ORLANDERIE Rožman deve copiare il Bišćan polese

Simona Rožman, l'allenatore sloveno del Rijeka. Foto Nel Pavletic/PIXSELL

Un calcio alla crisi (tre sconfitte), che raggiunse il culmine con la débâcle (0-5) nella sfida con la Dinamo a Rujevica. Il Rijeka è ritornato in sella. Quattro, come i gol segnati all’Hajduk nel derby dell’Adriatico (inizio della riscossa), le vittorie di fila. Dodici punti, tredici gol fatti e soltanto due incassati. Nella sfida con il Varaždin i fiumani non hanno brillato. È stata una partita a corrente alternata; Acosty ha aperto, Čolak continuato e chiuso il festival del gol. Il ghanese dovrebbe essere una pedina importante nella sfida di oggi, mercoledì 18 dicembre (ore 18) al Maksimir di Zagabria, contro i campioni in carica, nella partita di recupero che calerà il sipario sulla prima parte del campionato. Čolak ha aggiustato il mirino e oltre a duellare con le difese avversarie, adesso la butta anche dentro, suo compito principale. Al Maksimir sarà una battaglia senza esclusione di colpi. La velocità di Acosty e la grinta di Čolak potrebbero essere determinanti. Con i “senatori” Andrijašević e Gorgon a dettare i ritmi occupando gli spazi liberi. Dinamo permettendo, naturalmente.
Solo sette le vittorie del Rijeka in campionato al Maksimir di Zagabria in 72 anni, dalla prima visita avvenuta nel 1947 e finita con un sconfitta (1-2). Stojan Osojnak, Marijan Brnčić, ai tempi della Jugoslavia, Ivan Katalinić, Nenad Gračan (due volte), Dragan Skočić e Matjaž Kek il 20 aprile del 2018 con un gol di Acosty, sei gli allenatori che al Maksimir hanno imbavagliato la Dinamo.
Stojan Osojnak e Marijan Brnčić sono due figure storiche del Rijeka, ma anche della Dinamo, come giocatori. Osojnak segnò un gol alla Crvena zvezda al novantesimo e la Dinamo conquisto il titolo nel 1954. Nel 1967 Marijan Brnčić faceva parte di quella squadra che conquistò la Coppa Città delle fiere. Tra i fiumani trasferitisi al Maksimir da giocatori, il più vincente è stato Danijel Šarić con cinque titoli e tre coppe, senza dimenticare che con il Rijeka ha vinto altre due Coppe Croazia. Dieci trofei e 30 presenze in nazionale.
Sessanta i giocatori che hanno indossato le maglie di entrambe le società. Ćiro Blažević, Branko Ivanković, Josip Skoblar, Nenad Gračan, Zlatko Kranjčar e Josip Kuže, invece, sono gli allenatori che hanno guidato entrambe le squadre.
Simon Rožman è riuscito a disegnare una squadra vincente, unita nello spogliatoio e in campo e con tanto entusiasmo. Il tecnico sloveno ha preso in mano le redini della squadra con decisione, grazie specialmente a un lavoro psicologico. Il problema era più nelle teste che nelle gambe dei giocatori.
Prima dell’odierna sfida al Maksimir, il Rijeka è in ritardo di un punto rispetto all’Hajduk. Un punto varrebbe oro colato… Per la classifica, ma ancor più per dimostrare che quello 0-5 di Rujevica è stato soltanto un incidente di percorso.
Oggi al Maksimir conta soltanto non perdere. In trasferta il Rijeka gioca bene, anche se la sfida con la Dinamo, però, sarà molto più impegnativa rispetto a quella di Spalato. Gli zagabresi, infatti, sono una squadra europea. Affrontarla a viso aperto sarebbe un suicidio. Rožman è intelligente e probabilmente avrà analizzato la partita vinta da Igor Bišćan nella finale di Coppa Croazia, quando il Rijeka superò per 3-1 una Dinamo imbattibile. Acosty regalò la vittoria a Kek e potrebbe farlo anche oggi mettendo un gol sotto l’albero di Natale di Simon.

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