Per ora solo rumors. In attesa di… Đalović

I festeggiamenti sono finiti e al Rijeka è ormai tempo di pianificare la prossima stagione, ricca di sfide. Alcuni giocatori se ne andranno, ma il primo passo è il nuovo contratto del tecnico montenegrino

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Per ora solo rumors. In attesa di… Đalović
I festeggiamenti sono ormai alle spalle, è già tempo di pianificare la prossima stagione. Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Giugno è il mese nel quale il calcio è… in vacanza, a meno che non ci siano in programma Mondiali o Europei. Ma è anche il periodo nel quale i vari rumors di rincorrono maggiormente, alcuni fondati e altri al limite del ridicolo. In quest’ultima categoria possiamo annoverare quella diffusasi con la velocità della luce giovedì, secondo la quale Damir Mišković avrebbe ceduto il Rijeka a un miliardaio americano, Lee Anderson, tra i 500 più ricchi negli USA secondo la rivista Forbes. L’indiscrezione, lanciata dalla Slobodna Dalmacija (?), è stata ben presto ripresa da praticamente tutti gli altri quotidiani e portali web. Finché… “Anderson? E chi sarebbe? Non ho mai sentito di lui, dove poi averlo incontrato. Suvvia, siamo seri: non c’è alcuna novità in tema di cessione del club”, ha fatto sapere lo stesso Mišković contattato immediatamente da alcuni mass media (quelli… non creduloni).

Il Rijeka, chiariamo subito, è sì in vendita. In fin dei conti Mišković non lo ha mai negato e la frase “Sono un po’ stanco, magari è ora di andare in pensione” pronunciata durante i festeggiamenti per la doppia corona è indicativa e rafforza la tesi. Il presidente, però, ha più volte altresì ribadito di non voler “svendere” il club, non certo al primo che arriva. Insomma, c’è un prezzo di base e la volontà di cederlo a un proprietario (investitore) serio. In passato c’era una trattativa con una cordata cinese e una tedesca, ma poi non se ne fece nulla. Al momento, di potenziali acquirenti all’orizzonte non c’è nemmeno l’ombra. Incluso il fantomatico Anderson…

Una formalità, anzi… no
Anche se da giorni sembrava che il nuovo contratto tra Radomir Đalović e il Rijeka fosse soltanto una questione di tempo, il tecnico degli attuali campioni di Croazia non ha ancora firmato il prolungamento della collaborazione. Nessuno dubita seriamente della sua permanenza a Fiume, ma resta fatto che – formalmente – il Rijeka, per ora, non ha un allenatore con un contratto valido.
Il tecnico montenegrino ha trascorso gli ultimi giorni in compagnia delle persone chiave del club, ovvero il direttore sportivo Darko Raić Sudar, il suo vice Antonini Čulina, il consigliere del presidente, Srećko Juričić e lo stesso Damir Mišković. In tutta tranquillità e serenità, come ha dichiarato lo stesso Đalović, hanno discusso del futuro del club, dell’organico e delle ambizioni per la prossima stagione. “Non mi passa nemmeno per la testa che il tema del mio contratto debba essere il primo e più importante in queste conversazioni. Se avessi pensato a qualcos’altro oltre al Rijeka, non sarei nemmeno qui seduto. Certo che firmerò”, aveva dichiarato prima della mini “quarantena” a Pago Đalović in una delle sue ultime apparizioni pubbliche. I giorni passano e nel frattempo il tecnico ha lasciato la Croazia. Al momento è in Montenegro con la famiglia, poi si recherà per una settimana in Slovacchia in occasione dell’Europeo Under 21, come parte del programma di formazione per ottenere la licenza UEFA Pro.
L’accordo, ovvero il nuovo contratto, si farà. Però è chiaro che non si tratta soltanto di una formalità, come inizialmente previsto. A quanto pare, i negoziati si sono arenati su uno dei due punti: l’aspetto economico o la durata del nuovo contratto. C’è anche la possibilità che Đalović voglia garanzie aggiuntive sul progetto sportivo per la stagione 2025/26, ovvero maggiore chiarezza sulla campagna trasferimenti e sulla strategia del club (aspettative, ambizioni, obiettivi).
È ben noto che il Rijeka opera da anni entro limiti finanziari ben definiti, e se c’è qualcuno che conosce bene questi parametri è proprio Đalović. Lui, l’uomo che in apprena una stagione ha vinto tutto il possibile con il club, conquistando anche il cuore dei fiumani. Il suo rapporto con il presidente Mišković è rimasto impeccabile e fonti vicine al club riferiscono che Mišković ha già affidato la conduzione delle trattative al diesse Raić Sudar. Quelle che fino a pochi giorni fa sembravano mere formalità, ora richiedono una dose aggiuntiva di pazienza.
La preparazione per la nuova stagione inizierà tra meno di due settimane, il 19 giugno, e il Rijeka – che si presenterà al via come campione in carica e vincitore della Coppa – è ancora in attesa della conferma ufficiale che Đalović continuerà a guidarlo. Considerando il rapporto venutosi a creare tra le parti e i successi condivisi, qualsiasi altro esito sarebbe una sorpresa clamorosa.

Tra partenze, riflessioni e arrivi
Se nel caso di Đalović possiamo dire che al 99 per cento radunerà la squadra il 19 giugno a Rujevica, nel caso dei giocatori permane l’assoluta incertezza. Per farla in breve, nelle prossime settimane è atteso il classico viavai tra chi se ne andrà e coloro che verranno. Per quanto concerne il mercato in uscita, il pensiero di base (di Mišković) è sempre lo stesso: in caso di una soddisfacente offerta nessuno è incedibile. C’è notevole interesse soprattutto per Toni Fruk, Niko Janković e Stjepan Radeljić. Nel caso dello stopper è già arrivata anche un’offerta concreta dalla Germania. Il nazionale piace a spagnoli e inglesi, mentre il centrocampista ha parecchi estimatori in Bundesliga. A Lindon Selahi, Nais Djouahra e Bruno Goda è scaduto il contratto. Il Rijeka vorrebbe tenersi sia l’albanese che il franco-algerino, ma decidono loro se accettare il prolungamento a determinate condizioni (finanziarie) oppure andarsene.
Archiviata invece la pratica Dejan Petrovič, pedina fondamentale nello scacchiere biancocrociato: scaduti i due anni di prestito dal Rapid Vienna, il Rijeka ha attivato la clausola del 2+1 per la quale lo sloveno rimarrà a Rujevica ancora per una stagione.
Antonio Mirko Čolak, che non sta facendo certo faville con la maglia dello Spezia, rimarrà un sogno per almeno un anno. La punta ha un contratto con la società ligure e, in caso di rescissione, dovrebbe rinunciare a una fetta di denaro molto più cospicua di quanto il Rijeka potrebbe offrirgli nel caso di un suo ritorno laddove la sua carriera ha preso il volo. Difficile anche il come-back di Hrvoje Smolčić, che non sta trovando spazio nell’Eintracht.
Nel frattempo è sbarcata a Fiume la mezzapunta montenegrina Omar-Šarif Sijarić, candidato a prendere il posto di Djouahra. A seconda dei movimenti in uscita, ci saranno anche altri arrivi. “Non ci faremo certo sorpendere, abbiamo una lista di potenziali neorinforzi. La metà sono giocatori croati, altri sono invece stranieri”, fa sapere il diesse Darko Raić Sudar, indubbiamenti uno degli artefici del doppio successo in campionato e Coppa Croazia.

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