Ljutić: «Quando ho visto Mikaela finirmi dietro…»

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Ljutić: «Quando ho visto Mikaela finirmi dietro…»
Zrinka Ljutić in azione nello slalom delle finali di Meribel

La sua prima stagione da “titolare” in Coppa del Mondo è stata una strada tutta in salita tra uscite e qualificazioni alla seconda manche mancate per un pugno di centesimi. Un apprendistato complicato dopo che l’inverno precedente aveva fatto faville in Coppa Europa. I primi punti nel circuito maggiore arrivano a gennaio nello slalom di Kranjska Gora con un 26º posto servito a rompere finalmente il ghiaccio. A Pechino vive poi la sua prima esperienza a cinque cerchi entrando nelle 30 sia in slalom che in gigante, ma con distacchi abissali che lasciano il tempo che trovano. A inizio marzo vola invece a Panorama per prendere parte ai Mondiali juniores. Sulle nevi canadesi arriva l’oro tra i pali stretti, che vale il pass per le finali di Courchevel-Meribel, seguito dal bronzo in gigante. Ma è sulla “Roc de Fer” di Meribel che Zrinka Ljutić firma un autentico capolavoro centrando il quinto posto tra i rapid gates, mettendosi alle spalle gente come Mikaela Shiffrin, Wendy Holdener e Katharina Liensberger. Un risultato quasi storico visto che l’ultima sciatrice croata a raggiungere la top 5 era stata la fiumana Ana Jelušić, quarta nello slalom di Garmisch nel 2009. Una vita fa…

Sempre all’attacco

“Devo ancora realizzare ciò che ho ‘combinato’… – sorride la slalomista zagabrese classe 2004 –. In questo finale di stagione sto sciando davvero forte, soprattutto in allenamento, ma sinceramente non pensavo di potermi esprimere anche in gara a questi livelli. Sono partita per ultima nella prima manche su una pista ormai rovinata. C’erano tantissimi segni e non potevo tirare linee dirette bensì più abbondanti e quindi girare lontano dai pali. Ho semplicemente cercato di spingere il più possibile e sono rimasta molto sorpresa quando ho tagliato il traguardo in nona posizione. Nella seconda ho fatto la stessa cosa. La tracciatura era abbastanza semplice e regolare perciò bisognava soltanto fare velocità. Ho commesso un paio di errori, ma ho attaccato dall’inizio alla fine ed è stato incredibile vedere la luce verde all’arrivo. Poi, quando ho visto la Shiffrin finirmi dietro, non ci ho capito più niente… È stato pazzesco! Il podio? Era incredibile vedere le altre passarmi alle spalle una dopo l’altra, ma sapevo che non sarebbe stato sufficiente per salire sul podio, anche se alla fine come distacco non ero molto lontana”.

La chiave è stata l’oro juniores messo al collo in quel di Panorama. “Sicuramente mi ha dato tanta fiducia e consapevolezza nei propri mezzi. Lì avevo sciato sciolta e serena, pensando solamente a divertirmi e senza pormi obiettivi in termini di medaglie. Ed è stata una formula vincente visto che sono arrivati un oro e un bronzo. A Meribel ho adottato lo stesso principio e ha funzionato alla grande. L’obiettivo era entrare nelle 15 e quindi in zona punti, alla fine è arrivato un quinto posto…”.

Le finali di Courchevel-Meribel, dove tra meno di un anno si disputeranno i Mondiali, hanno fatto calare il sipario sulla stagione 2021/22, ma quella di Zrinka non è ancora finita.

La giovane promessa croata posa con le medaglie vinte ai Mondiali juniores

Focus sul gigante

”Questa settimana parteciperò ai Campionati nazionali sullo Sljeme, poi saremo ancora in pista per i test sui materiali in vista della prossima stagione e soltanto verso la fine di aprile staccherò un po’. Obiettivi per la prossima stagione? Vediamo prima di concludere questa. Ad ogni modo, punto a entrare stabilmente nelle 30 in slalom. Peraltro dopo questo risultato sono 31ª nella classifica WCSL perciò in caso di qualche ritiro o infortunio sarò già dentro. Questo è un ottimo punto di partenza per continuare a crescere e migliorare. Il gigante? A dire il vero è una disciplina in cui mi diverto di più rispetto allo slalom, anche se a giudicare dai risultati non si direbbe… Il focus nella prossima stagione sarà anche sul gigante che devo assolutamente migliorare”.

Per un giovane sciatore il passaggio dalla Coppa Europa alla Coppa del Mondo è sempre uno step molto delicato e infatti anche Zrinka inizialmente ha fatto molta fatica, mettendoci più di dieci gare prima di conquistare i suoi primi punti tra le “grandi”. “In Coppa del Mondo le piste sono diverse, anche la preparazione delle stesse è diversa. C’è tanto pubblico, giornalisti, telecamere, TV… Insomma, è tutto più amplificato, ma non sempre c’è tutta questa differenza a livello tecnico. Ad esempio, lo slalom delle finali è stato corto e tracciato in maniera abbastanza semplice, tant’è che in Coppa Europa avevo gareggiato su piste ben più impegnative”, conclude Zrinka Ljutić.

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