Il Rijeka si scopre Cenerentola

La sconfitta contro l’AZ Alkmaar ha messo a nudo i limiti della squadra di Simon Rožman, incapace di rispondere sul piano fisico, tecnico e tattico contro un avversario di assoluto valore. E intanto giovedì prossimo a Rujevica arriva il Napoli di Gattuso

L’esultanza contenuta di Sandro Kulenović dopo il gol della bandiera / Foto:Piroschka Van De Wouw

È amaro il day after in casa del Rijeka. La pesante sconfitta per 4-1 rimediata nella seconda giornata della fase a gironi di Europa League contro l’AZ Alkmaar è dura da digerire. E pensare che le attese erano ben diverse. I fiumani erano volati in Olanda rinfrancati dalla buona prova offerta all’esordio contro la Real Sociedad. C’era tanto ottimismo perché sulla carta l’avversario non era forte quanto gli spagnoli e si puntava a sfruttare la loro stanchezza dovuta alle tante assenze causate dal focolaio di coronavirus. Insomma, staff e giocatori erano convinti di poter uscire indenni dallo stadio AFAS, strappando almeno un punto. E invece Andrijašević e compagni hanno vissuto una serata da incubo. E proprio il capitano è stato una delle sorprese dopo che Rožman l’ha schierato dal primo minuto, facendolo però scalare a centrocampo e affiancando Menalo a Kulenović in attacco in un 3-5-2 offensivo. L’idea era quella di aggredire gli avversari fin da subito cercando di ostacolare la loro manovra. Prima del match era chiaro a tutti che la chiave sarebbe stata resistere alla loro pressione nel primo quarto d’ora della partita, ma alla fine agli uomini di Arne Slot 20 minuti sono stati più che sufficienti per mettere in ginocchio i fiumani.
I sogni e le speranze di un possibile colpaccio sono crollati dopo soli 360 secondi per colpa di un’ingenuità di Velkoski, che prima valuta male un lancio da centrocampo, poi perde l’attimo e infine con una leggera trattenuta atterra De Wit (che accentua la caduta, ma in Europa League non c’è il VAR) lanciato a rete. L’arbitro non ha dubbi e indica il dischetto, Koopmeiners non sbaglia e il Rijeka è già costretto a inseguire. Al 20’ la gara è già praticamente chiusa. Splendida verticalizzazione di Midtsjoe per Gudmundsson che si inserisce tra i centrali e fulmina Nevistić sul suo palo. Il Rijeka è frastornato, diventa falloso e in panchina Rožman sembra un leone in gabbia. Nella ripresa la musica non cambia e Karlsson e ancora Gudmundsson arrotondano il risultato. Il gol della bandiera firmato da Kulenović è servito soltanto per evitare di eguagliare la peggior sconfitta di sempre in Europa League, lo 0-4 subito nel 2013 in Portogallo contro il Vitoria Guimaraes.

 

Scelte azzardate
Il Rijeka ci ha comunque provato, ha avuto le sue occasioni, ma semplicemente l’AZ è di una spanna sopra, se non due, confermando che il successo sul Napoli non era stato frutto della casualità. Nonostante le numerose assenze (ben 15 per via del virus), sembravano freschi e tonici. Di contro, la retroguardia fiumana era in vacanza e anche la tattica del tecnico sloveno ha lasciato a desiderare. Troppo azzardata la scelta di schierare a centrocampo tre giocatori (Pavičić, Lončar, Andrijašević) con caratteristiche offensive, anziché mettere un interditore (Lepinjica) per dare più equilibrio. Non a caso l’AZ si presentava dalle parti di Nevistić con una facilità disarmante. Una sconfitta che ha messo a nudo i limiti di questo Rijeka, che di colpo si è scoperto essere la Cenerentola del girone.

Testa alta
“Complimenti a loro. Hanno giocato un’ottima partita, mentre noi non eravamo al nostro livello – l’analisi di Rožman a fine gara –. Non siamo mai riusciti a trovare il ritmo, non eravamo compatti, il primo gol ci tagliato le gambe e dopo il secondo ci siamo allungati troppo. Hanno sfruttato ogni nostro errore dimostrandosi un ostacolo troppo grande per noi. Ma testa alta e petto infuori: giocare in Europa contro squadre di questo livello è un premio. Due sconfitte non cambieranno di certo la strada che abbiamo intrapreso”.

Domani trasferta a Sebenico
Ora però non c’è tempo per riflettere su cos’è mancato in Olanda. All’orizzonte c’è già la trasferta di Sebenico di domani (ore 15) in campionato e poi da lunedì si penserà al match più atteso di questa prima parte di stagione e cioè quello di giovedì prossimo a Rujevica contro il Napoli.

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