Orlanderie. Il Rijeka singhiozza, gli arbitri di più

L'arbitro Tihomir Pejin. Foto Vjeran Zganec Rogulja/PIXSELL

A caval donato non si guarda in bocca… Conti alla mano, il Rijeka ha incasellato la quarta vittoria in trasferta (una sola sconfitta, con il Gorica, in cinque partite), mantenendo dopo dodici giornate il passo della Dinamo (25) e dell’Hajduk (24). I fiumani, che hanno una partita in meno come gli zagabresi (il loro scontro diretto era stato rinviato), si trova a quota 22. I tre punti conquistati sul campo di Koprivnica, terreno tradizionalmente ostico, sono quindi veramente pesanti. Nel primo tempo i fiumani sembravano turisti… in campo, con la sola differenza che per entrare allo stadio non hanno dovuto pagare il biglietto. Tutto sommato, un Rijeka inguardabile, ma vincente. Concordano anche i giocatori, ci mancherebbe. Capitan Gorgon chiede del tempo, perché con l’arrivo del nuovo allenatore, Simon Rožman, hanno cambiato metodo di allenamento…
Il coach sloveno ha cercato di svegliare la squadra con tre cambi e ci è riuscito. Acosty ha segnato il gol partita, Čolak deve giocare sempre se in salute, Pavičić dovrebbe essere in campo anche con una gamba sola… Acosty è sinonimo di velocita, Čolak di aggressività, Pavičić di fantasia. Insomma, Rožman ha azzeccato tutte le mosse e il Rijeka ha tirato subito fuori gli artigli. Vittoria importante, dunque, ma il gioco resta un enigma.
Probabilmente è stata questa la peggior partita in queste prime undici giornate di campionato, ma la vittoria ha salvato tutti dalle critiche, perché vincere è l’unica cosa che conta. Tutto il resto sono chiacchere da bar. Il Rijeka è alla ricerca della propria identità. Quella nuova, di Simon Rožman.
Peggio del Rijeka… gli arbitri. Soprattutto il direttore di gara Pejin. In confusione anche gli esperti del giorno dopo, ex arbitri internazionali (Marijo Strahonja e Miroslav Vitković). Su due canali TV, nel giro di mezz’ora, ci hanno offerto visioni diametralmente opposte. Per Strahonja prima del gol dello Slaven Belupo il gioco andava fermato per un fallo su Tomečak, rimasto a terra. Tutto regolare per Vitković, invece. Per entrambi netto il rigore non fischiato per la spinta subita da Puljić in area. Poi arriva il gol di Gorgon. Tecnologia alla mano, quindi, per scoprire se il giocatore fiumano fosse in fuorigioco prima di mandare in rete il pallone del pareggio. Per un “esperto” Gorgon il gol andava annullato, per l’altro era tutto regolare… Il giorno dopo, nota bene, dopo aver guardato probabilmente ogni azione una decina di volte.
In primavera il VAR approderà anche nel campionato croato, ma se nel caso della posizione di Gorgon al momento del gol due esperti come Strahonja e Vitković, con tutta la tecnologia a disposizione, non si sono trovati d’accordo, ci possiamo aspettare parecchia confusione. Idem per il fallo su Tomečak prima del gol dei padroni di casa. Mah.
Simon Rožman sabato andrà a caccia della prima vittoria a Rujevica. Avrà come avversario quel Gorica che è stato fatale a Matjaž Kek, mentre Bišćan è stato sconfitto tre volte. Sia come sia, dopo quattro pareggi e solo dieci punti incasellati in sei incontri il Rijeka non può più permettersi di buttare via punti a Rujevica. Dodici invece quelli ottenuti in trasferta in cinque incontri.
Il Rijeka, almeno per ora, lascia a desiderare, non convince, ma diamo tempo a Rožman. Ha seminato le proprie idee, forse è giunto il momento del… raccolto. Vincere è d’obbligo, magari cercando di migliorare strada facendo.

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