Roberto Mancini e Claudio Ranieri si prendono la Nazionale. Il nuovo commissario tecnico e direttore tecnico dell’Italia si sono presentati in conferenza stampa. Inevitabile, per Mancini, partire dalle scuse per il burrascoso addio del 2023: “Riguardo alla mia vicenda di tre anni fa: allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. Mi dispiace molto per come è andata – ha detto il ct –. Mi sono sentito come se avessi perso la donna della mia vita. Mi dispiace molto per quello che è accaduto. Ora la sorte mi dà la possibilità di potermi rifare e voglio riportare la Nazionale italiana dove merita. Spero i tifosi mi perdonino”.
Al suo fianco, il nuovo direttore tecnico Ranieri: “Questo è il coronamento di una carriera, ero incredulo quando ho visto la chiamata Malagò. Nessuna voglia di rivalsa rispetto al mio addio alla Roma, voglio far tornare ad appassionare la gente all’azzurro”. Vari i punti del suo programma: “Giocare a calcio costa troppo, alcune famiglie non possono permetterselo e questo non può essere. Una delle difficoltà è nel salto tra l’Under 21 e il calcio dei grandi, dobbiamo permettere di far giocare i giovani. Nei settori giovanili bisogna puntare sulla tecnica individuale. E io cercherò di provvedere, anche ripartendo dal progetto che avevano messo a punto Maldini e Leonardo”.
Chiaro l’obiettivo di Mancini: “Quando sono arrivato la prima volta sono rimasto cinque anni, sono tanti. Ho firmato un contratto di quattro anni e spero di poter vincere un trofeo o magari due. Se l’Italia va al Mondiale come dovrebbe, quando è lì diventa una delle squadre da battere, anche se arriva da non favorita diventa pericolosa”.
I prossimi impegni degli azzurri saranno nella Nations League in programma a settembre, quando sfideranno Belgio, Turchia e Francia.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.








































