Piangere sul latte versato non ha mai aiutato nessuno, molto meglio voltare pagina e cercare di rialzare la testa. Perché, come dice giustamente Radomir Đalović, “per fortuna che c’è subito all’orizzonte un’altra partita e con ciò anche l’occasione per rimediare”. Niente di più vero, a patto che sia davvero così…
Dimenticata in un certo senso la contesa con la Dinamo, per quanto resti il rammarico a causa della sconfitta, la testa è ora all’impegno di giovedì sera (20.45), quando a Rujevica arriverà il PAOK Salonicco. La posta in palio sarà importante, ovvero il main round di Europa League. Per sperare nel passaggio del turno bisognerà comunque cercare di far risultato già all’andata dei play-off, magari “osando” un po’ di più di quanto fatto con il Ludogorets. Il PAOK, inutile girarci intorno, è superiore all’undici bulgaro, così come al Rijeka. Per qualità tecnica, ma soprattutto per le possibilità finanziarie. Non a caso il club ellenico è interessato a Christos Zafeiris, che costa 11 milioni di euro. Tuttavia questa superiorità sul rettangolo di gioco non è comunque marcata a tal punto da rendere impossibile la missione dei fiumani. Difficile senz’altro, però nulla più.
Rispetto, ma non paura
Dici PAOK e il pensiero corre inevitabilmente all’agosto 2021, ai play-off di Conference League. Il 19, nella bolgia dello stadio Tumbia (quello del famoso “Ring of Fire” 2014 con 30mila bengala accesi in pochi minuti, da guardare assolutamente su Youtube, nda), il gol di Lepinjica regala il vantaggio all’undici di Goran Tomić, poi beffato dall’autorete di Galešić al 94’. Una settimana dopo, il 26 a Rujevica, El Kaddouri e Murg vanificano i sogni di gloria dei quarnerini con un gol per tempo.
“Ecco servita l’occasione per prenderci la rivincita sportiva per quella eliminazione – tuona il tecnico montenegrino –. Il PAOK ha diversi nazionali greci e stranieri, ha molta più esperienza internazionale di noi, ma il Rijeka non ha paura di nessuno. Soprattutto se siamo completi. Ai miei giocatori chiedo prima di tutto di godersi lo spettacolo, dimostrando le proprie qualità. Perché ce l’hanno indubbiamente. Devono soltanto crederci. Sarebbe fondamentale ottenere un vantaggio dal punto di vista del risultato in vista del match di ritorno in Grecia. Tiriamo fuori le unghie e graffiamo. Finora abbiamo giocato sempre l’andata a Fiume, ma anche in trasferta, vedi Ludogorets e Shelbourne, il Rijeka ha dimostrato di poter essere altrettanto pericoloso come a casa. È sicuramente più facile affrontare questa sfida dopo la vittoria col Shelbourne: era importante qualificarci per l’Europa, perché il Rijeka se lo merita”.
Poi un flashback alla partita con la Dinamo. “Non siamo partiti come dovevamo. Beljo ci ha messo sotto con due falli nei primi minuti, avremmo dovuto rispondere con più determinazione e mostrare un atteggiamento più combattivo. Forse eravamo un po’ ‘ubriachi’ dall’Europa, però dobbiamo avere più fame, soprattutto al Rujevica. Siamo i campioni in carica, abbiamo vinto la Coppa Croazia e ogni partita da qui in avanti sarà così: tutti vogliono battere il Rijeka e dimostrare qualcosa contro di noi. Con i cambi nel secondo tempo siamo stati ai livelli che ci competono. Sarebbe stata un’altra partita se avessimo segnato per primi”.
Radeljić: «Ci faremo trovare pronti»
Ancora fresche le ferite per la battuta d’arresto con la Dinamo, Stjepan Radeljić non ha usato mezzi termini per analizzare la prestazione della sua squadra contro gli zagabrese. Con grande onestà, ha riconosciuto i gravi limiti mostrati nei primi 45 minuti. “Due tempi completamente diversi da parte nostra. Nel primo siamo stati disastrosi: senza energia, senza un piano, senza tattica. Non abbiamo rispettato nulla di quanto ci eravamo detti nello spogliatoio. La Dinamo ha preso il controllo del centrocampo, ha vinto tutti i contrasti sulle palle inattive e ci ha messo in seria difficoltà, segnando anche due gol. Nella ripresa abbiamo reagito e giocato bene, ma non è bastato: il primo tempo ci ha condannati. Ora dobbiamo riposarci e prepararci al meglio per giovedì, sperando di essere ripagati con i gol che ci sono mancati contro la Dinamo”.
Lo sguardo è ovviamente già rivolto al prossimo impegno, molto più che delicato: giovedì a Rujevica arriva il PAOK Salonicco per l’andata del play-off di Europa League. “Ogni partita è difficile, e questa non fa certo eccezione. Il PAOK è una grande squadra, con ottimi giocatori in rosa. Li analizzeremo nei dettagli e ci faremo trovare pronti. Vogliamo dimostrare chi siamo fin da subito e puntare alla vittoria. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi”, ha concluso il centrale difensivo.
Il Rijeka è dunque chiamato a reagire, ma servirà un ben altro volto rispetto a quello visto nel primo tempo contro la Dinamo.
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