La Regione celebra le sue eroine

Il presidente Zlatko Komadina ha ricevuto le pallamaniste Katarina Ježić, Dejana Milosavljević e Ćamila Mičijević (collegata in videocall) dopo lo storico bronzo conquistato agli Europei in Danimarca. Assente giustificata Ana Debelić

Sonja Šišić, Dejana Milosavljević, Katarina Ježić e Zlatko Komadina nel corso della cerimonia

Anche la Regione litoraneo-montana si è unita alle celebrazioni delle pallamaniste croate, tornate dagli Europei in Danimarca con una splendida medaglia di bronzo al collo. Nel Museo di Marineria e Storia del Litorale croato, il presidente Zlatko Komadina ha ricevuto Katarina Ježić e Dejana Milosavljević, mentre Ćamila Mičijević era collegata in videocall, in una piccola cerimonia organizzata per celebrare questo storico traguardo. Tutte e tre hanno iniziato la propria carriera a Fiume, e più precisamente allo Zamet. Se Katarina è originaria di queste terre (Novi Vinodolski), lo stesso non si può di Dejana e Ćamila, nate rispettivamente a Požega e Heidenheim (Germania). Entrambe però si sono trasferite a Fiume da piccole, iniziando a muovere i primi passi nella pallamano che conta proprio all’ombra della Torre civica. In realtà c’è anche una quarta giocatrice nata e cresciuta sulle sponde quarnerine, Ana Debelić, la quale tuttavia ha dovuto declinare l’invito in quanto ieri è volata alla volta della Russia per raggiungere il suo club, l’Astrakhanochka, in vista della ripresa della Superlega russa. Nel corso della cerimonia le ospiti hanno condiviso le emozioni vissute durante la rassegna continentale, confessando di non aver ancora realizzato quanto combinato tra Kolding e Herning.

 

“È fantastico tornare a casa ed essere accolta da cori, striscioni, fumogeni e tanto entusiasmo malgrado il difficile momento che tutti stanno vivendo – racconta Katarina, la capitana della nazionale, accolta in trionfo a Novi Vinodolski dai suoi concittadini –. Prima del ritiro di Parenzo avevo detto a mio papà che ero stufa di perdere sempre e di tornare ogni volta a casa dopo sole tre partite, ma mai avrei potuto immaginare di arrivare a conquistare una medaglia. Qualcosa è scattato in noi dopo il successo all’esordio contro l’Ungheria. In quel momento avevamo capito che potevamo giocarcela con tutti”.

«Quale Danimarca!?»
Dejana ha invece raggiunto le compagne nella seconda fase, una sorta di jolly, come peraltro previsto dal regolamento.

“Avrei dovuto far parte del gruppo fin dal ritiro di Parenzo, ma poi ci si è messo di mezzo il virus… Ad ogni modo, sono felicissima di aver avuto la possibilità di raggiungere le mie compagne e di aver dato un piccolo contributo in quest’impresa. Ora mi godrò le feste in famiglia e poi a inizio gennaio si tornerà nuovamente in campo”. E per di più proprio sul luogo del delitto visto che la sua Podravka affronterà in Champions League le danesi dell’Odense…

Interpellata sulla finale per il terzo posto contro le padrone di casa Ćamila, come sempre, ha risposto a modo suo. “Quale Danimarca!? Io in campo ho visto un’unica squadra. E non era certo la Danimarca…”. Unica, inimitabile e mai banale “Ćana”.

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