ORLANDERIE Simon Rožman finisce sulla graticola

L'allenatore del Rijeka, Simon Rožman. Foto Vjeran Zganec Rogulja/PIXSELL

Cinque arbitri, dei quali tre (direttore di gara, guardalinee e arbitro aggiunto dietro la porta) a controllare l’area fiumana, da mandare al più presto dall’oftalmologo. L’Osijek stende infatti il Rijeka con ben due giocatori in fuorigioco e nessuno di loro vede incredibilmente nulla! Il gol del 3-2 era insomma irregolare, anche se a dir il vero agli slavoni manca un rigore per fallo di mano da parte di Čolak. Gli arbitri hanno tolto al Rijeka un punto. Va però sottolineato che la compagine quarnerina nell’ultima mezzora si è suicidata con le proprie mani dopo essere stata in vantaggio di 2-0. Inaudito per una squadra seria, o per lo meno che crede di esserlo, con ambizioni da secondo posto.
Dopo nove turni la parte alta della classifica vedeva in testa l’Hajduk (19), seguito da Dinamo (16), Rijeka (15), Lokomotiva (14), Osijek (13) e Gorica (12). Dinamo e Rijeka ovviamente con una partita in meno. Dopo aver mandato KO l’Istra (3-0) al Drosina, Igor Bišćan aveva salutato baracca (Rujevica), e burattini (Armada), ringraziando tutti… Un divorzio annunciato due giorni prima, al punto che il diesse Srećko Juričić e il suo vice Ivan Mance, avevano già l’asso nella manica: Simon Rožman era il suo nome e Domžale il suo ultimo indirizzo. Dal 28 settembre alla trasferta di domenica scorsa, Rožman ha collezionato due vittorie, un pareggio e due sconfitte. Dopo 14 turni la classifica ha ora il seguente volto: Dinamo 31, Hajduk 27, Osijek 23, Rijeka e Lokomotiva 22, Gorica 21…
Due sconfitte, Gorica (1-2 in casa) e Osijek (2-3), che fanno scattare l’allarme. Lasciamo da parte “novità tattiche”, “ci vuole tempo”, “dobbiamo lavorare” e altro. Conta soltanto il risultato e nulla più! Benché non sia onesto prendersela con il nuovo tecnico, qualcosa non funziona. Il calcio, diceva Arrigo Sacchi, nasce dal cervello e non dai piedi. Carattere prima della qualità, il gruppo davanti al singolo…
I giocatori dell’Atletico Madrid di Diego Simeone sembrano legati con un filo invisibile e sono sempre al posto giusto. Simeone insegna a difendere da squadra e non individualmente.
Dopo aver disputato il miglior tempo di questo campionato, nella ripresa il Rijeka si è sciolto come un gelato al sole africano. In fase difensiva i giocatori di Rožman sembravano un gregge di pecore che andava al macello. Per ben tre volte si sono fatti infilare dall’Osijek. Con il Gorica era andata ancora peggio, per non parlare della partita con la Lokomotiva (1-1) a Rujevica, quando gli avversari arrivavano in zona gol con estrema facilità. Il Rijeka deve lavorare soprattutto sulla fase difensiva. Sette ancora le partite (sei di campionato) fino al riposo, quando il nuovo tecnico cercherà di… seminare le proprie idee.
Di queste sette tre saranno con la Dinamo. Sabato a Rujevica, poi il 3 dicembre sempre a Rujevica nei quarti di finale di Coppa Croazia e infine il 18 dicembre a Zagabria nel recupero di campionato. Tre volte Dinamo e una trasferta insidiosa a Spalato: insomma, degli esami di riparazione per tutti, giocatori e Rožman. Poi si tireranno inevitabilmente le somme…

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