Presentata la monografia dedicata al Rijeka calcio

Presentato il volume «Rijeka bijelih snova» che ripercorre tutte le vicende del calcio a Fiume, dalla prima partita del 1873 al recente successo sul Copenaghen che sancì l'ingresso nella fase a gironi di Europa League

Damir Mišković e Dragan Ogurlić

Fiume è sempre stata una città avanti. In tanti aspetti. Non ultimo nello sport. E non è un caso se la prima partita documentata sul suolo croato si sia giocata proprio in riva al Quarnero nel lontanissimo 1873, quando nell’odierna via Milutin Barač gli operai del Silurificio sfidarono gli ingegneri e i tecnici delle Ferrovie ungheresi impegnati nella costruzione del binario Fiume-Karlovac. Da quel momento il pallone non ha più smesso di rotolare per le vie della città. Ben presto nacquero le prime società calcistiche e nonostante nei decenni successivi Fiume visse il periodo più turbolento della propria storia, niente e nessuno poté fermare l’ascesa di questo sport. Oggi la storia del calcio a Fiume è legata soprattutto al Rijeka. Una storia che ha radici lontane, fatta di vittorie e sconfitte, di gioie e dolori, di trofei e finali perse. Una storia che è stata raccontata con dovizia di particolari nella monografia “Kantrida bijelih snova”, scritta e curata da Marinko Lazzarich e pubblicata nel 2008. Un volume che rappresenta una sorta di Bibbia per ogni tifoso e appassionato del calcio fiumano.
La svolta è però iniziata nel 2012 con l’ingresso in società dei capitali della fondazione Social Sport e di Damir Mišković. Gli otto anni che seguirono portarono in bacheca un titolo di campione nazionale, quattro Coppe di Croazia, una Supercoppa croata e quattro partecipazioni alla fase a gironi di Europa League. Il periodo più luminoso della propria storia non poteva restare taciuto e così tre anni fa l’editore Dragan Ogurlić, avvalendosi della collaborazione di Igor Kramarsich, Marin Urban, Denis Povh, Marinko Lazzarich e Marinko Krmpotić, decise di dare vita a un secondo volume, “Rijeka bijelih snova”, di 588 pagine, proprio per raccontare il passato più recente del Rijeka, che si conclude con il successo nei play-off di Europa League sul Copenaghen. La monografia “a dieci mani” è stata presentata oggi a Rujevica alla presenza degli stessi autori, di autorità politiche cittadine e regionali, di rappresentanti della Federcalcio e del Ministero del Turismo e dello Sport, oltre che ovviamente della dirigenza del Rijeka, guidata dal presidente Damir Mišković.
Un fiumano campione del mondo
Come evidenziato in apertura da Ogurlić, Fiume è la culla del calcio in Croazia. “Molto probabilmente – spiega il direttore della casa editrice Naklada Val – si giocava a pallone ancor prima di quello storico 1873. Quanto invece a quella partita, essa si giocò soltanto dieci anni dopo la pubblicazione, a Londra, del primo manuale contenente le regole del gioco del calcio. Un altro aspetto molto curioso riguarda il 1890 quando, in base a un decreto delle allora autorità ungheresi, nei ginnasi fiumani il gioco del calcio diventava una disciplina obbligatoria, come parte integrante dell’insegnamento dell’attività fisica. Nel 1904 venne poi fondato il Club Sportivo Olympia, che due anni dopo istituì la sezione dedicata al calcio. Per la prima volta Fiume aveva una sua squadra di calcio, che nel corso dei decenni sarebbe diventata Unione Sportiva Fiumana, poi Kvarner e infine Rijeka. Tra le varie curiosità, in pochi sanno che Fiume è l’unica città in Croazia ad aver avuto un campione del mondo, ossia Mario Varglien, che fece parte della nazionale italiana che trionfò al Mondiale giocato in casa nel 1934”.
Il trofeo più grande
Tra i vari prefatori, non poteva mancare colui che negli ultimi anni ha fatto grande il Rijeka, anche fuori dai confini nazionali, “l’uomo della provvidenza” Damir Mišković.
“Questo libro rappresenta il nostro più grande trofeo – le parole del presidente –. Non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma sfogliandolo velocemente la prima cosa che salta all’occhio è la quantità impressionanti di dati e statistiche, a testimonianza del meticoloso lavoro fatto dagli autori ai quali posso solo rivolgere un immenso ringraziamento. Già nel 2008 con la pubblicazione del primo volume, Marinko (Lazzarich, nda) aveva fatto un grande lavoro facendo conoscere a tutti la storia del Rijeka, e ora era doveroso aggiungere un altro tassello”.
Dal 1873 al Copenaghen
La monografia è suddivisa in più parti. La prima, firmata da Kramarsich, ripercorre il periodo dalla storica partita del 1873 alla fondazione del Kvarner nel 1946, con un focus in particolare sulla nascita dell’US Fiumana e della sua militanza nelle varie categorie del campionato italiano. La parte centrale, a opera di Lazzarich, segue le vicende del Kvarner prima e del Rijeka poi fino al 2008. La terza, trattata da Krmpotić, si concentra invece sulla gestione Mišković per concludersi con il successo sul Copenaghen che sancì l’ingresso nella fase a gironi di Europa League. Urban si è invece occupato di tutta la parte statistica, con tanto di risultati e classifiche a partire dal 1946, mentre Povh ha curato la sezione dedicata all’Armada. Nel libro trovano inoltre spazio anche approfondimenti sugli allenatori, presidenti e dirigenti dal 1946 ad oggi, e poi ancora sui murales dell’Armada, sulle giovanili, sulla Riviera del Quarnero…

Il volume è stato scritto “a dieci mani” e conta 588 pagine

 

Una foto di gruppo dei presenti al centro stampa di Rujevica

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