Nel primo pomeriggio di ieri il Rijeka ha raggiunto Dublino. Ad attendere i campioni di Croazia un timido sole e 23 gradi. Una manna dal cielo rispetto all’opprimente canicola che tiene (e continuerà a tenere…) sotto scacco il Quarnero e buona parte dell’Europa meridionale. In serata la squadra ha svolto la consueta rifinitura al Tolka Park, un impianto da 5.750 posti situato sulle sponde dell’omonimo fiume nel sobborgo di Drumcondra. Una delle principali caratteristiche dello stadio è la presenza dei gabbiani. Una trasferta che dal punto di vista “ornitologico” ricorda molto da vicino le due in Scozia contro l’Aberdeen e quella alle Far Oer contro il Vikingur di qualche annetto fa.
Ad ogni modo, stasera Shelbourne e Rijeka tornano in campo per la sfida di ritorno del terzo turno preliminare di Europa League (calcio d’inizio alle 20.45). Si riparte dal 2-1 con cui i Reds avevano gelato Rujevica all’andata. In palio non solo la qualificazione al play-off della seconda competizione europea per club, ma come minimo anche l’accesso alla fase campionato di Conference League. L’autunno europeo in casa biancocrociata manca da cinque anni. Per ribaltare l’andata – e dare una svolta a un inizio di stagione non semplice – sarà necessario vincere con almeno due gol di scarto. Non certo una missione impossibile, però l’avvicinamento a questo importane appuntamento non è stato dei migliori. Lo scivolone del primo round ha lasciato il segno sia a livello fisico che mentale, come aveva ammesso lo stesso Đalović, il che si è tradotto nella scialba prestazione in campionato contro l’Osijek. Alla Opusa Arena i campioni in carica sono stati salvati da un super Zlomislić e graziati dagli slavoni, che hanno sbagliato praticamente due gol a porta vuota. Sulle sponde della Drava è emersa anche una certa tensione, con Petrovič che si è fatto ingenuamente espellere lasciando i propri compagni in dieci nel finale. E sono già tre espulsioni in cinque partite…
Il nodo Janković
Sullo sfondo c’è anche il caso legato a Janković. Nel post-partita con l’Osijek è andato sotto la curva dell’Armada per congedarsi dai propri tifosi, lasciando intendere come quella di sabato sia stata la sua ultima partita con la maglia del Rijeka, ma la firma col Fenerbahce non è ancora arrivata e allora ecco che il numero 4 biancocrociato si è imbarcato con i compagni sul volo che li ha portati a Dublino. I motivi della mancata fumata bianca sono ancora ignoti. Potrebbe trattarsi di un rinvio di tipo organizzativo visti gli impegni europei dei due club (i turchi saranno impegnati domani nel preliminare di Champions contro il Feyenoord), ma c’è chi parla anche di un malcontento dei tifosi del Fener dato che Janković non è esattamente un nome capace di far sognare una piazza così esigente come quella dei Canarini. Janković è dunque a disposizione per la partita di stasera, ma la sua presenza in campo non è scontata dato che il Fener potrebbe aver posto qualche paletto per evitare un eventuale infortunio, a maggior ragione considerando che il giocatore non è al meglio fisicamente. Chi scenderà sicuramente al Tolka Park è Fruk, il quale ha scontato un turno di squalifica dopo il rosso rimediato a Razgrad. In questo primo scorcio di stagione non si è ancora acceso e sembra la copia sbiadita del giocatore ammirato fino a pochi mesi fa. Forse distratto dal mercato o forse semplicemente un po’ cotto dopo una stagione vissuta ad altissimi giri. Non ci sarà Rukavina, che si è beccato due turni di squalifica per l’intervento killer di Razgrad, mentre è ancora da valutare Majstorović. Se non dovesse farcela spazio a Husić come con l’Osijek.
«Loro non avranno fretta»
“Anche Radeljić e Petrovič andranno valutati al termine della rifinitura – fa sapere Radomir Đalović, ancora alla ricerca del primo successo da allenatore in Europa –. Se loro hanno potuto batterci a Rujevica non vedo perché non potremmo farlo noi in casa loro. Però servirà una prestazione di alto profilo, ben diversa dall’andata. Ci vorrà maggiore concretezza in fase offensiva, dovremo cercare di più la profondità e l’uno contro uno. Mi aspetto lo stesso Shelbourne dell’andata, quindi molto aggressivo, ordinato in difesa e che non avrà fretta avendo il vantaggio della prima partita. Ci giochiamo tantissimo. La qualificazione a una coppa europea sarebbe il premio per tutto quanto fatto nella scorsa stagione”.
«Il Rijeka resta favorito»
Il match di stasera è un appuntamento con la storia per lo Shelbourne, che in caso di passaggio del turno centrerebbe per la prima volta l’autunno europeo. Anche per questo Joey O’Brien ha applicato un massiccio turnover nell’ultima di campionato contro il Bohemians (2-2) preservando la maggior parte dei titolari per la sfida con i biancocrociati. “Il Rijeka è forte e inoltre potrà contare su un top player come Fruk – avverte il tecnico dei Reds –. Fanno tanto possesso e tendono a sviluppare il gioco soprattutto sulle fasce. Per noi sarà durissima. Un gol di vantaggio non ci dà alcuna garanzia. Dovremo essere coraggiosi e non commettere l’errore di gestire il 2-1 dell’andata. Il Rijeka resta però favorito perché parliamo di una squadra reduce dal doblete e che milita in un campionato più competitivo di quello irlandese. Servirà una prestazione ancora più brillante di quella di Rujevica. Avremo però uno stadio intero a spingerci e questo ci darà ancora più carica”.

Foto: RONI BRMALJ
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