«Italia-Inghilterra sarebbe una finale stupenda»

L’ex terzino del Rijeka e della nazionale «vede» nell’atto conclusivo di Wembley le squadre di Mancini e Southgate ma avverte: «Gli azzurri soffriranno con la Spagna. È una sfida da 50-50»

Daniel Šarić, ex terzino del Rijeka e della nazionale

Italia, Spagna, Inghilterra, Danimarca: ecco le fantastiche quattro approdate alle semifinali a Euro 2020. Una di loro il prossimo 11 luglio nel tempio di Wembley salirà sul tetto d’Europa succedendo al Portogallo, che sta contando gli ultimi giorni da campione in carica. A chi toccherà l’onore? Agli azzurri di Mancini, che stanno impartendo lezioni di calcio a tutti? O piuttosto alle giovani e baldanzose Furie Rosse di quella vecchia volpe di Luis Enrique? O ancora ai Tre Leoni di Southgate che già cantano a squarciagola “Football’s coming home”? O invece agli impavidi vichinghi dello (semi)sconosciuto Hjulmand? In attesa di scoprirlo, ci siamo rivolti a Daniel Šarić, ex terzino del Rijeka e della nazionale croata, oggi opinionista e commentatore televisivo, per capire che cosa possiamo attenderci da qui alla finalissima di domenica.

 

Riavvolgiamo un attimo il nastro e torniamo ai quarti di finale: per la prima volta in questo pazzo Europeo non ci sono state sorprese…

”È vero. Agli ottavi è successo di tutto, stavolta invece tutte le favorite hanno superato il turno. Ha rischiato parecchio la Spagna, ma alla fine ha acciuffato la semifinale alla lotteria dei rigori. In un torneo come l’Europeo ci vuole anche una bella dose di fortuna per arrivare in alto. Va tuttavia sottolineato un aspetto, e cioè che tutte e quattro le semifinaliste hanno giocato in casa la fase a gironi. Non doversi spostare ed evitare quindi lunghe trasferte ha permesso loro di risparmiare un bel po’ di energie. Hanno avuto insomma un vantaggio non da poco rispetto ad altre nazionali”.

Ora è tempo di goderci le semifinali. Italia-Spagna è ormai un classico e promette spettacolo. Che tipo di partita possiamo aspettarci? Gli addetti ai lavori non hanno dubbi: gli azzurri sono favoriti…

”In uno scontro tra due superpotenze non ci sono mai favorite. Fin qui l’Italia ha fatto vedere di più, mentre invece gli spagnoli hanno faticato sia contro la Croazia che con la Svizzera, ma ogni partita è una storia a sé e secondo me è una sfida da 50-50”.

Quale sarà la chiave?

”Il palleggio degli iberici. Se gli italiani riusciranno ad arginarlo, allora avranno grandi chance di prendersi la finale. In caso contrario sarà invece la squadra di Luis Enrique più vicina alla vittoria”.

All’Italia mancherà Spinazzola, alla Spagna Sarabia: quale assenza peserà di più?

”Quella di Spinazzola, il quale fin qui ha disputato un Europeo debordante. Però entrambe le squadre hanno delle ottime alternative in panchina perciò credo che sul piano della qualità queste assenze non peseranno più di tanto”.

Il miglior pregio dell’Italia?

”La squadra. Giocano praticamente a memoria, attaccano e difendono tutti insieme. E poi vanno a segno con diversi giocatori. Non hanno un terminale offensivo come Cristiano Ronaldo o Schick attorno al quale ruota tutto perciò non sai mai da che parte possono colpire”.

Ogni squadra ha però dei punti deboli e quindi anche l’Italia…

”Sì, ma per individuarli dovrei fare un’analisi molto approfondita…”.

L’azzurro che fin qui ti è piaciuto di più?

”Non hanno un fuoriclasse o un giocatore in grado di spostare da solo gli equilibri perciò non posso fare alcun nome. Ripeto, la loro forza è il gruppo”.

L’altra semifinale tra Inghilterra e Danimarca è completamente sbilanciata. Ai danesi servirà un autentico miracolo…

”L’Inghilterra ora fa paura. Non hanno ancora preso gol, giocano in casa, sono completi in tutti i reparti, hanno una panchina di grandissima qualità, Kane si è sbloccato… E poi è la squadra che fin qui ha speso meno di tutte sul piano energetico avendo giocato a Londra il girone ed evitato supplementari e rigori nella fase successiva. Quanto invece alla Danimarca, tanto di cappello. Spingersi fino alle semifinali dopo quanto successo a Eriksen era impensabile. Stanno giocando davvero bene e non hanno rubato nulla. Anzi, si sono meritati di essere tra le migliori quattro”.

E quindi chi vincerà il titolo?

”Evito di sbilanciarmi. Finora tutte le mie favorite sono uscite… Però posso dire che Italia-Inghilterra sarebbe una finale davvero stupenda”.

Capitolo Croazia: come giudica il suo Europeo?

”L’obiettivo minimo, e cioè il passaggio del girone, è stato raggiunto per cui non si può parlare di fallimento. Poi purtroppo ha avuto la sfortuna di pescare subito la Spagna che in questo momento è superiore, anche se comunque i ragazzi hanno dimostrato carattere riuscendo a raddrizzare una situazione che pareva disperata e magari con un po’ più di precisione sottoporta nei supplementari sarebbe potuta anche finire diversamente”.

Salvo sorprese, Dalić verrà riconfermato in panchina. È la persona giusta per continuare a guidare la nazionale?

”Non sta a me giudicare. La Federazione farà le proprie scelte”.

La squadra ha ancora bisogno di Modrić?

”Se sta bene fisicamente può sicuramente dare ancora tanto. Il problema però è che la Croazia è Modrić-dipendente e nel momento in cui saluterà la nazionale lascerà un vuoto, temo, incolmabile”.

L’ultima cosa: il duro sfogo di Rebić nei confronti di Dalić potrebbe costargli il futuro in nazionale?

”Quando le cose non vanno come uno vorrebbe emergono tensioni e negatività. Dopotutto anche nella Francia in seguito all’eliminazione è venuto fuori di tutto e di più. Non credo che gli chiuderanno le porte della nazionale, però dopo quanto successo la convivenza con i compagni e con il selezionatore, chiunque egli sia, si farà più complicata. Alimentare tensioni in questo momento non giova a nessuno”.

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