprio in un momento come questo, il Rijeka, un gruppo che è in difficoltà, ha bisogno del sostegno di tutti. Basterà l’importanza della posta in palio e la presenza degli ultrà ospiti per riaccendere la passione? Per due volte, lo scorso anno, i Bad Blue Boys a Rujevica hanno insultato Fiume, i fiumani i e i tifosi del Rijeka, del tutto… indisturbati. Una volta sola tutto è sembrato tornare come prima, ma non a Fiume. Parliamo ovviamente della finale di Coppa Croazia con la Dinamo al Drosina di Pola. In quell’occasione bastò a trascinare il Rijeka nella conquista del trofeo.

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