Pola. Giardini: sta nascendo il monumento a Mate Parlov

Mate Parlov in un'immagine d'archivio. Foto: Dusko Marusic/PIXSELL

Finalmente… è proprio il caso di dirlo, dopo anni di attesa la Città si è decisa a rendere il giusto omaggio a un grande dello sport, che per anni ha tenuto alto il prestigio di Pola, dell’Istria e dell’intero Paese. Stiamo parlando della leggenda del pugilato mondiale e del miglior sportivo croato di tutti i tempi, Mate Parlov. Dopo anni di tira e molla, i vertici cittadini hanno accolto le richieste dei familiari e dei tantissimi amici del campione, che a gran voce chiedevano l’installazione di una statua del pugile ai Giardini, di fronte al bar che ha gestito per decenni.
I macchinari hanno scavato le fondamenta che sorreggeranno il monumento, proprio di fronte al bar che Parlov ha gestito per anni e che è stato rilevato dal figlio Matko. Mate nella lunga carriera ha vinto tutto, dai Giochi olimpici a mondiali ed europei, continuando ai vertici anche senza canotta (WBC) . Parlov è stato unico per molti versi non solo per essere un pugile cha ha sempre dimostrato come la boxe può essere la nobile art, termine con cui viene spesso si identifica nonostante sia uno sport violento. Mate fu il primo pugile proveniente da un Paese socialista (all’epoca la Jugoslavia), a diventare campione del mondo dei professionisti ed è l’unico pugile nella storia che ha vinto Olimpiadi conquistando i titoli europeo e mondiale sia da dilettante che da professionisti. Dopo aver vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Tra i pugili in canotta, disputò 323 incontri con 310 vittorie e 13 sconfitte. Vinto l’oro a Monaco. il passaggio tra i pro rientrava nella logica delle cose. Guidato da un team molto saggio e serio tra cui ricordiamo principalmente Boris Kramarsich, Nello Barbadoro ed Egidio Barbieri.
Diventa pugile professionista nel 1974, e due anni dopo conquista a Belgrado il titolo europeo in uno stadio Marakana zeppo di pubblico che lo vede trionfare contro Domenico Adinolfi… Poi nel 1978 arriva il titolo mondiale a Milano contro l’argentino Miguel Anguel Cuello, uno degli eventi sportivi più seguiti nella storia di quest’area. L’argentino viene
messo al tappeto da un colpo preciso più che potente. Mate non era un picchiatore, ma uno che distruggeva le difese dell’avversario sfiancandolo ripresa dopo ripresa, colpo dopo colpo. Tecnica prima della potenza. Perse ben presto il titolo mondiale quando consegnò la corona dei mediomassimi allo statunitense Marvin Johnson che lo mise KO dopo 10 round in un incontro disputato a Marsala (2 dicembre 1978). Parlov muore a 59 dopo aver lottato per quattro mesi contro un cancro ai polmoni. Originario dell’area di Imotski (Ričice) nasce a Spalato il 16 novembre 1948. Dieci anni dopo il trasferimento a Pola, dove impara l’arte della boxe. A parlare della natura di Mate anche una curiosità poco nota ai più: Parlov si preparava agli incontri leggendo poesie…

Il luogo in cui sorgerà il monumento al pugile

Gli addetti ai lavori hanno recintato una porzione dei Giardini e avviato i lavori di costruzione della base che in futuro ospiterà la scultura. La statua a grandezza naturale sarà diversa da quella eretta a Fasana, residenza del campione. A Pola, è prevista l’installazione di una statua del pugile in versione “cittadino”. Perché Parlov, oltre a un grande pugile, è stato un grande uomo. Non è stata ancora stata fissata una data, ma la cerimonia d’inaugurazione del monumento dovrebbe tenersi a ridosso delle festività pasquali

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