Rijeka, arriva la «bestia nera»

«Non c’è una spiegazione. È così e basta, ma se replicheremo le prestazioni fornite in Europa League o nell’ultimo match contro la Dinamo, allora saremo noi a conquistare i tre punti», dice il terzino Ivan Tomečak

Ivan Tomečak, pedina insostituibile sulla corsia di destra

Archiviata la trasferta di Pola, che ha portato in dote tre punti strappati con le unghie e con i denti, per il Rijeka è già tempo di tornare nuovamente in campo. Tra recuperi e turni regolari, il campionato non concede pause e domani sera, domenica 31 gennaio, (fischio d’inizio alle 17.05) arriva il Gorica nel quadro della 18ª giornata di Prima Lega. Dopo tre trasferte consecutive, si torna finalmente a Rujevica. La battaglia del Drosina ha messo fuori causa Smolčić, espulso nel finale, il cui posto sulla sinistra nella linea di difesa verrà preso con ogni probabilità da Arsenić. Tutti gli altri dovrebbero invece recuperare, anche se Rožman potrebbe operare qualche cambio in virtù delle tante partite ravvicinate. Chi sarà sicuramente della partita è Ivan Tomečak, pedina insostituibile (e stacanovista) sulla corsia di destra.

 

“Per battere il Gorica dovremo alzare ulteriormente il nostro livello – sottolinea il terzino originario di Zagabria –. Sarà una partita difficile contro un avversario forte e in salute, che oltretutto è la nostra bestia nera. Perché? Non c’è una spiegazione. È così e basta. Però è una cosa abbastanza comune nel calcio e capita anche alle squadre più forti al mondo di faticare contro determinate formazioni. Detto ciò, se noi replicheremo le prestazioni fornite in Europa League o nell’ultimo match contro la Dinamo, allora i tre punti resteranno a Rujevica”.

Non solo Lovrić
La difesa fiumana sarà chiamata a fare gli straordinari per arginare il secondo miglior attacco del campionato, guidato dal capocannoniere Kristijan Lovrić, nelle ultime ore finito nel mirino del Bologna di Mihajlović.

“Segnano tanto e portano molti uomini nell’area avversaria – prosegue Tomečak –. Lovrić è un centravanti imprevedibile, uno di quelli che magari è in ombra per tutta la partita e poi d’un tratto si accende e segna. Ma il Gorica non è solo Lovrić. Hanno diversi giocatori che possono colpire se gli concedi spazio. Non è un caso se sono terzi in classifica però ripeto, dipenderà tutto da noi e dall’atteggiamento con il quale scenderemo in campo”.

In questa stagione il Rijeka ha mostrato due facce: quella gagliarda e garibaldina ammirata in Europa League e quella spenta e svogliata vista a Varaždin.

“Non è una questione di motivazione. Non ho mai visto un giocatore che non abbia voglia di scendere in campo. Ciò è piuttosto dovuto ad altri fattori, come ad esempio le condizioni del campo. A Varaždin era pessimo e pure a Pola non era esattamente il massimo. In queste condizioni facciamo fatica a sviluppare il nostro gioco ed è quindi chiaro come ciò poi favorisca la squadra che si difende perché il divario tecnico si annulla, o comunque non risulta più così marcato. Bisogna però tenere presente pure il fatto che nelle ultime stagioni il livello in Prima Lega è salito parecchio e ora anche l’ultima in classifica può battere tranquillamente la prima. E questo è certamente un bene per il campionato”.

A metà strada
Battere il Gorica significherebbe andare a -1 da Lovrić e soci (con due partite in meno) e soprattutto proseguire la rincorsa a Dinamo e Osijek. Tuttavia, gli addetti ai lavori sostengono che il questo momento le squadre di Mamić e Bjelica siano una spanna sopra il Rijeka.

“Non sono d’accordo, ma come sempre i conti si faranno alla fine. Siamo appena a metà del percorso e ci sono ancora tante partite da giocare e recuperare, più gli scontri diretti. Anche loro possono incappare in una striscia negativa. Poi è ovvio che se ci mettiamo a lasciare punti per strada come accaduto a Varaždin o a Sebenico, allora sì che saremo tagliati fuori dalla lotta”.

Nei giorni scorsi a tenere banco sono state soprattutto le vicende di mercato che hanno visto concludersi il maxi scambio che la prossima estate porterà Nevistić e Štefulj al Maksimir. E c’è già chi sostiene che i due giocatori potrebbero ora andare con la testa in vacanza…

“Non scherziamo. Li conosco bene e so che nella loro testa non cambierà nulla. Sono entrambi dei professionisti e sanno bene che adesso avranno ancora di più gli occhi puntati addosso. E poi loro sono i primi a voler finire nel miglior modo possibile la loro avventura al Rijeka perciò da qui a fine stagione daranno tutto per questa maglia”, ha concluso Ivan Tomečak.

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