Kruno Simon: «Non ci sarò all’Europeo»

Basket. La guardia zagabrese racconta il bis in Eurolega con l'Anadolu Efes e annuncia l'addio alla nazionale

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Kruno Simon: «Non ci sarò all’Europeo»
Kruno Simon lascerà Istanbul dopo cinque stagioni condite da tanti successi. Foto: DINO STANIN/PIXSELL

“Vedrete che vinceremo anche quest’anno”. Parlava così il coach dell’Anadolu Efes, Ergin Ataman, dopo la sconfitta nell’ultima giornata di regular season di Eurolega contro la Crvena zvezda, che ha relegato il quintetto di Istanbul solamente al sesto posto. Da lì è però iniziata l’inarrestabile cavalcata dei campioni d’Europa in carica. Nei quarti di finale fanno fuori l’Olimpia Milano conquistando il pass per la Final Four alla Štark Arena di Belgrado, andata in scena lo scorso weekend. In semifinale la tripla di Micić sulla sirena contro l’Olympiacos vale finalissima e la difesa del titolo conquistato 12 mesi prima a Colonia. L’ultimo ostacolo si chiama Real Madrid, piegato di misura per 58-57 al termine di un match tesissimo. Ed è un fantastico bis. Un back to back che mancava da dieci anni, ovvero dalla doppietta firmata dall’Olympiacos nel 2012 e 2013. È la vittoria dei vari Micić, Larkin e Pleiss, ma anche dell’inossidabile Kruno Simon, da cinque anni sulle sponde del Bosforo. La guardia zagabrese ha dovuto però indossare i panni di tifoso, costretto in tribuna per un problema al ginocchio. Ma anche se vissuto lontano dal parquet, è un successo dolcissimo, a maggior ragione se arrivato a 37 anni suonati.

Alla fine Ataman è stato profetico…
“Diciamo che è un allenatore un po’ istrionico e non è nuovo a questo tipo di dichiarazioni, anche quando le cose non girano. L’importante però è che ci abbia azzeccato in pieno…”.

Ci credevate dopo il sesto posto in regular season?
“Assolutamente. La regular season è un conto e i play-off sono un altro. Nel corso della stagione regolare siamo stati bersagliati dagli infortuni che certamente non ci hanno dato una mano. Nei play-off l’obiettivo era centrare la Final Four perché sapevamo che a quel punto sarebbe stato tutto aperto”.

A Belgrado avete disputato due partite sconsigliate ai deboli di cuore…
“In semifinale con l’Olympiacos abbiamo sì vinto grazie alla tripla di Vasa (Micić, nda) sulla sirena, però siamo stati sempre avanti nel punteggio. La finale col Real Madrid è stata oggettivamente una brutta partita, con tanto nervosismo in campo e un sacco di errori da una parte e dall’altra. Loro sono stati bravi a contenere i nostri giocatori più forti, ma alla fine è emersa la nostra maggiore qualità”.

Con Micić e Larkin in squadra diventa tutto molto più facile…
“Su questo non ci piove. Vasa e Shane sono i due giocatori più forti in Europa. Insieme sono semplicemente devastanti ed è una fortuna averli entrambi in rosa”.

Quanto è stato frustrante non poter dare una mano ai compagni?
“Per un giocatore è la cosa peggiore. Uno verrebbe stare sempre in campo, soprattutto in questo tipo di partite quando ti stai giocando un trofeo. D’altra parte però sai bene che gli infortuni fanno parte del gioco e quindi te ne fai una ragione”.

Ora testa al campionato, ma i play-off non sono iniziati benissimo…
“Nei quarti di finale la serie con il Karsiyaka è sull’1-1 e adesso abbiamo la ‘bella’ in casa. A Belgrado abbiamo speso tantissimo sia a livello fisico che mentale, però dobbiamo recuperare in fretta, cancellare l’Eurolega e concentrarci su gara-3. Vogliamo completare l’opera anche in campionato e quindi vincere il titolo”.

Come sta il ginocchio?
“Lunedì prossimo mi sottoporrò a un intervento in artroscopia perciò sarò out per quest’estate”.

Quindi non ci sarai a settembre agli Europei?
”I tempi di recupero sono di 3-4 mesi per cui non c’è margine per poter rientrare in tempo. E mi dispiace un sacco”.

Anche perché questo sarebbe dovuto essere il tuo addio alla nazionale…
“L’intenzione era proprio questa e ci tenevo davvero tanto a chiudere la mia esperienza in nazionale agli Europei ma, ripeto, purtroppo gli infortuni fanno parte del gioco”.

Come vedi la Croazia?
“Dipende tutto dal roster con il quale si presenterà. Se la squadra sarà al gran completo, quindi con i giocatori NBA e dell’Eurolega, allora possiamo giocarcela con tutti”.

Dove ti vedremo nella prossima stagione?
“Rientrerò sicuramente in Croazia, ma non so ancora in quale squadra giocherò”.

Quindi alla soglia dei 37 anni non hai ancora alcuna intenzione di smettere?
“Il ritiro non l’ho mai preso in considerazione. L’infortunio non è particolarmente serio e so di avere nelle gambe ancora un paio di stagioni ad alto livello. Non avrebbe senso ritirarsi sapendo di avere ancora qualcosa da dare”.

Chi vincerà il campionato croato?
“Già in Coppa lo Cibona aveva dimostrato di essere un gradino sopra a Split e Zadar. Avendo chiuso al primo posto la regular season avranno inoltre in vantaggio del fattore campo”.

E l’anello in NBA?
“A dire il vero non seguo tanto l’NBA, però da quel poco che ho visto Golden State mi sembra la squadra più solida e completa”.

Chi sarà il prossimo cestista croato a volare oltreoceano?
“Probabilmente uno tra Roko Prkačin e Lovro Gnjidić. O magari entrambi, chissà…”.

Gli addetti ai lavori stanno potenziando molto questo dualismo: secondo te chi è il più forte dei due?
“È difficile metterli a confronto perché si tratta di giocatori che ricoprono ruoli diversi e di conseguenza hanno anche caratteristiche tecniche diverse. Entrambi però sono accomunati da un grandissimo talento che li porterà molto lontano. Poi è chiaro che sono più legato a Roko essendo amico di suo papà Nikša”.

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