Una mattinata dedicata allo sport fiumano quest’oggi, sabato 13 giugno, a Palazzo Modello. Un incontro pensato per celebrare i tantissimi campioni fiumani perché Fiume vanta una storia sportiva complessa e articolata, ma al tempo stesso straordinaria, costellata di vittorie, medaglie, record e imprese epiche.
Come sottolineato in apertura dal vicepresidente dell’AFIM Andor Brakus, lo sport rappresenta “la massima espressione della moralità”. Il giornalista Bruno Bontempo ha ricordato due figure storiche del giornalismo fiumano come Ettore Mazzieri e Renato Tich, mentre Andrea Marsanich ha parlato del forte interesse per la Serie A e di come la trasmissione dedicata al campionato italiano che va in onda il lunedì mattina su Radio Fiume, e che lo vede protagonista, sia molto apprezzata anche da parte della maggioranza. Luca Dibenedetto, autore del libro “El Balon Fiuman”, ha ricordato alcuni dei primissimi calciatori nati a Fiume che hanno militato in Serie A negli anni Venti e Trenta. Il primo dei quali fu Andrea Kregar. A tal proposito Igor Kramarsich ha citato i fratelli Mario e Giovanni Varglien, Marcello Mihalich, Rodolfo Volk ed Ezio Loik, che hanno vestito la maglia azzurra. Marinko Lazzarich ha rilevato come oggi gli atleti più talentuosi lascino Fiume già da giovanissimi perché “questo è il destino delle piccole comunità perché oggi nello sport è il denaro a dettare le regole del gioco”.
Sul palco si sono poi avvicendati, condividendo le loro esperienze e ricordi, Zoran Roje, Ugo Marinelli, Irene Kurtini (figlia di “Jobo”), Rudolf Jugo, Enzo Petrović, Vlasta Pesaressi, Barbara Fatur Juretić, oltre a Renzo Gobbo e Denis Conte in rappresentanza del Rijeka calcio.
Sono stati ricordati anche altri storici campioni fiumani come Orlando Sirola, Gianni Cucelli ed Elsa Riboli (tennis), Ulderico Sergo e Alfredo Baracovich (pugilato), Riccardo Vittori, Arlette Faidiga e Umberto Usmiani (nuoto), Giovanna Sesto e Azalea Cobelli (basket), nonché Roberto Ivanicich, meglio noto come Marama Toyo (speedway).
L’incontro si è concluso con la consegna del premio intitolato a Michele Maylender. Il riconoscimento è andato nelle mani di Abdon Pamich, oro nella marcia 50 km a Tokyo 1964; di Marco Bonitta, campione del mondo nel 2002 alla guida dell’Italvolley femminile, e di Maurizio Koten, fratello del campione paralimpico Giuliano Koten, scomparso pochi mesi fa.

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