Il Rijeka indagato dalla FIFA

Gabriele Volpi e Damir Mišković

Nella nuova serie di documenti scoperti, nell’ambito della vicenda Football Leaks, dai giornalisti del gruppo EIC (European Investigative Collaborations), sono state pubblicate anche informazioni su operazioni sospette del Rijeka calcio e della Federcalcio croata. Sembrerebbe che la società fiumana e la Federazione nazionale abbiano sistematicamente violato le regole della FIFA inerenti il trasferimento di giovani calciatori nigeriani. La massima organizzazione calcistica mondiale ha sanzionato nel dicembre 2017 la Federcalcio croata con una multa di 16.000 franchi svizzeri per il trasferimento del giocatore nigeriano Goodness Ohiremen Ayaji al di fuori del sistema di gestione dei trasferimenti (Transfer Matching System). Allo stesso tempo, è stata proposta una multa di 10.000 franchi contro il Rijeka per il trasferimento dello stesso giocatore.

Blaž Zgaga, del settimanale croato “Nacional”, assieme a Stefano Vergine, de “L’Espresso”, e Jeroen Wester, del quotidiano olandese NRC Handelsblad, sono arrivati in possesso di documenti che rilevano un sistematico aggiramento delle regole della FIFA. Simili illeciti si sono verificati durante i trasferimenti di sei giocatori nigeriani che hanno avuto la “prima iscrizione” dalla Federcalcio croata per il Rijeka tra il 2012 e il 2016, nonostante siano già stati registrati precedentemente presso la Federcalcio nigeriana. Alcuni calcatori africani si sono trasferiti in Croazia come minorenni, dove hanno poi atteso il diciottesimo compleanno per potersi registrare al Rijeka.

2013 HNK Rijeka 21
L’Accademia di Abuja

I documenti parlano anche di un potenziale conflitto d’interessi in quanto il presidente del Rijeka, Damir Mišković, è stato pure vicepresidente della Federcalcio croata e Console onorario della Repubblica di Croazia in Nigeria. Mišković, come rappresentante della Orlean Invest West Africa Limited, ha firmato nel 2014 una partnership con la Federcalcio nigeriana, nonostante allo stesso tempo sia stato anche a capo dell’azienda Orlean Invest Africa Limited, fondatrice dell’Abuja Football College. L’Accademia di Abuja è stata la principale base di reclutamento per giovani talenti nigeriani, che sono passati successivamente al Rijeka. I documenti in possesso del consorzio giornalistico dimostrano che i giovani calciatori africani sono stati registrati presso la Federcalcio nigeriana prima di firmare con il Rijeka, dove venivano notificati alla Federcalcio croata come “primo tesseramento”. In questo modo il Rijeka e la Federcalcio croata hanno violato i regolamenti della FIFA in merito ai trasferimenti internazionali.
Ricordiamo che nel dicembre del 2017 l’imprenditore ligure e nigeriano naturalizzato, Gabriele Volpi, ha ceduto ufficialmente il Rijeka al suo braccio destro, Damir Mišković. La Stichting Social Sport, registrata nei Paesi Bassi, controllata da un trust nelle Bahamas e infine gestita da una compagnia del Panama, ha venduto il Rijeka calcio a una ditta inglese che fa capo alle figlie di Mišković, entrambe residenti negli Emirati Arabi.
Le indagini della FIFA comprendono all’incirca una quindicina di calciatori arrivati dall’Accademia di Abuja dal 2012 al 2017. Il trasferimento di Ayaji, per il quale sono stati multati la Federcalcio croata e il Rijeka, del gennaio 2013 sembra essere soltanto la punta dell’iceberg. La falsariga è per lo più la stessa: giovani calciatori nigeriani firmavano con il Rijeka il loro primo contratto professionale nonostante fossero già stati tesserati in Nigeria, dove giocavano nel massimo campionato con l’Accademia di Abuja. Nel mirino della FIFA si trovano attualmente altri sei calciatori firmatari con il Rijeka: Jamilu Collins (24), Olie Kingsly Ndidi (24), David Samuel Nwolokor (22), Theophilus Solomon (22), Muhammed Kabiru (21) e Musa Yusuf (22).
I regolamenti FIFA in quest’ambito sono molto chiari: “Qualsiasi giocatore professionista iscritto da un club affiliato a un’associazione può essere tesserato soltanto con un club affiliato a un’altra associazione dopo che un certificato di trasferimento internazionale (ITC) è stato consegnato dalla precedente associazione e la nuova associazione ne abbia confermato la ricezione dell’ITC. La procedura ITC deve essere eseguita esclusivamente tramite il Transfer Matching System. Qualsiasi forma di ITC diversa da quella creata da TMS non sarà riconosciuta”, afferma l’articolo riguardante le Norme FIFA sullo status e il trasferimento dei giocatori.

Proprietà di terzi

Le indagini della FIFA hanno scoperto un ulteriore problema per il Rijeka. Pare che la squadra fiumana sia stata coinvolta in un escamotage di proprietà di terzi nel caso di alcuni giocatori tesserati. Un report stilato nell’ottobre 2016, dopo una visita alla squadra fiumana e alla Federcalcio croata, ha scovato giocatori in comproprietà tra il Rijeka e la fondazione olandese Stichting Social Sport. Ricordiamo che la proprietà di terzi nel calcio è stata bandita dalla FIFA nel 2015. La Social Sport possedeva il 50% dei diritti sui seguenti calciatori del Rijeka: Niko Datković, Andrija Filipović, Mato Miloš e Anas Sharbini. Nei casi di Josip Brezovec, Asmir Jakević, Josip Ivančić, Vencislav Dimitrov Hristov, Ivan Vargić, Florentin Matei e Jamilu Collins la società fiumana, a quanto sembra, non ha caricato tutti i dati contrattuali necessari nel sistema informatico della FIFA.

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