Kavčič, game over. Tocca a Kek?

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Kavčič, game over. Tocca a Kek?

BRDO PRESSSO KRANJ | Dopo tre sconfitte consecutive la Slovenia ha conquistato il primo punto nel girone 4 della Lega C della Nations League, ma l’1-1 con Cipro, che di fatto certifica la “quasi” retrocessione nell’ultima serie del calcio europeo, ha avuto anche la logica conseguenza dell’esonero del selezionatore Tomaž Kavčič. “L’obiettivo in Nations League era il primo posto anche perché eravamo testa di serie. Sotto quest’aspetto abbiamo fallito, però stiamo costruendo una squadra che, sono convinto, si farà trovare pronta a marzo quando inizieranno le qualificazioni per Euro 2020. Il sottoscritto, al contrario dei miei predecessori, non ha due anni di tempo per formare la squadra”. Con quest’ultima dichiarazione nella conferenza stampa di martedì sera allo Stožice di Lubiana, il selezionatore Tomaž Kavčič si è accomiatato dai giornalisti, dopo aver confermato 20 minuti prima che non avrebbe rassegnato le dimissioni anche perché, nonostante i risultati negativi – in 7 partite una sola vittoria, un pareggio e ben 5 sconfitte –, le nuove leve stavano crescendo di partita in partita. “Comunque sul mio futuro ci sono altri che devono decidere. Io sono a completa disposizione”.
Detto fatto. Dopo una notte insonne, il 64.enne tecnico si è incontrato ieri, in una mattinata uggiosa, con il presidente della Federcalcio (NZS) Radenko Mijatović analizzando i pro e i contro di un matrimonio che non è stato mai felice e su cui ha pesato il “caso” Jan Oblak. “Lo considero un mio personale fallimento, anche in considerazione del fatto che l’ho visto crescere nelle giovanili. Comunque, non mi sento colpevole di questa situazione. Ognuno si assuma le proprie responsabilità”, la laconica constatazione di Kavčič, ignaro dei motivi “veri” per cui il portiere dell’Atletico Madrid fin dal primo giorno si era rifiutato di scendere in campo.
Al termine del faccia a faccia si è arrivati alla logica conclusione: dopo soltanto 317 giorni e una vittoria, minimo storico tra tutti i 10 tecnici che hanno allenato la Slovenia in 232 partite, si era arrivati a un punto di rottura in cui non c’era più la fiducia degli addetti ai lavori e dei tifosi per continuare quest’avventura iniziata il 4 dicembre 2017, con la benedizione dell’ex tecnico Srečko Katanec e dell’ex presidente della NZS, Aleksander Čeferin.
Alle 15, in un’improvvisata conferenza stampa convocata dalla NZS solo alle 12.08 al Centro federale di Brdo presso Kranj, Mijatović ha spiegato i motivi di un addio annunciato. “Voglio ringraziare Tomaž per il lavoro fatto fino a qui. Il suo esonero non è la conseguenza della pressione dell’opinione pubblica o di Jan Oblak, ma è dovuto agli scarsi risultati e alle scadenti prestazioni. Credetemi, se fossero stati i tifosi la causa di questa decisione, saremo arrivati alla rescissione molto prima – sottolinea il presidente della NZS –. Al momento non abbiamo il nome del successore. È vero che Matjaž Kek è una delle soluzioni, ma ripeto: Kavčič è stato appena esonerato e non abbiamo contattato nessuno. Il nostro rapporto è stato sempre corretto e non era nelle nostre intenzioni arrivare a un addio così veloce visto che aveva un contratto sino al 2020. Per le ultime due partite con Norvegia e Bulgaria forse ci sarà già il nuovo tecnico, ma non è detto. Non dobbiamo avere fretta. Se non saremo convinti della panchina in panchina andrà uno degli assistenti di Kavčič. Per quanto riguarda il sottoscritto, la Federcalcio non è solo la nazionale A: di conseguenza non ho nessuna intenzione di dare le dimissioni”. Nel ruolo di traghettatore ci potrebbe essere il capodistriano Igor Benedejčič.

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