Il secondo turno della SuperSport HNL vedrà il debutto casalingo del “nuovo” Istra 1961. Il programma del Drosina (stasera alle ore 21, arbitro Duje Strukan di Spalato) offre nientemeno che il confronto con la Dinamo, attuale campione nazionale e la squadra con il maggior numero di titoli vinti da quando esiste il campionato croato (24, di cui gli ultimi sei consecutivi). Un incontro da non perdere assolutamente, come confermano anche le quotidiane file (da mercoledì a oggi) alle biglietterie dello stadio. In effetti i temi della partita sono molteplici: vedere all’opera la rinnovata squadra gialloverde, con un nuovo allenatore (Karoglan) e ancora in fase di assestamento considerate le importanti partenze e l’arrivo di giocatori per lo più giovani e desiderosi di mettersi in luce; confrontarsi con la squadra zagabrese che ha trattenuto (per ora) tutti i suoi big e si è anche rinforzata rispetto la stagione scorsa. La Dinamo, va ricordato, è già in discreta condizione visto che ha iniziato la preparazione in anticipo a causa degli impegni europei. Il tutto accompagnato da una bella cornice di pubblico e in un’atmosfera che in incontri del genere è sempre particolare.
Karoglan: «Sfida affascinante»
“Parliamo della prima partita stagionale davanti ai nostri tifosi, per giunta contro la squadra campione in carica. Detto questo, è chiaro che sarà una sfida specifica, ma affascinante – così il tecnico dell’Istra 1961, Mislav Karoglan –. Abbiamo lavorato sodo nel corso della settimana, in un’atmosfera serena, per cui sono dell’avviso che possiamo fare bella figura. In riferimento alla partita con la Lokomotiva non ero per niente soddisfatto di quanto fatto dalla squadra nella fase creativa. Per questo motivo in allenamento abbiamo cercato di migliorare sotto questo punto di vista, come pure nelle verticalizzazioni”, così l’allenatore, il quale ha annunciato che ci saranno dei cambiamenti nell’undici iniziale rispetto alla formazione vista all’opera nella prima gara. “In questo momento – ha proseguito Karloglan – possono soltanto dire che si saranno delle rotazioni, anche perché ho un gruppo di 15-16 giocatori. Ho ancora alcuni dubbi da risolvere sino al fischio d’inizio. La rosa è praticamente completata (a tal proposito da rilevare il prolungamento del contratto, ovvero sino al 2026, da parte dello stopper Dario Marušić, uno dei punti di forza nella scorsa stagione, ma che tuttavia non sarà disponibile per la gara con la Dinamo a causa delle ammonizioni accumulate, nda) e ora serve trovare l’intesa e il giusto equilibrio. La Dinamo è forte e in crescita, a prescindere dal passo falso con l’Hajduk. Noi, però, abbiamo dalla nostra parte il vantaggio del fattore campo visto che il Drosina è sempre terreno di difficile conquista per gli avversari. Lo dico anche per esperienza personale. Non credo che gli zagabresi faranno calcoli, anzi sono convinto che scenderanno in campo con la migliore formazione possibile nonostante gli imminenti impegni europei. Senza farci troppe illusioni, per ottenere un risultato positivo saranno necessari tre fattori: una giornata negativa degli zagabresi, una nostra prova impeccabile e, non meno importante, una buona dose di fortuna. In ogni caso sono fiducioso in merito al risultato finale. L’Istra 1961 è una buona squadra, alla quale serve soltanto del tempo a disposizione e tanto lavoro negli allenamenti”, ha concluso Karoglan.
Petrusenko: «Nessuna pressione»
“La Dinamo è la migliore squadra in Croazia – ha aggiunto il centrocampista ucraino Oleksandr Petrusenko, uno dei superstiti della stagione passata – e di conseguenza saranno novanta minuti molto impegnativi. Va detto, però, che non abbiamo nessuna pressione: cercheremo di fare il nostro gioco e dare il meglio di noi stessi. Noi giocatori ci divertiamo parecchio negli allenamenti, che vengono svolti con massima professionalità. Credo che siamo sulla strada giusta. Le partite con la Dinamo sono sempre difficili, ma altrettanto belle. Personalmente preferisco questo tipo d’incontri, anche perché c’è una bella cornice di pubblico ed è una bella soddisfazione per noi giocatori scendere in campo in simili ambienti”.
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