Kek spera ancora: «In questo campionato nulla è scontato»

Goran Žiković

FIUME | Sono ormai soltanto sei i punti in palio fino alla fine del campionato e ben quattro da recuperare alla capolista Dinamo. È finita? Probabilmente sì, perché anche gli imprevisti non possono ripetersi all’infinito. Intanto, il Rijeka ha sicuramente qualcosa da rimpiangere, considerando il fatto che la principale antagonista quest’anno è tutt’altro che irraggiungibile. Oggi si ha l’impressione che la difesa del titolo da parte dei fiumani sarebbe potuta essere una missione possibile. Sono pensieri che inevitabilmente passano per la testa di tifosi, giocatori e, probabilmente, del tecnico Matjaž Kek, il quale parla così: “Sono ragionamenti che preferisco lasciare agli altri. Il dato di fatto è che questo campionato è all’insegna delle sorprese, molto spesso imprevedibile. Sono crollate molte certezze. Per quanto mi riguarda, posso avere dei rimpianti, per ogni punto perso e per ogni gol subito. Credo che non sia ancora tutto finito in quanto so bene quant’è difficile reggere la pressione quando si è in vetta. Lo scorso anno abbiamo dovuto abituarci a giocare con questo peso e con la pressione che aumentava con l’avvicinarsi del traguardo”.

Che la Dinamo abbia qualche problema in questo senso appare piuttosto evidente, ma allo stesso tempo andrebbe rivalutata una squadra come la Lokomotiva, capace di battere per 1-0 il Rijeka e per 3-1 la capolista Dinamo. Non è soltanto un’area di parcheggio per i giocatori in esubero nella scuderia di Zdravko Mamić, ma una realtà, per alcuni sportivamente fastidiosa. Quel KO in via Kranjčević ha avuto un effetto immediato sulla squadra di Kek, come pure le sue stesse considerazioni sulla prestazione del collettivo e dei singoli. “Dopo la sconfitta con la Lokomotiva ho visto i giocatori abbattuti. Le mie osservazioni, però, sono state recepite e con l’Inter è arrivata la reazione che speravo. C’è stata a Rujevica un’atmosfera straordinaria, più di altre volte e anche questo deve aver contribuito all’atteggiamento della squadra. Abbiamo giocato bene e vinto meritatamente. Tra l’altro, non ci sono state molte squadre in grado di segnare cinque gol all’Inter. Abbiamo imposto dei ritmi che ci hanno consentito di vincere in modo agevole”, commenta un Kek visibilmente appagato, soddisfatto per la risposta che ha ricevuto dopo l’anemica prova contro la Lokomotiva. “Nei due-tre giorni seguiti alla sconfitta a Zagabria ho avvertito tensione negli allenamenti e si è capito che i ragazzi non vedevano l’ora di tornare in campo per riscattarsi. Lo hanno fatto nel migliore dei modi e adesso nei miei pensieri c’è soltanto la prossima gara”, conclude il tecnico.

Armada, e sono 31!

La partita con l’Inter è stata un’occasione speciale per festeggiare, e non soltanto per il risultato finale di 5-1 a favore dei quarnerini. L’Armada, infatti, ha celebrato il suo trentunesimo compleanno con una nuova coreografia. Per intenderci, la festa per il trentesimo, celebrato esattamente un anno fa, è irripetibile, anche perché in quel periodo il Rijeka si apprestava a compiere gli ultimi passi verso un traguardo mai raggiunto prima. Dopo che i bengala avevano illuminato le serate in ogni rione del perimetro urbano, in molte città e comuni del circondario e, infine nel porto di Fiume, il Rijeka aveva conquistato il suo primo titolo di campione nazionale. Poco dopo era arrivata anche la Coppa Croazia. Quel doppio bellissimo momento è stato atteso da tante generazioni di tifosi del Rijeka, anche da quei 32 ragazzi, all’epoca poco più che adolescenti, che nel 1987 esposero a Podgorica (che allora si chiamava Titograd) uno striscione con la scritta “Armada”. Si trattò della semifinale di ritorno di Coppa Jugoslavia. Il Rijeka quell’anno in finale ci arrivò, perdendo però contro l’Hajduk ai calci di rigore. Di lì a poco l’intero tifo calcistico fiumano si immedesimò in questo nome. Ne nacque ciò che oggi chiamiamo tifo organizzato, che negli anni è cresciuto sensibilmente e che si è evoluto prendendo varie direzioni. Spesso in polemica, anche giustificata, con le istituzioni per i tanti torti subiti nella storia, l’Armada e il Rijeka stanno vivendo una sorta di luna di miele. Gli auguri di buon compleanno arrivano ovviamente anche dallo stesso club fiumano che, tra l’altro, sostiene economicamente i propri ultrà.

Facebook Commenti