Il Comitato olimpico croato (HOO) ha un nuovo presidente. Josip Varvodić, cardiochirurgo presso il CCO Dubrava di Zagabria e presidente della Federnuoto croata, è stato eletto alla guida del massimo organismo sportivo nazionale durante l’assemblea straordinaria svoltasi nell’albergo Sheraton di Zagabria.
Varvodić ha prevalso sul rivale Dragan Primorac con 81 voti contro 68, diventando così il quarto presidente nella storia del Comitato olimpico croato e, a soli 41 anni, il più giovane a ricoprire l’incarico dalla fondazione dell’HOO nel 1991.
Con la sua elezione, Varvodić dovrà lasciare la presidenza della Federnuoto, mantenendo però il ruolo di primo vicepresidente di European Aquatics. Il mandato alla guida del Comitato olimpico avrà durata fino al termine del quadriennio olimpico in corso e si concluderà dopo i Giochi di Los Angeles 2028, quando verranno indette nuove elezioni per un mandato ordinario di quattro anni.
«Ero fiducioso di potercela fare»
“Quando ho iniziato questa sfida c’era entusiasmo, ma anche incertezza. Con il tempo la campagna è cresciuta e ho percepito la necessità di molti di cambiare qualcosa. Sono arrivato al voto con fiducia”, ha dichiarato. Secondo Varvodić, la vittoria è stata determinata soprattutto dalla richiesta di una gestione più trasparente e coerente del Comitato olimpico. “Le persone vogliono un piano chiaro, trasparenza e qualcuno in grado di realizzare i cambiamenti necessari. Dovremo dimostrare di meritare questa fiducia informando costantemente la comunità sportiva”. Tra i primi interventi annunciati ci saranno gli incontri con le federazioni e la definizione di nuovi criteri trasparenti per la gestione e la distribuzione dei finanziamenti. “Dobbiamo spiegare con chiarezza quanto viene assegnato a ciascuno e rendere pubblico il processo decisionale. Saranno questi i primi passi fondamentali”.
L’assemblea e il voto
L’elezione si è svolta davanti a un’assemblea quasi al completo. La Commissione di verifica ha certificato la presenza di 46 dei 47 rappresentanti delle federazioni degli sport olimpici aventi diritto a due voti ciascuno, dei rappresentanti delle 33 federazioni degli sport non olimpici, di 21 unioni sportive regionali e delle delegazioni del Club degli olimpionici e della Commissione atleti. Assente l’ex presidente della Repubblica, Kolinda Grabar-Kitarović, membro croato del Comitato olimpico internazionale e titolare del diritto di voto. Inoltre, a un rappresentante di una federazione territoriale è stato negato il voto per motivi regolamentari. Il totale dei voti validi è stato quindi di 151 sui 155 teoricamente disponibili, fissando a 76 preferenze la soglia necessaria per l’elezione.

Successione in un momento delicato
Varvodić raccoglie l’eredità di Zlatko Mateša, dimessosi nel maggio 2026 dopo 24 anni alla guida del Comitato olimpico. Mateša era diventato presidente nel 2002, quando subentrò a Zdravko Hebel, anch’egli dimessosi prima della naturale scadenza del mandato. Prima di loro, il primo presidente dell’HOO era stato Antun Vrdoljak, rimasto alla guida dell’organismo dalla sua fondazione nel 1991 fino al 2000 e oggi presidente onorario.
L’elezione arriva in uno dei momenti più difficili della storia recente dello sport croato. Le indagini sulla presunta sottrazione di circa 30 milioni di euro dai fondi della Federsci, vicenda che coinvolge l’ex direttore della nazionale alpina Vedran Pavlek, hanno provocato un terremoto istituzionale culminato con le dimissioni di Mateša e con l’arresto del direttore del programma olimpico dell’HOO, Damir Šegota. Lo scandalo ha inevitabilmente trasformato la campagna elettorale per la presidenza del Comitato nella più seguita e discussa degli ultimi decenni.
Prima della votazione segreta, entrambi i candidati hanno illustrato ai delegati il proprio programma. Varvodić ha scelto un intervento breve, limitandosi a ringraziare i presenti e ricordando di aver già illustrato la propria visione nel corso della campagna elettorale. Più lungo il discorso di Dragan Primorac, che ha utilizzato quasi tutti i quindici minuti concessi per convincere gli indecisi. Il suo intervento, tuttavia, non è bastato a ribaltare i pronostici.
Le sfide del nuovo presidente
Il primo obiettivo di Varvodić sarà restituire credibilità e autorevolezza al Comitato olimpico dopo gli scandali che hanno colpito l’organizzazione negli ultimi mesi. Tra le priorità figurano il rafforzamento della trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, il ripristino della fiducia delle federazioni sportive e il rilancio dell’immagine dell’HOO, profondamente compromessa dalle recenti vicende giudiziarie.
Per Josip Varvodić si apre dunque una sfida complessa: guidare il movimento olimpico croato fuori dalla crisi, ricostruendo credibilità istituzionale e fiducia in un momento delicato.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































