Niente da perdere e tutto da guadagnare

Stasera (ore 21) in Francia il ritorno degli ottavi di Conference League tra Strasburgo e Rijeka: i biancocrociati proveranno a ribaltare la sconfitta per 2-1 incassata all'andata a Rujevica

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Niente da perdere e tutto da guadagnare
Fruk e soci sognano la grande impresa. Foto Željko Jerneić

Dentro o fuori. Senza possibilità di appello. Stasera lo Stade de la Meinau sarà teatro del match di ritorno degli ottavi di finale di Conference League tra Strasburgo e Rijeka (calcio d’inizio alle 21). In Alsazia si ripartirà dal 2-1 con cui i francesi avevano espugnato Rujevica all’andata. Per passare il turno e accedere tra le migliori otto formazioni della terza competizione europea per club i biancocrociati dovranno vincere con due gol di scarto, o almeno con uno per allungare la contesa ai supplementari. Ma ci vorrà l’impresa. È vero che i fiumani hanno messo in campo una prova gagliarda nel primo atto giocando per lunghi tratti alla pari, però senza “l’effetto Rujevica” sarà complicato ripetere quella stessa prestazione anche in trasferta. Tuttavia, basta un solo gol per riaprire il discorso qualificazione e rimettere tutto quanto in discussione.

Stoccarda e Copenaghen

Lo Strasburgo, inutile girarci intorno, è superiore un po’ in tutto, a partire dalla qualità tecnica dei suoi giocatori. A Rujevica la squadra dell’inglese Gary O’Neil aveva anche potuto chiudere il primo tempo sul 3-0. Lo Strasburgo è favorito, punto. Però il bello del calcio è che è imprevedibile (vedi il rocambolesco quarto con l’Hajduk in Coppa Croazia) e non sempre a vincere è la squadra più forte. E in Europa il Rijeka ne sa qualcosa ripensando alle imprese contro lo Stoccarda nel 2013 (anche se in quel caso la banda di Kek partiva dal successo per 2-1 di Cantrida) e contro il Copenaghen nel 2020. La ricetta è semplice, e cioè ripetere l’andata. O meglio il secondo tempo, quando Fruk e soci avevano schiacciato gli ospiti andando vicino al pari sia sullo 0-1 che sull’1-2. Ma per replicare gara-1 serviranno coraggio, sfrontatezza e una buona dose di buona sorte. L’impresa è possibile, ma tanti pezzi dovranno incastrarsi e al tempo stesso bisognerà riuscire ad andare oltre i propri limiti. Inoltre, al Rijeka nessuno chiede di passare il turno e potrà quindi potrà scendere in campo libero da qualsiasi tipo di pressione. Insomma, niente da perdere e tutto da guadagnare.

L’avvicinamento non è stato però dei migliori alla luce della sconfitta casalinga nel derby di campionato con l’Istra. Uno scivolone comunque indolore nel senso che non è costato nulla in termini di classifica, ma soprattutto Sanchez ne ha approfittato per far rifiatare diversi titolari, compreso il faro Fruk. Quello che invece deve preoccupare il tecnico spagnolo è qualche black-out di troppo in fase difensiva. Qualcosa va rivisto nel reparto arretrato dal momento che sia all’andata con lo Strasburgo e che domenica scorsa contro i polesi, la squadra ha subito gol dopo nemmeno due minuti. Solo un caso? Probabilmente sì, però è il momento di porre fine alle partenze ad handicap.

Majstorović squalificato, torna Vignato

Per quanto riguarda la formazione, mancherà lo squalificato Majstorović, che con ogni probabilità verrà rimpiazzato da Husić, come pure Barišić, ma ormai vicino al pieno recupero. La buona notizia è il rientro di Vignato, che aveva saltato un paio di partite per un problema al ginocchio. L’ex Monza non è ancora al 100% e perciò partirà dalla panchina. Per il resto sarà interessante scoprire che cosa si inventerà stavolta Sanchez. “Sappiamo di avere di fronte una grande squadra con un grande budget e con giocatori fortissimi. E ne abbiamo avuto la conferma all’andata – dice il coach spagnolo dei campioni di Croazia –. Servirà una prestazione di alto livello per 90 e forse anche 120 minuti. In difesa ci vorrà la massima attenzione cercando di concedere il meno possibile, mentre in attacco dovremo essere bravi a concretizzare le occasioni per riusciremo a creare. Ci vorrà coraggio e sarà anche importante tenere aperto il discorso qualificazione il più a lungo possibile in modo da innervosirli. Andremo in campo con la consapevolezza di potercela giocare e di poter ribaltare il risultato dell’andata”.

Victor Sanchez ostenta fiducia. Foto Željko Jerneić

Come il Deportivo contro il Milan

Il Rijeka avrà bisogno di almeno un gol per mettersi in pari. “La cosa più difficile nel calcio è segnare – spiega Snachez –. Ed è proprio per questo che i calciatori più famosi sono sempre gli attaccanti. Ma il calcio è uno sport di squadra e di conseguenza i gol sono frutto del lavoro di tutti i giocatori in campo. Che Strasburgo mi aspetto? Prepariamo sempre le partite aspettandoci gli avversari nella loro versione migliore. Capita che quando c’è di mezzo una grande differenza in termini di budget, la squadra più ricca sottovaluti l’altra. Ma non possiamo sapere se lo Strasburgo scenderà in campo più rilassato o se non spingerà fin dall’inizio. Anzi, dato che a Rujevica abbiamo saputo metterli in difficoltà, mi viene difficile pensare che possano sottovalutarci”.

Parlando di rimonte, l’allenatore madrileno tira spesso in ballo il clamoroso ribaltone del Deportivo La Coruña, che nei quarti della Champions 2003/04 eliminò il Milan campione in carica dopo aver perso l’andata a San Siro per 4-1. “Era il Milan di Kakà, Pirlo, Shevchenko, Seedorf, Maldini… Insomma, una squadra di fenomeni. Nonostante la pesante sconfitta, credevamo eccome nella rimonta al ritorno davanti al nostro pubblico. Ci sono diverse similitudini tra il Rijeka e il Deportivo. Prendo sempre come esempio quella partita, però stavolta abbiamo un risultato decisamente più favorevole visto che c’è un solo gol da rimontare…”, ha concluso il tecnico del Rijeka.

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