Močinić: «L’Orijent 1919 non va sottovalutato»

Domenica sera il ritorno a Cantrida del centrocampista dell'Istra 1961 nella gara d'andata dello spareggio di Prima Lega

Ivan Močinić, il centrocampista fiumana dell'Istra 1961

Tutta la stagione in 180 minuti. Oggi e mercoledì Orijent 1919 e Istra 1961 si giocano l’accesso (per i fiumani) o la permanenza (per i polesi) nella massima divisione calcistica nazionale. Dopo un lungo tira e molla, si gioca dunque a Cantrida (ore 20). Un ritorno al passato per il centrocampista dell’Istra 1961, Ivan Močinić, che disputò l’ultima partita nel tempio del calcio quarnerino nel 2015, quando il Rijeka fu eliminato dall’Aberdeen nei preliminari di Europa League. Dopo cinque anni Močinić torna laddove è cresciuto. Una curiosità: delle 141 partite disputate con la maglia del Rijeka, ne ha giocate 48 a Cantrida e non è mai andato a segno. Le cinque reti realizzate con la maglia bianca le ha infatti timbrate lontano dalle mura amiche. “Forse questa sarà la mia ultima possibilità di segnare a Cantrida – inquadra la gara di domani il centrocampista –. A dir il vero, non devo per forza segnare, a patto che lo facciano però i miei compagni”.
Negli ultimi cinque spareggi salvezza, inclusi quelli di quest’anno, i polesi sono stati protagonisti in quattro. Finora è andata sempre bene, fermando l’ascesa dello Šibenik (due volte) e del Varaždin. Nella squadra dell’Istra 1961 ci sono ben 13 reduci dagli ultimi spareggi salvezza con la compagine dalmata. Močinić non è tra questi.
“I miei compagni di squadra tornano spesso sulle partite della scorsa stagione. Come si avvicinano le gare, così si parla sempre di più. C’è pressione, ed è anche giusto che sia, ma questo non deve diventare un peso. In campionato abbiamo dimostrato di poter lottare alla pari anche con squadre più forti di noi, per cui non scopro certo l’acqua calda se dico che siamo la squadra favorita in questo doppio confronto. Ma soltanto a una condizione: non bisogna sottovalutare l’avversario. Inoltre, dobbiamo avere una motivazione come minimo pari alla loro. Soltanto in questo modo potremo conquistare la salvezza”.
L’Istra 1961 è in campo dalla prima decade di giugno, mentre l’Orijent 1919 non ha disputato una partita ufficiale ormai da marzo. “Loro saranno sicuramente più riposati, anche se hanno giocato diverse amichevoli. Noi invece siamo da tempo in modalità partite ufficiali e più immersi dal lato agonistico. Le amichevoli aiutano, ma le gare ufficiali sono indubbiamente molto meglio per prepararsi a una partita di tale importanza”, ha continuato Močinić, che inquadra l’Orijent 1919 come una squadra che ha nelle proprie file la giusta combinazione tra giocatori giovani ed esperti”.
Il ritorno a Cantrida per Močinić coinciderà con la partita a porte chiuse. “Peccato che mancheranno i tifosi. Mancheranno all’Orijent 1919 all’andata e mancheranno a noi nella partita di ritorno, per cui da questo punto di vista siamo pari. Il fatto di giocare il ritorno in casa non avrà troppa importanza. Non possiamo affidarci a ciò, bensì dobbiamo cercare di tirare fuori il massimo dalla partita di domani”, ha concluso Moćinić.
Capitolo formazione. L’allenatore Ivan Prelec ha l’imbarazzo della scelta in quanto, eccezion fatta per Franić che comunque non era un titolare, tutti gli altri calciatori sono a disposizione. Molto probabile dunque che per il match di domani sera il tecnico si affidi sulla formazione tipo, composta da Čondrić in porta, Grujević, Tomašević, Bosančić e Pavić nella difesa a quattro da destra verso sinistra; Blagojević, Galilea e Močinić a centrocampo; Gržan e Delić a supporto dell’unica punta, Guzina, con quest’ultimo in grande spolvero dopo la recente doppietta al Rijeka nello scorso fine settimana.

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