Notte bianca a Fiume: il Rijeka celebra il doblete e guarda al futuro (foto)

Il tradizionale appuntamento di fine anno è stato l’occasione per ripercorrere la storica annata: Campionato e Coppa Croazia. "Grazie ai giocatori, a Đalović, ai tifosi. Sono orgoglioso di quanto fatto", ha detto patron Mišković

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Notte bianca a Fiume: il Rijeka celebra il doblete e guarda al futuro (foto)

Per il secondo anno di fila l’Exportdrvo di Fiume ha fatto da sfondo alla Notte bianca, la consueta festa di fine anno del Rijeka, in questo caso leggermente anticipata rispetto al solito in virtù dei tanti impegni in questo periodo dei biancocrociati, tornati anche a disputare le coppe europee. Presenti al tradizionale appuntamento prenatalizio giocatori, staff tecnico, dirigenti – capitanati dal presidente Damir Mišković –, sponsor e partner del club, come pure vecchie glorie, rappresentanti della Federcalcio croata, oltre alle autorità della Città, con in testa la sindaca Iva Rinčić, e della Regione, rappresentata dal presidente Ivica Lukanović e dal numero uno dell’Assemblea regionale, Marko Boras Mandić.

Un’occasione per riavvolgere il nastro e ripercorrere tutto quanto successo nell’arco degli ultimi dodici mesi. Ed è successo veramente di tutto per un’annata storica e indimenticabile, come l’ha definita patron Mišković nel suo intervento. “Abbiamo vinto tutto, a parte la Supercoppa. Ma non possiamo affrontarci da soli. Ringrazio i giocatori e lo staff tecnico. Đale (Radomir Đalović, nda), grazie ancora una volta di cuore. Che dire poi dei tifosi, sempre presenti. Sono orgoglioso di quanto fatto nel corso degli ultimi 12-13 anni. Adesso cerchiamo di chiudere bene il 2025, a tal proposito vi invito a sostenere la squadra contro lo Celje”, ha detto il presidente rivolgendosi agli ospiti.

Una cavalcata trionfale

La scorsa stagione rimarrà incisa a caratteri dorati nella storia del Rijeka, capace di conquistare il doblete eguagliando così la prima storica “doppietta” di otto anni prima. Ma, se quella squadra straordinaria guidata da Matjaž Kek era stata costruita per dare fastidio alla Dinamo, lo stesso non si può certo dire per quella che si ritrovò tra le mani Radomir Đalović. Un Rijeka che sulla carta era la terza forza del campionato, inferiore sia alla Dinamo che all’Hajduk, oltre che reduce dalla scoppola di Lubiana e quell’umiliante 0-5 subito per mano dell’Olimpija nel ritorno dei play-off di Conference League. Ma, paradossalmente, la manita dello Stožice ha rappresentato il punto di svolta della stagione di Fruk e soci: prima il titolo di campioni d’inverno da imbattuti e poi, nel girone primaverile, quell’avvincente corsa a tre con Dinamo e Hajduk e il clamoroso arrivo sul filo di lana con l’elicottero con il trofeo riservato alla squadra campione di stanza a Bosiljevo in attesa di capire a chi consegnare la coppa all’ultima giornata di campionato. Alla fine è decollato in direzione di Fiume e di Rujevica, con l’immagine dell’invasione di campo al triplice fischio del match contro lo Slaven Belupo che resterà impressa per sempre nella memoria del club e negli occhi dei tifosi. E pochi giorni dopo quella stessa scena si è ripetuta alzando al cielo il Sole di Rabuzin. Doblete come nel 2017, ma in questo caso arrivato da outsider, sovvertendo i pronostici.

Più ombre che luci

La stagione 2025/26 non è tuttavia iniziata sotto una buona stella. È arrivata sì la qualificazione alla fase campionato di Conference League (il main round di una competizione europea mancava da cinque anni, dai gironi di Europa League raggiunti nella “pandemica” stagione 2020/21), ma c’è stato anche l’avvicendamento in panchina, con l’eroe del doblete Đalović messo da parte e sostituito dallo spagnolo Victor Sanchez, giustiziere del Rijeka alla guida dell’Olimpija, per uno strano intreccio del destino. Anche il cammino in Europa ha fin qui visto più ombre che luci, ma nonostante qualche passo falso di troppo, i biancocrociati sono ancora in piena corsa per l’accesso agli spareggi di Conference e “svernare” così in Europa per la seconda volta nella storia del club dopo la prima e unica risalente alla stagione 1979/80 quando i fiumani raggiunsero i quarti di finale dell’allora Coppa delle Coppe, eliminati per mano della Juventus. E poi ci sarà comunque tutta la seconda parte di stagione per raddrizzare la situazione in campionato e tornare nelle posizioni di vertice.

Aspettando Cantrida

Oltre che al passato e al presente, lo sguardo è rivolto anche sul futuro. Un futuro pronto a riportare il Rijeka a casa, a Cantrida, laddove il mare e quegli iconici costoni di roccia continuano a custodire l’anima e la storia del club. E continueranno a farlo anche un domani, ma con l’unica differenza che lo faranno in un impianto nuovo, polifunzionale e al passo con i tempi. Un domani, per la verità, dai contorni ancora alquanto fumosi, tant’è che ad oggi non si è mosso ancora nulla nemmeno a livello burocratico… Come ribadito più volte dallo stesso Mišković, meglio evitare di parlare di tempistiche perché alla fine ciò che conta è che questo progetto un giorno si realizzi, indipendentemente se tra cinque, otto o magari dieci anni. Mentre i giocatori della rosa attuale non sembrano essere impressionati più di tanto, anche perché in quello stadio non ci hanno mai messo piede (ad eccezione di Damir Kreilach, oltre a Duje Čop e Mile Škorić in veste di avversari), chi invece proprio su quel campo ha scritto pagine indelebili della storia del club – e ieri sera ce n’erano parecchi – si sta un po’ spazientendo…

Volata finale

Tra spuntini, drink e brindisi simili Capodanno, la serata è volata via in allegria, leggerezza e spensieratezza, complice anche il successo di 24 ore prima colto in campionato contro il Vukovar. Per i giocatori il Natale è sinonimo di sosta, di vacanze, ma non è ancora tempo di rilassarsi perché all’appello mancano ancora quattro partite in questo caldissimo rush finale. A partire dalla sfida di giovedì sera a Rujevica contro lo Celje, che può valere un’intera stagione in quanto potrebbe spalancare le porte dei play-off di Conference League. Si proseguirà poi domenica al Drosina di Pola per il sempre sentito derby con i cugini dell’Istra 1961, quindi la trasferta in Polonia sul neutro di Cracovia per l’ultima fatica della fase campionato di Conference contro lo Shakhtar Donetsk e infine il sipario sul 2025 calerà domenica 21 dicembre quando ospite di Rujevica sarà il Gorica.

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