Rijeka, conta solo la vittoria

Stasera, giovedì 12 agosto, (20) a Rujevica arriva l’Hibernian nel ritorno del terzo turno preliminare di Conference League. Dopo l’1-1 dell’andata, bisognerà vincere. «La differenza la farà soprattutto l’atteggiamento, ma dovremo alzare il livello perché in Scozia siamo stati troppo timidi», dice il tecnico Goran Tomić

Adrian Liber, una pedina sempre più importante nello scacchiere tattico di Goran Tomić

Dentro o fuori. Stasera Rujevica sarà teatro del match di ritorno del terzo turno preliminare di Conference League contro l’Hibernian (ore 20). Si riparte dall’1-1 maturato otto giorni fa all’Easter Road di Edimburgo, il che vuol dire che entrambe le squadre sono obbligate a vincere per accedere al play-off e dunque proseguire la loro corsa verso la fase a gironi. Dopo il “primo tempo” di questo doppio confronto la bilancia pende leggermente dalla parte dei fiumani, che si giocano in casa il passaggio del turno, un vantaggio senz’altro importante e forse determinante in una sfida tra due formazioni più o meno allo stesso livello. La truppa di Tomić ha avuto un’intera settimana a disposizione per preparare al meglio la partita, a differenza degli scozzesi che invece domenica scorsa sono scesi in campionato, rifilando un comodo 3-0 al Ross County. Gli Hibs sono ancora imbattuti in questo inizio di stagione tra campionato ed Europa e arrivano a Fiume decisi ad allungare la striscia positiva. In campo sarà quindi battaglia, sulla falsariga di quanto già visto all’andata, con sullo sfondo supplementari e rigori, scenario tutt’altro che da escludere. Intanto si segnalano due ottime notizie. La prima è che la consueta tornata di tamponi pregara non ha evidenziato positività, la seconda arriva invece dall’infermeria che si è praticamente svuotata (l’unico indisponibile è l’ultimo arrivato Stanić). Il Rijeka, insomma, arriva nelle migliori condizioni allo scontro decisivo con gli scozzesi.

 

”Siamo pronti. Abbiamo analizzato a fondo l’andata, individuato gli errori commessi e quindi arriviamo fiduciosi a questo match – dice Tomić –. Non sarà una passeggiata. L’Hibernian è una squadra temibile che può metterti in difficoltà in diversi modi. Non sono soltanto forti fisicamente e sulle palle inattive, ma sanno anche giocare la palla e hanno degli attaccanti tecnici e molto rapidi. Abbiamo visto il loro 3-0 dell’altro giorno in campionato. Hanno segnato tre gol in 10’ e questo la dice lunga sulle loro qualità. D’altro canto però non siamo da meno e in più abbiamo il vantaggio di giocare in casa davanti al nostro pubblico. Mi aspetto una gara simile a quella dell’andata, quindi un avversario molto aggressivo ma che baderà di più alla fase difensiva cercando di colpire in contropiede. Conterà soprattutto l’atteggiamento, però dovremo anche alzare il livello. In Scozia siamo stati un po’ contratti per buona parte della partita e ciò non dovrà ripetersi. L’obiettivo è passare il turno”.

Pronti a tutto

Per la prima in questo inizio di stagione il tecnico sebenzano si ritrova ad avere problemi di abbondanza. Tuttavia, con ogni probabilità Tomić riproporrà il 3-4-3 visto a Edimburgo con il tridente offensivo formato da Drmić al centro e con Ampem e Abass ai lati. Ancora panchina per Murić, ormai sempre più lontano da Rujevica. “Ho ancora qualche piccolo dubbio sulla formazione perché alcuni giocatori non sono al 100% dopo la battaglia della scorsa settimana, perciò deciderò soltanto al termine della rifinitura. Il modulo? Abbiamo più soluzioni a seconda dell’andamento del risultato. Siamo pronti a tutto. Se abbiamo provato i calci di rigore? C’è ancora tempo per esercitarci…”, conclude Tomić, fiducioso che il vincitore non si deciderà alla temuta lotteria dagli 11 metri.

A fargli compagnia in conferenza stampa è stato Adrian Liber, sempre più un elemento imprescindibile negli schemi del suo allenatore. “All’andata ci è mancata un po’ di fiducia e abbiamo sofferto la loro fisicità. Mi aspetto un Hibernian nuovamente molto aggressivo e noi dovremo essere bravi a rispondere alla stessa maniera. L’Europa? Per me è un grande salto passare dall’Orijent al palcoscenico europeo. Infatti le mie prestazioni sono ancora un po’ altalenanti, però sto cercando di adattarmi in fretta”, ha infine aggiunto il metronomo del centrocampo del Rijeka.

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