Serviva una risposta e il Rijeka l’ha data nel modo più convincente. Dopo il deludente 0-0 di Velika Gorica, la squadra di Matjaž Kek torna a vincere e lo fa con una prestazione che lascia ben poco spazio alle discussioni: 4-1 all’Osijek, tre punti pesanti e una classifica che torna a sorridere. I biancocrociati salgono così a quota dieci punti dopo cinque partite, a tre lunghezze da Dinamo e Varaždin e a due proprio dall’Osijek, che però ha una gara in più. All’orizzonte c’è inoltre il recupero casalingo contro i campioni in carica, un appuntamento che potrebbe ulteriormente cambiare gli equilibri nella parte alta della classifica.
A Rujevica, però, più dei numeri conta soprattutto il modo in cui è arrivata la vittoria. Il Rijeka ha mostrato un volto completamente diverso rispetto a quello visto a Velika Gorica: aggressivo, sul pezzo, veloce nelle ripartenze e molto più incisivo negli ultimi metri. Il gol subito non ha scalfito le certezze della squadra di Kek, che ha continuato a giocare senza perdere la propria identità.
Gol e assist per Vignato
A trascinare i padroni di casa sono stati soprattutto Toni Fruk e Daniel Adu-Adjei. Il primo ha confermato di essere uno degli uomini più importanti della squadra, mentre l’attaccante inglese ha vissuto una serata da protagonista assoluto, firmando una doppietta e mettendo lo zampino anche nelle altre azioni decisive. Tiago Dantas ha dato qualità in mezzo al campo, mentre Samuele Vignato ha completato la festa con un gol e un assist.
Il 4-1 racconta dunque una partita dominata dal Rijeka, anche se l’Osijek ha reso il compito dei padroni di casa decisamente più semplice. La formazione di Federico Bessone è incappata in una serata da dimenticare, concedendo troppo e commettendo una serie di errori individuali che una squadra esperta come quella di Kek non ha esitato a sfruttare. Malenica ha dovuto compiere undici interventi per evitare un passivo ancora più pesante.
Dopo un avvio promettente, il Rijeka si è trovato addirittura costretto a inseguire, ma la reazione è stata immediata. Una volta ristabilita la parità, i quarnerini hanno preso progressivamente il controllo della partita, aumentando ritmo e pressione. L’Osijek ha provato a mantenere un atteggiamento offensivo, ma finendo per lasciare spazi enormi alle spalle della propria linea difensiva. Per il Rijeka è stato quasi un invito a nozze.
Nella ripresa la squadra di Kek ha definitivamente preso il sopravvento. Il quarto gol ha chiuso di fatto la partita, mentre le occasioni successive hanno lasciato la sensazione che il punteggio avrebbe potuto essere ancora più largo.
Kek: «La direzione da seguire»
“Penso che la partita sia descritta al meglio dallo slogan dell’Armada: ‘Questo è il Rijeka’. Sono d’accordo. Abbiamo iniziato bene, anche se abbiamo subito un gol dal nulla. Ma i giocatori sono stati molto forti mentalmente”, ha spiegato Matjaž Kek.
Il tecnico sloveno ha anche ribadito di non voler ignorare quanto accaduto nella precedente trasferta. “Che allenatore sarei se fuggissi dalla verità che abbiamo visto a Gorica? Bisogna essere abbastanza autocritici e obiettivi per analizzare tutto. I ragazzi hanno capito che in quel modo non sarebbe andata. Stavolta siamo stati molto più dinamici, aggressivi e veloci”.
Una risposta importante, dunque, anche sul piano caratteriale. Ma il tecnico del Rijeka sa che una singola partita non può cancellare le difficoltà emerse nelle settimane precedenti. “Questo è il Rijeka che ha mostrato una parte del potenziale che possiede e la direzione nella quale deve andare, ma dobbiamo ancora lavorare molto”, ha sottolineato.
Resta inoltre da risolvere una questione che Kek considera tutt’altro che secondaria: il rendimento della squadra lontano dalle mura amiche. “Questa squadra ha un aspetto diverso a Rujevica e in trasferta, e questo mi dà ancora un po’ fastidio. È una questione di carattere e dobbiamo cambiare qualcosa. Ma è una buona base”.
Esordio di Mohebi
Il tecnico sloveno ha poi analizzato le prestazioni dei due grandi protagonisti della serata, Daniel Adu-Adjei e Toni Fruk. “Adu-Adjei ha fatto quello che doveva fare, mentre Toni ha ancora margini di crescita. Sappiamo quanto abbia dato a questa squadra e a questo club. Tutta la squadra ha funzionato bene e mi è piaciuto in particolare il triangolo a centrocampo. Avremmo dovuto segnare ancora uno o due gol”.
Parole che confermano quanto Fruk continui a essere considerato centrale nei piani di Kek, nonostante il tecnico ritenga che il trequartista croato abbia ancora margini per migliorare. Adu-Adjei, invece, ha sfruttato al meglio la serata, mettendo a referto due gol e un assist.
Inevitabile anche una domanda sul nuovo arrivato Mohammad Mohebi, giunto al Rijeka negli ultimi giorni del mercato. Kek ha sottolineato le difficoltà legate all’inserimento quando la stagione è già iniziata. “È molto difficile quando i giocatori arrivano alla fine del mercato, ma il Rijeka in questo momento non è nella condizione di poter costruire la squadra all’inizio della finestra di mercato. Mohebi ha un curriculum straordinario e spetta a noi prepararlo affinché possa darci una mano”. Il tecnico, tuttavia, non vuole caricare il nuovo acquisto di responsabilità eccessive. “Merita sicuramente attenzione, ma deve essere soltanto una tessera del mosaico del Rijeka”.
Adu-Adjei, serata da protagonista
Tra i grandi protagonisti del successo c’è senza dubbio Daniel Adu-Adjei. Due gol e un assist hanno regalato al centravanti una serata da ricordare, ma soprattutto tre punti fondamentali al Rijeka. “È una grande vittoria per noi, dopo alcune partite nelle quali non siamo stati bravi. Con l’Osijek abbiamo mostrato la nostra qualità e giocato molto bene quando avevamo il possesso. Tutti hanno disputato una partita molto buona sotto ogni aspetto”, ha dichiarato l’attaccante inglese.
Adu-Adjei avrebbe potuto addirittura completare la serata con una tripletta. “Sono molto felice per i gol e gli assist. Avrei potuto segnare ancora, ma sono contento di aver aiutato la squadra”. La cosa più importante, però, è stata la reazione dopo il gol subito. “Sapevamo di giocare bene e di creare buone occasioni. Era solo una questione di tempo prima che segnassimo. Credo che questa vittoria sia un momento dal quale possiamo costruire il futuro e sfruttare la fiducia acquisita nella prossima partita”.
Il Rijeka riparte dunque da Rujevica. Il 4-1 all’Osijek non vale soltanto tre punti: è soprattutto una prova di forza dopo una fase nella quale la squadra sembrava aver smarrito brillantezza e certezze. Kek ha ritrovato intensità, Fruk è tornato protagonista e Adu-Adjei ha dimostrato di poter essere un’arma importante. Adesso la sfida sarà dare continuità a questa prestazione anche lontano da casa. Perché se il Rijeka riuscirà a mantenere questo livello di gioco, il vertice della classifica potrebbe non essere poi così lontano. Anche perché Dinamo e Hajduk saranno impegnate in Europa e potrebbero pagare qualcosa dal punto di vista delle energie fisiche e mentali…
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