È stata la serata delle prime volte. Per la prima volta in assoluto il Rijeka ha superato il turno in una competizione europea dopo aver perso l’andata in casa, Radomir Đalović ha finalmente colto la prima vittoria da head coach in Europa, Dantas e Oreč hanno segnato il loro primo gol in maglia biancocrociata e volendo possiamo buttarci dentro anche Fruk, al primo centro stagionale. La qualificazione al play-off di Europa League vale anche l’autunno europeo perché in caso di eliminazione i fiumani proseguirebbero il loro cammino nella fase campionato di Conference League. E anche questa sarebbe una prima volta. L’autunno europeo mancava da cinque anni e dal girone di Europa League con Napoli, Real Sociedad e AZ Alkmaar. In quella pandemica stagione 2020/21 i fiumani eliminarono al play-off il Copenaghen. La pandemia aveva stravolto tutto e i preliminari si disputavano in gara unica e in casa della squadra che era testa di serie al sorteggio. La partita si giocò quindi al Parken di Copenaghen e il Rijeka piegò a sorpresa i danesi per 1-0 con un autogol al 20’ propiziato da Andrijašević. Nel girone di Europa League i quarnerini conquistarono quattro punti, frutto del successo casalingo per 2-1 contro l’AZ Alkmaar e del pareggio 2-2 a San Sebastian contro la Real Sociedad. Sono poi seguite tre eliminazioni consecutive nel play-off di Conference League (PAOK Salonicco, Lilla, Olimpija Lubiana), fino alla rocambolesca serata del Tolka Park che ha di fatto riportato il Rijeka nell’Europa che conta. In più, dopo cinque anni la Croazia torna ad avere due rappresentanti nelle coppe europee dato che la Dinamo è qualificata direttamente alla fase campionato di Europa League. E attenzione perché in corsa in Conference c’è pure l’Hajduk. Sarebbe una prima volta storica dal momento che un tris di squadre croate qualificate al “main draw” non si era mai visto. E sarebbe ancora più clamoroso ripensando alla disastrosa campagna europea della scorsa stagione, con Osijek, Hajduk e Rijeka eliminate una dopo l’altra da avversarie provenienti da Azerbaigian (Zira), Slovacchia (Ružomberok) e Slovenia (Olimpija), non certe delle superpotenze del pallone.
Ordinaria amministrazione
Un po’ tutti stanno ora celebrando il Rijeka, ma bisogna anche essere oggettivi e dire le cose come stanno: l’autunno europeo era il minimo sindacale! Partendo dai preliminare di Champions, si sapeva che il Rijeka avrebbe avuto a diposizione due “paracadute”, ovvero l’Europa e la Conference League. E si sapeva anche che nell’eventuale play-off di Conference i quarnerini sarebbero stati tra le teste di serie. Nel momento in cui dal sorteggio è uscito lo Shelbourne era diventato chiaro che la strada era spianata. Con tutto il dovuto rispetto, i dublinesi sono al livello dell’Orijent ed erano la squadra con il coefficiente UEFA più basso presente al sorteggio. Il solo Radeljić vale più dell’intera rosa degli Shels… Per carità, da lì a dire che sarebbe stata una passeggiata ce ne passa, ma a livello tecnico c’è un abisso tra i campioni di Croazia e quelli d’Irlanda. Magari in una partita secca come nella stagione della pandemia ci poteva anche scappare la sorpresa (vedi Copenaghen), ma non in un doppio confronto. Eppure nei 180 minuti più recupero la squadra di Đalović ha danzato a lungo sull’orlo del baratro, riuscendo a strappare la qualificazione soltanto al 90’ della gara di ritorno per il complessivo 4-3. L’eliminazione per mano dello Shelbourne avrebbe avuto del grottesco, come quella dell’Hajduk nel 2004. Battere lo Shelbourne con due gol di scarto non è un’impresa, bensì dovrebbe essere ordinaria amministrazione per un club come il Rijeka. Va detto che anche in caso di una clamorosa eliminazione ci sarebbe stata comunque un’autostrada verso la Conference dato che Zlomislić e soci al play-off si sarebbero trovati di fronte i faroesi del Vikingur o i nordirlandesi del Linfield, questi ultimi eliminati nel primo turno preliminare di Champions dallo Shelbourne e che ora potrebbero ritrovare nell’ultimo step di Conference. Insomma, l’ingresso del Rijeka in una coppa europea non ha proprio nulla di sorprendente. Il primo obiettivo stagionale è stato dunque centrato.
Poi c’è l’aspetto economico. Sommando i tre turni preliminari più l’eventuale qualificazione in Europa League, nelle casse societarie si riverserebbe un gruzzoletto di circa 5 milioni di euro. Il Rijeka avrebbe poi otto partite a disposizione per rimpinguare il bottino visto che ogni vittoria vale altri 450mila euro e il pareggio 150mila. L’ingresso in Conference varrebbe poco più di 4 milioni, più 400mila per ogni vittoria e 133mila per il pareggio, anche se con sei partite a disposizione e non otto. Senza contare che il palcoscenico europeo andrebbe ad alzare ulteriormente il valore dei giocatori.
L’annus mirabilis di Đalović
Una menzione a parte la merita Radomir Đalović. Per il tecnico montenegrino è stato un annus mirabilis. Nei dodici mesi trascorsi sulla panchina fiumana è riuscito nell’impresa di conquistare il doblete, diventando il primo nella storia del campionato croato a riuscirci al primo anno da primo allenatore, e l’accesso a una coppa europea. L’accoppiata campionato-Coppa resta un autentico capolavoro, arrivato contro ogni pronostico, con una squadra che si presentava come la terza forza della SHNL e che a inizio stagione usciva con le ossa distrutte dopo l’umiliazione subita a Lubiana. La gavetta all’ombra di Cosmi, Jakirović e Sopić si è rivelata preziosa ed evidentemente il tecnico di Bijelo Polje ha saputo sfruttare al meglio i loro insegnamenti. Brava comunque anche la società a dargli fiducia, cosa non scontata dopo la scoppola dello Stožice.
Ora però bisogna recuperare in fretta perché sabato si torna nuovamente in campo. A Rujevica arriva la capolista Dinamo per un big match che si preannuncia caldissimo. A differenza dei campioni in carica, gli zagabresi si presenteranno freschi e tonici non avendo l’ingombro dell’Europa in questa fase. Il Rijeka non può permettersi passi falsi. OK, nessuno chiede alla squadra di Đalović di ripetere la trionfale cavalcata della scorsa stagione, ma rotolare a -5 già dopo tre giornate sarebbe alquanto desolante…
Questa sera Wolfsberger-PAOK Salonicco
Stasera il Rijeka conoscerà il nome dell’avversario che dovrà affrontare nel play-off di Europa League (andata il 21 agosto a Rujevica e ritorno il 28 in trasferta). Alla Hypo Group Arena di Klagenfurt a scendere in campo saranno Wolfsberger e PAOK (ore 19). La scorsa settimana la sfida d’andata allo stadio Toumba di Salonicco era terminata a reti bianche. Curiosamente, i biancocrociati avevano incrociato entrambe le formazioni nell’estate 2021: gli ellenici eliminarono i fiumani nel play-off di Conference League (1-1 all’andata in Grecia e sconfitta per 0-2 al ritorno a Rujevica), mentre poche settimane prima la squadra allora allenata da Goran Tomić aveva superato gli austriaci per 3-1 in un’amichevole precampionato disputata a Velden am Wörther See, alle porte di Villaco.
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