«La sfuriata di Sanchez? È capitato anche a me…»

Paolo Tramezzani analizza la sconfitta di Spalato e inquadra anche il ritorno di Conference League con l’Omonia. «Il Rijeka non si metterà a difendere l’1-0», dice l’ex allenatore di Hajduk e Istra, attualmente a Cipro in attesa di una nuova esperienza in panchina

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«La sfuriata di Sanchez? È capitato anche a me…»

La sconfitta nel derby con l’Hajduk ha lasciato in eredità delusione, rabbia, frustrazione, tanto nervosismo e una lunga scia di polemiche. Ma il Rijeka non ha tempo di rimuginare su cosa non è andato al Poljud perché oggi è già la vigilia del match di ritorno dello spareggio di Conference League con l’Omonia. Siamo nella fase più calda della stagione, con tante partite ravvicinate e la squadra in campo ogni 3-4 giorni tra campionato, Europa e con all’orizzonte anche la Coppa Croazia. E questo tour de force è un bene, come ripetono spesso Sanchez (che ora rischia una stangata dopo la sfuriata contro l’arbitro Bel) e i suoi giocatori perché c’è più gusto a giocare le partite piuttosto che stare l’intera settimana ad allenarsi. A maggior ragione dopo il KO di Spalato che, vuoi o non vuoi, inevitabilmente brucia, e quindi tornare subito in campo ti obbliga immediatamente a resettare e a spostare il focus. Domani sera a Rujevica si ripartirà dal preziosissimo 1-0 colto all’andata a Nicosia che di fatto avvicina i biancocrociati agli ottavi di finale della terza competizione europea per club. Ma che cosa possiamo aspettarci dalla sfida di domani sera? Lo chiediamo a Paolo Tramezzani, uno che negli ultimi anni ha avuto modo di conosce molto da vicino sia il campionato croato che quello cipriota. Nella SHNL ha allenato Hajduk e Istra 1961, mentre l’ultima esperienza in panchina è stata a inizio stagione alla guida dell’AEL Limassol, ma che però si è chiusa dopo poche partite. Nonostante ciò, il tecnico reggiano non è rientrato in Italia bensì ha deciso di rimanere a Cipro assieme alla sua famiglia, in attesa di una nuova avventura in panchina.

Mister, segue ancora il campionato croato?
“Certamente”.

Ha visto Hajduk-Rijeka?
“Solamente gli highlights”.

Che idea si è fatto?
“È stata una partita equilibrata. Molto probabilmente il Rijeka, avendo giocato in Europa tre giorni prima, a livello fisico e mentale non era nelle condizioni ottimali”.

La sensazione era proprio questa, e cioè una squadra stanca e con la testa già al ritorno con l’Omonia.
“Credo proprio di sì. Il derby è sempre una partita molto importante ma in questo caso lo era di più per l’Hajduk, che sta lottando per vincere il campionato. Il Rijeka invece si trova in una posizione più defilata ed è quindi normale che la priorità in questo momento sia l’Europa”.

La reazione di Sanchez ha spiazzato tutti, lui che si è sempre comportato in maniera composta e misurata. È stata una scena poco edificante…
“Può capitare perché non sempre riesci a gestirti. Tutti gli allenatori sbagliano e alle volte hanno delle reazioni eccessive com’è capitato a Sanchez.

A lei è mai successo di perdere il controllo?
“È capitato, sì. Ripeto, non è facile gestire tutto ciò che hai intorno”.

Torniamo allo spareggio con l’Omonia: l’ha sorpreso il successo del Rijeka a Nicosia?
“Sinceramente non pensavo riuscisse a vincere perché l’Omonia sta facendo benissimo in campionato e anche un bel percorso in Europa. È prima in classifica e favorita per il titolo in campionato, nonostante inizialmente si pensasse di più al Pafos, che ha vinto il titolo l’anno scorso e che ha disputato la Champions, e all’AEK Larnaca. Però l’Omonia ha una rosa molto lunga e di qualità, ha diversi giocatori di grande esperienza e giovani molto forti. È una squadra costruita veramente bene perciò devo ammettere che mi ha sorpreso la vittoria del Rijeka all’andata”.

Crede che la tensione di Spalato potrebbe in qualche modo condizionare la partita di domani?
“Parliamo di due competizioni diverse e quindi non penso che il Rijeka si farà condizionare da quanto successo domenica. Sanno benissimo quant’è importante la partita di domani. A partire dai giocatori stessi, perfettamente consapevoli del fatto che si stanno in qualche modo giocando anche il loro futuro perciò sono convinto che nella loro testa ci sarà soltanto l’Omonia e non quello che è successo a Spalato”.

Che tipo di partita possiamo dunque aspettarci?
“Per il Rijeka sarà complicato perché l’Omonia gioca molto bene anche fuori casa, oltre ad avere giocatori forti a livello individuale che possono risolvere le partita in qualsiasi momento. L’1-0 è però un risultato che tiene ancora apertissimo il discorso qualificazione”.
Si aspetta un Rijeka più guardingo e un Omonia subito aggressivo?
“Il Rijeka farà la partita sfruttando il fatto di giocare in casa davanti al suo pubblico. Non mi aspetto un Rijeka guardingo: non è nel DNA dei suoi giocatori né dell’allenatore fare dei calcoli anche perché rischi soltanto di complicarti la vita. Il Rijeka cercherà sicuramente di imporre il proprio gioco, di essere aggressivo e di cercare di fare gol. Non si metterà di certo a difendere l’1-0”.

Quale sarà la chiave?
“Per quanto riguarda il Rijeka la coralità, al di là delle individualità. È una squadra che riesce a esprimersi ad alti livelli perché ha esperienza, perché ha una mentalità vincente avendo vinto campionato e Coppa nella scorsa stagione e queste sono tutte cose che ti danno un importante vantaggio nelle partite da dentro o fuori”.

Il punto di forza dell’Omonia è l’attacco. Semedo e Mmaee segnano a raffica e sono in grande condizione, però è anche vero che nelle ultime due uscite contro il Rijeka e domenica scorsa con l’APOEL la squadra è rimasta a secco…
“È vero, però va detto che di occasioni ne hanno create veramente tante. Là davanti hanno giocatori forti tecnicamente, rapidi e bravi nell’uno contro uno. Ma parliamo di una squadra completa perché a centrocampo hanno tanta esperienza e in difesa due terzini giovanissimi ma di grande talento. L’Omonia quando attacca lo fa con tanti uomini, però ogni tanto concede qualcosa dietro perciò quando tengono alto il baricentro puoi sorprenderli in campo aperto. Il Rijeka dovrà quindi essere bravo a sfruttare quelle situazioni in cui l’Omonia sarà meno compatto”.

A differenza del Rijeka, che punta forte sul suo percorso in Europa, per l’Omonia la priorità è il campionato essendo in testa alla classifica…
“Stranamente l’Omonia ha fatto un massiccio turnover nel derby con l’APOEL. Di solito in campionato fanno giocare i più forti e in Europa tutti gli altri. Questo vuol dire che domani schiereranno la formazione migliore perché ci tengono all’Europa nonostante abbiano dichiarato più volte che la priorità è il campionato. Col Rijeka vogliono giocarsela visto che quella di domenica era una partita importante. Il derby con l’APOEL è molto sentito e il fatto che siano scesi in campo con le seconde linee sta a significare che vogliono passare il turno in Europa”.

Molti rinfacciano a Sanchez il fatto di stravolgere l’undici di partenza da un partita all’altra. È più probabile azzeccare i numeri del lotto piuttosto che la formazione titolare del tecnico spagnolo…
“Dipende molto dalla rosa a disposizione. Non solo numericamente ma anche dalla qualità tecnica. A me è capitato di avere 18-19 giocatori più o meno dello stesso livello, però in alcuni casi anche 12-13 sui cui puntare. Poi è chiaro che in questo tipo di partite ti affidi a quelli che ti offrono maggiori garanzie”.

Un paragone tra il campionato croato e quello cipriota?
“Qui ci sono più squadre che possono competere per il titolo rispetto a quello che storicamente avviene in Croazia, dove la Dinamo ha vinto il campionato 18 volte negli ultimi 20 anni. A Cipro invece ogni anno ci sono 5-6 squadre costruite per vincere”.

I risultati in Europa parlano chiaro: il campionato cipriota è più competitivo della SHNL.
“Negli ultimi anni sì. Quest’anno il Pafos è stato la prima squadra cipriota in assoluto a centrare la qualificazione in Champions, però anche le altre hanno fatto, e stanno tuttora facendo, un bel percorso in Europa”.

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