Poco meno di otto anni dopo il suo addio, Matjaž Kek è tornato dove ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia del Rijeka. L’allenatore sloveno, protagonista dello storico doblete firmato nel 2017, è stato ufficialmente presentato come nuovo tecnico dei biancocrociati e ha subito lanciato un messaggio chiaro all’ambiente: il passato va rispettato, ma il futuro va costruito con la stessa ambizione che ha sempre contraddistinto il club di Rujevica
L’annuncio del suo ritorno era nell’aria da giorni, soprattutto dopo che la posizione di Victor Sanchez aveva iniziato a vacillare. Alla fine la società ha deciso di puntare su una figura che conosce perfettamente l’ambiente e che, ancora oggi, gode di una grande considerazione tra tifosi e dirigenti.
Durante la conferenza stampa di presentazione, Kek non ha nascosto l’emozione per il ritorno a Fiume. Sorridente e di buon umore, si è rivolto ai tanti giornalisti presenti in sala stampa: “Buon giorno, sono Matjaž. Ringrazio il Rijeka per la fiducia e tutte le persone che hanno lavorato affinché questa collaborazione potesse concretizzarsi. Sono felice di essere tornato e non vedo l’ora di iniziare a lavorare sul campo”.
Ricordi e l’emozione del ritorno
L’allenatore di Maribor ha raccontato di aver provato una forte emozione appena rientrato a Rujevica. In particolare, la vista della targa dedicata allo storico dirigente Dean Šćulac e della sala stampa intitolata al giornalista Orlando Rivetti gli hanno riportato alla mente tanti ricordi. “Mi sono venuti i brividi. Alcune persone che hanno segnato quel periodo non ci sono più e questo ti fa capire quanto il tempo passi velocemente. Ma il calcio e la vita continuano”. Kek ha però voluto subito evitare qualsiasi paragone nostalgico con la sua precedente esperienza. “Non sono così ingenuo da pensare che tutto sia rimasto uguale. Oggi è un’altra epoca. Il Rijeka, anche dopo la mia partenza, ha continuato a vincere trofei, a valorizzare giovani calciatori e a mandare giocatori in nazionale. Questo significa che il club ha continuato a crescere”. Parole che evidenziano il rispetto del tecnico per il lavoro svolto negli ultimi anni da chi lo ha preceduto.

«Non serve alcuna rivoluzione»
Uno dei concetti più volte ribaditi da Kek riguarda l’identità del club. Il tecnico sloveno non intende stravolgere il lavoro costruito negli ultimi anni, ma piuttosto aggiungere la propria esperienza per migliorare ulteriormente la squadra. “Il Rijeka ha una sua filosofia, una sua organizzazione e una sua mentalità. Non bisogna cambiare ciò che funziona. Il mio compito sarà conservare le cose buone e correggere quelle che possono essere migliorate”.
L’obiettivo, ha spiegato, è quello di mantenere sempre elevato il livello delle aspettative. “L’asticella deve restare alta. Chi lavora in un club come il Rijeka deve convivere con la pressione e con la necessità di ottenere risultati. È una responsabilità che conosco bene e che accetto volentieri”.
Un allenatore cambiato
Alla domanda su quanto sia cambiato rispetto al Kek che lasciò Rijeka nel 2018, il tecnico ha risposto con una battuta. “Probabilmente dovreste chiederlo a mia moglie”, ha scherzato. Dietro l’ironia, però, c’è la consapevolezza di essere un allenatore diverso rispetto al passato. “Gli otto anni trascorsi alla guida della Slovenia mi hanno arricchito sotto ogni aspetto. Ho lavorato in un contesto differente, affrontando sfide diverse. Forse oggi sono più paziente in alcune situazioni, ma quando serve so essere anche più esigente”.
L’esperienza accumulata sulla panchina della nazionale slovena rappresenta uno degli aspetti che la dirigenza spera di sfruttare per accompagnare la crescita del gruppo.
Preparazione e obiettivi
Kek ha già delineato il programma delle prossime settimane. Il raduno è fissato per il 15 giugno e la squadra svolgerà la prima fase della preparazione a Fiume prima di trasferirsi a Kranjska Gora. In Slovenia il Rijeka disputerà tre amichevoli che serviranno al nuovo tecnico per valutare la rosa e trasmettere i propri principi di gioco. “Avremo tempo sufficiente per conoscerci e per costruire la squadra che vogliamo diventare. Ogni allenamento sarà importante”. Un concetto che Kek ha sempre considerato fondamentale. “Voglio una squadra che cerchi la vittoria in ogni situazione, dall’allenamento alla partita ufficiale. La mentalità deve essere quella”.
Lo sguardo sul calcio croato
Nel corso della conferenza non è mancata una riflessione sull’evoluzione del campionato croato. Secondo Kek, la SHNL continua a rappresentare una delle realtà più interessanti dell’Europa sud-orientale, soprattutto per la capacità di produrre talenti. “Gran parte dei giocatori della nazionale croata si è formata in questo campionato. È un segnale evidente della qualità del lavoro che viene svolto”. Allo stesso tempo, il tecnico ha evidenziato una criticità che riguarda molti campionati della regione. “Molti giovani lasciano il Paese troppo presto. È una tendenza che andrebbe limitata, perché trattenere i migliori talenti aiuterebbe ulteriormente la crescita della competizione”. Tuttavia, l’aumento costante delle presenze negli stadi rappresenta un segnale incoraggiante. “I numeri parlano chiaro. Ci saranno sempre persone pronte a criticare, ma quando gli spettatori aumentano significa che il prodotto interessa e che il calcio sta andando nella direzione giusta”.

Lo staff tecnico e il mercato
Tra le novità annunciate figura anche l’ingresso di Duje Čop nello staff tecnico. Kek ha speso parole importanti per l’ex attaccante. “Ha voglia di imparare, sta seguendo il percorso per diventare allenatore e possiede energia, entusiasmo e conoscenze che possono essere molto utili al gruppo”.
Sul fronte societario, il direttore sportivo Darko Raić Sudar ha accolto con entusiasmo il ritorno del tecnico sloveno. “Matjaž è una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia del Rijeka. Siamo convinti che possa aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati”. Il diesse ha poi affrontato alcuni temi di mercato. Capitan Zlomislić potrebbe lasciare il club nelle prossime settimane, mentre a Gojak è stata presentata un’offerta di rinnovo contrattuale. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla situazione degli infortunati. Barišić dovrà affrontare ancora un lungo percorso di recupero, mentre Vignato ha già completato una parte della riabilitazione e sarà valutato al rientro agli allenamenti.
L’entusiasmo si riaccende
La sensazione, a Rujevica, è che il ritorno di Matjaž Kek rappresenti molto più di un semplice cambio in panchina. Il tecnico sloveno conosce l’ambiente, conosce le aspettative e conosce soprattutto il peso della maglia che indosseranno i suoi giocatori. L’entusiasmo generato dal suo ritorno è evidente, ma lo stesso Kek ha voluto mantenere i piedi per terra. Nessuna promessa altisonante, nessuna rivoluzione annunciata. Solo lavoro, identità e ambizione. Le stesse parole che, anni fa, portarono il Rijeka sul tetto della Croazia e che oggi il club spera possano aprire un nuovo capitolo di successi.
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