Pallamano. Lino Červar: «I ragazzi meritavano l’oro»

Il selezionatore della Croazia parla dell'Europeo appena concluso e dei programmi per il futuro

“Rischio forse di sembrare patetico, ma non ho difficoltà a dire che avremmo meritato l’oro all’Europeo. L’argento, per intenderci, è un risultato straordinario, ma quando si è tanto vicini al gradino più alto, è difficile accettarlo”, ci ha confessato ieri Lino Červar, selezionatore della nazionale croata di pallamano. È uno sport specifico, popolare soprattutto nei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo e nel Nord Europa. In tutte le grandi rassegne, a prescindete che si tratti di Europei, Mondiali e Olimpiadi, sul podio salgono regolarmente nazionali dei Paesi scandinavi, Germania, Francia, Spagna e Croazia. Proprio la Croazia, nella pallamano come nella pallanuoto, può venir considerata una specie di fenomeno. I successi delle due nazionali sono sproporzionati in rapporto a quanto viene investito a livello di club e di infrastruttura. Nel corso del recente Europeo maschile l’audience ha toccato livelli che soltanto il calcio può raggiungere, con punte di 1,7 milioni di telespettatori e uno share del 75 per cento. Come si spiega?

Specchio fedele della mentalità
“Ci sono molti sport di squadra in cui la Croazia riscuote grandi successi, ma secondo me la pallamano è quella che più si avvicina alla nostra mentalità. Molti bambini, dopo il nostro Europeo, si avvicineranno alla pallamano, un fatto importante per il futuro di questo sport nel Paese. Nel corso della rassegna continentale conclusa pochi giorni fa sono state scritte pagine epiche. Chi non ricorderà la gara da brivido con la Germania o, più ancora, quella che abbiamo vinto con la Norvegia in semifinale? Credo che siano state tra le più belle e drammatiche della storia di questo sport. Poteva esserlo anche la finale, in cui, devo ammettere, i criteri arbitrali non ci hanno favoriti nel finale. Comunque, preferisco parlare dei ragazzi che ce l’hanno messa tutta, che ci hanno sempre creduto e che, lo ripeto, avrebbero meritato alla fine l’oro. In ogni caso, l’argento è comunque un successo da festeggiare”.
Serve una strategia comune
La Bundesliga, il massimo campionato tedesco, è in assoluto il più ricco e spettacolare d’Europa e quindi del mondo, seguito da quello francese e spagnolo. Sono forti anche i tornei nazionali scandinavi. Tutti hanno in comune un enorme seguito mediatico e di pubblico. La Premier league croata si svolge nella prima parte senza il PPD Zagreb e il Nexe, che militano nella Lega SEHA, e il livello, obiettivamente, non è elevatissimo. Siccome sono altrettanto freschi i ricordi dell’Europeo di pallanuoto, poniamo una domanda di carattere generale al “mago di Umago”. Vista da fuori, ci si rende conto di quella che è la realtà nello sport croato? “Uno potrebbe mettersi a ridere – commenta Červar – paragonando la nostra e la realtà nei Paesi come la Germania, in cui si gioca ad altissimi livelli anche nei campionati nazionali. Il nostro è un fenomeno, ma temo che l’intero sistema su cui si basa possa collassare da un momento all’altro. Non mi riferisco soltanto alla pallamano, ma anche a pallanuoto, pallavolo e ad altri sport che hanno urgente bisogno di aiuto. Inviterei il governo, le Regioni, le amministrazioni locali e il Comitato Olimpico a stabilire una strategia e un modo per evitare il tracollo completo. I club di pallamano, se escludiamo PPD Zagreb e Nexe, sopravvivono a malapena. Gli allenatori sono pagati male e i giocatori spesso non lo sono per nulla. Siamo arrivati a un punto in cui occorre ragionare sul futuro”.
Prima le Olimpiadi, poi si vedrà
A proposito di futuro, quello della Croazia di pallamano sembra promettente dato che si dispone sia di esperienza tra i più anziani che di talento tra i più giovani, una garanzia che ci saranno sempre delle risorse per l’inevitabile ricambio generazionale. E il futuro di Lino Červar? “Per quanto riguarda la nazionale non ho timori. La Croazia ha dimostrato all’Europeo di esserci e di poter fare anche meglio. Uno dei problemi maggiori, che non avevo voluto sottolineare prima, è stata l’indisponibilità di Cindrić, uno che non è certo facile rimpiazzare. Inoltre, abbiamo dovuto fare a meno pure di un’ala come Štrlek. Se fossimo stati al completo, sono convinto che qualche partita l’avremmo risolta più facilmente, senza tuttavia voler negare i grandi meriti dei ragazzi che hanno preso il loro posto. Mi chiedete del mio futuro? Per ora è legato alla nazionale, che dovrà affrontare il torneo di qualificazione per i Giochi Olimpici di Tokyo, un traguardo irrinunciabile. Una volta centrato questo obiettivo, ci recheremo in Giappone con il compito di recitare ancora una volta un ruolo da protagonisti. Una volta il sipario sulle Olimpiadi di Tokyo, me ne andrò sicuramente. Non so ancora dove, ma me ne andrò… Vedremo al momento giusto”.
Umago pronta la festa in onore di Červar e Ravnić
Domani, con inizio alle ore 10 in piazza Primo Maggio, la città di Umago festeggerà il rientro di Lino Červar e di Valentino Ravnić dagli Europei di pallamano con l’argento al collo. Una festa che onora i campioni e una città che dello sport ha fatto uno stile di vita.
Lino Červar è nato a Delici, piccolo villaggio del Comune di Orsera, e la sua carriera l’ha divisa fra Italia e Croazia. Nel 1971 si laurea in lingua croata a Pola, poi nel 1983 consegue la laurea in giornalismo. Lavora alla scuola elementare di Cittanova, mentre dal 1980 al 1990 ricopre il ruolo di caporedattore del giornale aziendale di Umago “Agroturist”. Nella pallamano si ritrova a 23 anni e la carriera professionale inizia nel 1991 in Austria. La prima squadra che ha allenato è stata quella juniores della Istraturist, alla quale hanno fatto seguito i seniores del club Triko di Cittanova. Nel 1994 diventa selezionatore della nazionale maschile italiana e più tardi direttore di tutte le sezioni, sia maschili sia femminili, del team azzurro.
Nel 1997 si guadagna il posto di allenatore ai Mondiali in Giappone e si aggiudica la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo. Guida poi lo Zagreb, il Prato e il Conversano, con la quale ha conquistato la Coppa Italia e per due volte il titolo di campione nazionale.
Dal 2002 ritorna nuovamente in Croazia come selezionatore della nazionale maschile, che in sette anni porta a vincere il titolo di campione olimpico e di campione del mondo. Nel palmares anche due argenti agli Europei e un successo alla Coppa del Mondo. Entra a far parte del parlamento croato in qualità di deputato nel 2003. Poi torna ad allenare la Croazia nel 2017, conquistando l’argento al recente Europeo.
Lino Červar ha scritto due libri che raccontano il suo modo di vedere la pallamano: “La pallamano secondo me” e “Od Učke do Olimpia” (tradotto in quattro lingue). Il Mago di Umago, come lo chiamano un po’ tutti, ha dunque vinto tutto ciò che si poteva vincere. Lino è un umaghese che parla italiano e croato, che ama la sua Istria, la sua Umago e che oggi funge da esempio per le nuove generazioni.
Interessante anche la storia del giovane, ma già grande Valentino Ravnić, che ha iniziato a giocare alla pallamano da bambino, entrando a 15 anni nella prima squadra dell’Umago. Ha militato anche nella nazionale croata juniores, proprio sotto la guida di Lino Červar. Da anni è il miglior sportivo della città di Umago, mentre per la nazionale croata gioca dal 2017. Ora è anche argento europeo.
Se a loro due aggiungiamo anche l’oro olimpico di Giovanni Cernogoraz di Cittanova, allora possiamo dire che l’Istria sportiva si è fatta veramente onore negli ultimi anni.

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