
Poi, poco dopo le 21, ecco che da Tersatto si leva un boato quando al Castello si presenta il Rijeka al gran completo. Fruk, Dantas, i nuovi arrivati, i giovani promossi dalla formazione juniores fino a capitan Majstorović. Tutti a sfilare come modelli sfoggiando la terza divisa, firmata naturalmente da Juraj Zigman e molto particolare e ricercata con il Drago di Tersatto color amaranto su sfondo celeste. Non può mancare il presidente Damir Mišković, ma a prendersi l’applauso più lungo e scrosciante non poteva che essere Matjaž Kek, il tecnico più longevo e vincente della storia del Rijeka, tornato a Fiume dopo otto anni. Assieme a lui lo staff, guidato dal vice Mate Maleš, capitano del primo doblete proprio sotto la guida di Kek.

Poi è la volta dei discorsi. Sobri e con i piedi per terra. In perfetto stile Rijeka. Niente proclami. “Daremo tutto”. Basta questa promessa. Poi per carità, i tifosi sono hanno giustamente fame di trofei e i giocatori ancora di più, a maggiore ragione dopo essere rimasti a mani vuote nella scorsa stagione. Ma non è facile. Ogni anno si riparte da zero e tanti pezzi devono incastrarsi. Ma non è un’impresa impossibile. L’importante è crederci. E dare appunto il massimo in modo da non avere rimpianti. E se gli avversari saranno più bravi, gli si stringerà sportivamente la mano.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































