Quando si dice che al peggio non c’è mai fine… Sembra di essere tornati indietro di tre anni a quel disastroso girone autunnale targato Serse Cosmi (iniziato con Dragan Tadić e Fausto Budicin, i quali però sono durati quanto un gatto in tangenziale…). Per carità, stagioni nate sotto una cattiva stella capitano a tutti, ma vedere il Rijeka penultimo in classifica con sei punti in sette giornate a distanza di pochi mesi dal clamoroso secondo doblete della propria storia è francamente difficile da spiegare. La sconfitta rimediata a Vinkovci contro il fanalino Vukovar è stato il punto più basso, ancora più basso dello scivolone casalingo contro il modestissimo Shelbourne. Tra campionato, Europa e Coppa Croazia i biancocrociati hanno raccolto la miseria 4 vittorie in 14 partite fin qui disputate, di cui una sola in campionato, peraltro all’esordio contro lo Slaven Belupo in pieno recupero. E stiamo parlando del 3 agosto scorso…
Due passi indietro
La trasferta sulle sponde del Bosut contro l’ultima della classe era l’occasione per ritrovare i tre punti, scalare qualche posizione in classifica e per ridare un po’ di serenità all’intero ambiente dopo un primo scorcio di stagione che definire deludente è quasi un eufemismo. E invece i fiumani sono riusciti nell’impresa di farsi prendere a schiaffi da una squadra inadatta alla SHNL e peraltro senza allenatore (nel frattempo gli slavoni hanno ufficializzato l’ingaggio di Silvijo Čabraja). Sia chiaro, Sanchez ha bisogno di tempo per far implementare le proprie idee al gruppo, senza contare che ha ereditato una squadra costruita sulle indicazioni di un altro allenatore, ma ci si aspettava comunque che il tecnico spagnolo desse almeno una scossa a livello psicologico. Scossa che non è arrivata e, anzi, a Vinkovci sono stati fatti non uno bensì due passi indietro rispetto al pareggio con la Lokomotiva nel turno precedente.
Scelte discutibili
OK, Sanchez ha delle attenuanti oggettive, però certe scelte continuano a non convincere. Primo. Perché continuare a insistere con Devetak, da inizio stagione sempre tra i peggiori in campo? Il terzino serbo era stato la grande rivelazione della scorsa stagione, ma in quella attuale si è completamente involuto e non è chiaro il perché. Non sarebbe forse il caso di dare una chance a Bodetić, che se la meriterebbe dopo l’ottima stagione all’Orijent? Secondo. Lo stesso discorso vale per Petrovič. Đalović diceva che assieme a lui non temerebbe nemmeno il Real Madrid. Sarà, intanto l’altro giorno non aveva di fronte Mbappé, Bellingham, Vinicius o Rodrygo, eppure i giocatori del Vukovar sembravano dei fenomeni accanto a lui. Terzo. Perché i cambi di Menalo e Janković all’intervallo? Sanchez nel post-partita ha spiegato che non era soddisfatto della loro prestazione, peccato però Butić e Ndockyt siano riusciti a fare pure peggio. Il primo ha molte colpe sul gol del 2-2, il secondo nel recupero è riuscito a mancare lo specchio da due passi.
Il Rijeka si è eclissato e la magia del doblete è definitivamente svanita. La squadra non ha più fame e ha perso la voglia di lottare. Proprio con l’Europa alle porte…
Sanchez-Riera, dieci anni dopo
La sfida di sabato a Rujevica tra Rijeka e Istra 1961 sarà un inedito derby spagnolo in panchina visto che a guidare fiumani e polesi sono il madrileno Victor Sanchez e il catalano Oriol Riera, arrivati entrambi in corsa dopo gli esoneri di Radomir Đalović e Goran Tomić. Pochi però sanno che Sanchez e Riera si erano ritrovati insieme al Deportivo La Coruña nella stagione 2015/16: il primo in qualità di allenatore e il secondo come giocatore. All’epoca i galiziani militavano nella massima serie e chiusero quella stagione al 15º posto. Dieci anni dopo ecco che si ritroveranno da avversari in panchina e per di più nel campionato croato…
Fruk: «Prestazione indecente»
L’unico a meritarsi la sufficienza nella figuraccia rimediata contro il Vukovar è stato Toni Fruk, autore del gol dell’1-0 e dell’assist per il 2-1 di Oreč. Ma ciò non è stato sufficiente per festeggiare con una vittoria le cento presenze in maglia biancocrociata. “Con tutto il dovuto rispetto per il Vukovar, c’è solo da vergognarsi – non si nasconde il fantasista della nazionale –. È stata una prestazione indecente. Ogni volta che andiamo in vantaggio è come se ci accontentassimo, invece di continuare a spingere alla ricerca del raddoppio. E stavolta di chance ne abbiamo avute per chiudere i giochi, ma abbiamo sprecato tutto. Non so cosa dire…”.
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