Istra 1961 Tutto è bene quel che finisce bene

Vjeran Zganec-Rogulja/PIXSELL

VARAŽDIN | Alla fine l’Istra 1961 ce l’ha fatta. I polesi sono stati sì battuti in casa del Varaždin nel ritorno dello spareggio salvezza contro, ma mai una sconfitta fu così bella. Forte del 3-1 in casa, la squadra di Darko Raić-Sudar è stata superata per 1-0, ma alla fine, grazie alla migliore differenza reti nel doppio confronto, si è guadagnata sul campo la permanenza nella massima divisione.
È stata una salvezza meritata quella dei polesi se si va a pensare in che condizioni hanno lavorato in questa stagione lo staff tecnico e i 46 calciatori (sì, avete letto bene, quarantasei) che hanno difeso i colori della società in questa tribolatissima stagione. E per non smentirsi mai, anche nell’ultima partita di quest’annata Vojnović e soci hanno dovuto penare fino al triplice fischio finale. Dunque, salvezza raggiunta, anche se bisogna dare onore al Varaždin, che nel doppio confronto ha forse mostrato di più, giocando meglio tre tempi su quattro, ma ha pagato dazio alla ripresa disputata al Drosina quando ha incassato tre reti. Non per niente l’allenatore dei polesi Darko Raić-Sudar nella conferenza stampa del dopopartita ha ammesso che la sua squadra ha avuto fortuna a Varaždin e ha augurato agli avversari di rivedersi nel campionato 2019/2020 nella massima divisione.
All’atto finale della stagione i polesi si sono presentati senza Matas e Maksimović, fermi per somma di ammonizioni e il portiere Iveša, che nel riscaldamento prepartita ha avuto un risentimento alla schiena ed è stato costretto a lasciare il posto a Ćorić.
Come da copione sono stati i padroni di casa a dettare i ritmi, con tre calciatori su tutti: Jertec e Golubar in cabina di regia, e Drožđek (un gran bel giocatore) in attacco. I polesi hanno giocato un primo tempo molto accorto, chiusi in difesa alla ricerca del contropiede giusto che avrebbe messo una seria ipoteca sul risultato finale. Ma il contropiede giusto non è arrivato, anche perché gli ospiti erano troppo bassi e ogni pallone a centrocampo veniva recuperato dai padroni di casa. Quest’ultimi, però, non hanno creato grossi pericoli, gli stopper Zgrablić e Prce hanno fatto buona guardia, cosicché le uniche occasioni sono arrivate su altrettanti calci di punizione dal limite. Ma la mira di Jertec e Drožđek era sbagliata.
Il Varaždin ha cominciato a martellare sul serio nel secondo tempo. Prima Ayodey con un inserimento dalla destra ha chiamato a un non facile intervento Ćorić, poi Drožđek al 55’ ha portato la sua squadra in vantaggio sfruttando una crepa nella difesa dopo un bellissimo lancio di Golubar. Il tifo degli oltre 8mila sugli spalti (a confronto dei circa 150 tifosi dell’Istra 1961 arrivati in pullman, furgoncini e automobili, tra cui pure il sindaco Boris Miletić) chiedeva la seconda rete, che voleva dire promozione, ma l’Istra 1961 non era affatto d’accordo. Tra il 62’ e il 64’ due episodi che avrebbero potuto cambiare la gara in entrambe le direzioni. Prima Ottochian, con un bellissimo controllo a seguire, si beveva la metà campo ospite, ma da buona posizione sparava a lato, poi Zgrablić si faceva espellere per doppia ammonizione, dopo un rinvio sbilenco di Ćorić il quale colpiva il suo stopper, costretto infine al fallo per evitare guai peggiori.
Sotto di una rete e con un giocatore in meno gli ospiti hanno visto i sorci verdi per la restante mezz’ora di gioco. Ad eccezione di un colpo di testa di Bady, su bel suggerimento di Roce, deviato in corner da Nevistić, il pallone era sempre o nei pressi o nell’area dei polesi. Ma la difesa e in primo luogo Ćorić, con tre ottimi interventi, hanno evitato la seconda rete. Al triplice fischio finale è esplosa la gioia dello staff tecnico e della squadra condivisa con i tfosi che hanno creduto nella salvezza.
“Questo è il giusto premio dopo averne passate di cotte e di crude in questa stagione. Merito dei ragazzi che hanno dato tutto quello che avevano. Hanno gettato il cuore oltre all’ostacolo, erano pronti alla battaglia e ci sono riusciti. E una citazione particolare per Ćorić, che era destinato alla panchina e poi è stato il migliore in campo. Abbiamo giocato in un ambiente fantastico che fa bene al calcio. Ora speriamo che le cose cambino a livello societario e che Pola abbia una squadra stabile nella massima divisione”, ha detto in conferenza stampa Darko Raić-Sudar.

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