Ora non ci si può più nascondere

In questo momento il Rijeka è superiore sia all’Hajduk che alla Dinamo e deve puntare al doblete come la squadra di Kek nella magica stagione 2016/17. Domani però si torna già in campo nell’insidiosa trasferta in quel di Velika Gorica

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Ora non ci si può più nascondere
Il Rijeka adesso sogna di ripercorrere i fasti della magica annata 2016/17. Foto: Sime Zelic/PIXSELL

Prima le cessioni di Smolčić, Galešić e Pašalić, poi le due sconfitte una in fila all’altra contro Varaždin e Istra 1961 (peraltro senza nemmeno andare a segno) con tanto di controsorpasso in vetta per mano dell’Hajduk. E all’orizzonte un trittico di fuoco: Osijek, Dinamo e Hajduk in sequenza. Le premesse, insomma, non erano certo incoraggianti all’inizio della seconda parte di stagione, eppure in dieci giorni si è ribaltato tutto, con il Rijeka a silurare le squadre di Coppitelli, Cannavaro e Gattuso. Oltretutto con una differenza reti di 9-1! Impensabile. Cos’è cambiato nel frattempo? In realtà nulla. Molto semplicemente Đalović e il suo staff hanno continuato a lavorare come hanno sempre fatto, consapevoli che i risultati del girone autunnale non erano il frutto del caso e che gli scivoloni con Varaždin e Istra sono stati i classici incidenti di percorso. E non sono stati necessariamente un male ma, anzi, il discorso dell’imbattibilità in campionato stava diventando sempre di più un peso. E adesso? Adesso il Rijeka non può più nascondersi e deve puntare al doblete. Per carità, da qui a maggio ce n’è di strada ancora da percorrere e tutto può capovolgersi in un attimo, però in questo momento i fiumani sono la squadra da battere, superiori sia alla Dinamo che all’Hajduk. E dovranno fare tesoro dell’esperienza della scorsa stagione quando proprio nel finale hanno mollato inchinandosi al cospetto della Dinamo dell’ex Jakirović sia in campionato che in Coppa.

Niente primedonne
La mente inevitabilmente corre a quel magico 2016/17. Ripetere quell’impresa sarebbe clamoroso. Perché? Perché la squadra di Kek era stata costruita per mettere i bastoni tra le ruote alla Dinamo, quella attuale invece è stata assemblata per puntare al solito obiettivo di un posto in Europa. Uno dei segreti di questo Rijeka è da ricercare in panchina. All’inizio, anche comprensibilmente, c’erano molti dubbi sulla promozione di Đalović a primo allenatore al posto di Sopić. Si diceva che fosse un grande motivatore, però gli mancava esperienza essendo alle prime armi in qualità di head coach. Tra l’altro nelle prime giornate non aveva nemmeno ancora conseguito il patentino, tant’è che a referto alla voce allenatore figurava il nome del diesse Raić Sudar. Ma “Đale” si è subito rimboccato le maniche e, oltre alle indiscutibili doti di motivatore, assieme ai suoi fidi scudieri Čagalj, Landeka e Vargić ha via via affinato anche tutti gli altri aspetti (ponendo grande attenzione soprattutto sulla tattica e allo studio degli avversari) crescendo di pari passo con i suoi giocatori, compattando lo spogliatoio e creando un squadra operaia, senza primedonne. E questo è il risultato.
Ora però bisogna restare sul pezzo. Domani si torna già il campo facendo visita al Gorica, squadra che in casa ha raccolto addirittura 22 dei 23 punti fin qui messi in bisaccia. Una trasferta che nasconde diverse insidie, dalla stanchezza (terza partita in otto giorni per i biancocrociati) a un terreno di gioco che si presenterà in condizioni precarie. Ma bisogna sfruttare l’occasione per cercare di mettere ulteriore margine tra sé le rivali visto che domenica al Maksimir andrà in scena l’atteso scontro tra Dinamo e Hajduk.

Dalić non può far finta di nulla
Tornando invece alla Coppa, anche questa dev’essere un obiettivo, a maggior ragione ora che zagabresi e spalatini sono fuori dai giochi. Certo, parliamo pur sempre di un torneo imprevedibile, però i numeri sorridono al Rijeka dato che in 33 edizioni gli unici “intrusi” ad aver sollevato il Sole di Rabuzin sono stati Inker (1992) e Osijek (1999). Tra l’altro, è soltanto la seconda volta che nemmeno una tra Dinamo e Hajduk non ha raggiunto le semifinali. Finora era successo solamente nella pandemica stagione 2019/20, con l’Hajduk fuori agli ottavi con il Gorica e la Dinamo battuta ai quarti dal Rijeka. E chi vinse quell’edizione? Proprio il Rijeka, piegando per 1-0 la Lokomotiva nella finale di Sebenico. E ad oggi quello resta l’ultimo trofeo vinto dai fiumani…
L’uomo copertina contro l’Hajduk è stato ovviamente Fruk, che ha affondato la truppa di Gattuso con una fantastica doppietta e fornendo a Djouahra l’assist per il gol che ha sbloccato la partita. Il fantasista è inoltre diventato appena il sesto calciatore del Rijeka ad aver realizzato una doppietta in casa dell’Hajduk. Il primo era stato Skoblar nel 1975, in quel caso però nel vecchio impianto “Plinara”, quindi sono seguiti Mladenović (1993), Bezjak (2016), Heber (2017) e Čolak (2020). Tra meno di un mese la Croazia si giocherà l’accesso alla Final Four di Nations League contro la Francia. Fruk merita di più che finire soltanto sulla lista dei preconvocati. Dalić non può far finta di nulla e in nazionale adesso deve esserci spazio anche per lui.

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