Questo Rijeka piace e diverte, ma soprattutto fa tanti punti

Nel Pavletic Goricki/Pixsell

FIUME | Secondo posto in campionato e semifinali di Coppa Croazia. Il tutto in appena due mesi, dopo aver preso in mano una squadra in crisi d’identità e di risultati, parecchio sfiduciata. Che Igor Bišćan abbia saputo dare una scossa al Rijeka è ormai un dato di fatto e a confermarlo sono anche, o soprattutto, i numeri: nove partite giocate tra campionato e Coppa Croazia, con un bilancio di otto vittorie e un solo pareggio, in casa del sempre ostico (a dire la verità più per la tradizione che per l’attuale valore tecnico) Hajduk. La società gongola, mentre i detrattori del tecnico zagabrese si sono dovuti ricredere a forza di successi. Lui, all’apparenza un personaggio riservato e silenzioso, tira avanti per la sua strada, non vuole prendersi meriti che non sono suoi e continua a lodare pubblicamente la squadra, con tutta la tranquillità del mondo e senza emozionarsi particolarmente. Sotto sotto, però, è ovviamente felice e orgoglioso del lavoro che sta facendo e dei frutti che sta raccogliendo: l’abbraccio a centrocampo con Antonio Mirko Čolak al triplice fischio finale a Osijek e il siparietto con Heber dopo il 3-0 la dicono tutta sul feeling che si è venuto a creare tra lo stesso Bišćan e la squadra.

Qualità tecnica e ricambi

Il 3-0 rifilato alla Lokomotiva è stato il quinto successo di fila in campionato, il sesto sotto la gestione Biščan. Un risultato importante per la classifica – con il Rijeka ora da solo al secondo posto –, ma anche parecchio indicativo. Quando segni tre gol alla squadra che ti precede in graduatoria, con un punteggio che avrebbe potuto essere ancora più pesante, significa che sei davvero in forma e che la qualità tecnica non manca, come più volte ribadito dal presidente Damir Mišković. “Adesso si vede che avevo ragione. Questa squadra ha tutte le carte in regola per lottare alla pari con la Dinamo. E non è nemmeno vero che abbiamo una panchina corta. Purtroppo, abbiamo perso troppi punti per strada e in questo momento lo svantaggio nei confronti degli zagabresi è sicuramente importante per poter pensare di insidiarli. Noi, però, non molliamo e andiamo avanti per la nostra strada, di partita in partita”, suona la carica il presidente.
Sabato ci sarà la sfida con lo Slaven Belupo, che chiuderà le fatiche per quanto concerne il 2018. Da domenica tutti in vacanza, magari con in tasca i tre punti di Koprivnica come regalo sotto l’albero di Natale. “Siamo attraversando un momento molto positivo, se giocheremo così anche sabato prossimo, per lo Slaven Belupo non ci sarà scampo”, sprizza ottimismo da tutti i pori Dario Župarić, tornato a essere il punto di riferimento in difesa dopo un momento molto difficile a livello personale. A Koprivnica non ci sarà lo squalificato Heber, ma per Bišćan le alternative non mancano. “Vorrei tanto giocare dall’inizio, spero che l’allenatore mi dia questa possibilità”, aggiunge il ghanese Maxwell Acosty.

Heber e il consiglio di Bišćan

L’uomo copertina della partita con la Lokomotiva è ovviamente Araujo Dos Santos Heber, autore di una doppietta. Il secondo gol personale, quello del definitivo 3-0, è stato un autentico capolavoro tecnico: un mix di velocità, imprevedibilità, controllo della palla e precisione. Al punto da meritarsi personalmente i complimenti da parte di Bišćan: “All’intervallo l’allenatore mi ha detto di tirare più spesso in porta, anche da posizioni più difficili. Quanto ho scartato l’avversario e sono arrivato in prossimità della porta mi sono ricordato del suo consiglio: ho mirato e lasciato partire la conclusione, con la palla che ha ricevuto una traiettoria a rientrare ed è entrata in rete. Sono corso subito ad abbracciarlo, perché è come se lo avesse segnato lui”, racconta il brasiliano.
Nell’arco di quattro giorni (una settimana fa c’è stata la sfida dei quarti di Coppa Croazia), Heber ha segnato tre gol alla Lokomotiva. “Quella di sabato è stata una giornata meravigliosa a livello personale e per tutto il Rijeka. La vittoria ci ha permesso di salire al secondo posto in classifica, che in un certo senso era anche l’obiettivo di fine anno. Un grazie ai tifosi per il sostegno e ai compagni di squadra per lo sforzo profuso: quando tiri fuori il massimo, allora la vittoria arriva quasi da sola. Adesso andiamo a Koprivnica con l’obiettivo di chiudere nel migliore dei modi il 2018 ”. Lui, contro la sua ex squadra non ci sarà, ma i vari Čolak, Kvržić, Gorgon o Acosty muoiono dalla voglia di scendere in campo e iscrivere il proprio nome nella lista marcatori.

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