Il Rijeka crede nel terzo posto

La vittoria in casa del Gorica e il sorprendente pareggio casalingo dell’Hajduk con lo Slaven Belupo fanno aumentare l’ottimismo a Rujevica. Per raggiungere l’obiettivo, che significa Conference League, bisognerà però assolutamente cercare di vincere domani a Sebenico

Questa stagione il Rijeka è già uscito con le ossa rotte dallo Šubičevac

Ciò che per il Rijeka soltanto alcune settimane fa sembrava quasi impossibile, ora sta diventando più che fattibile. Parliamo della qualificazione alla neonata Conference League attraverso il piazzamento in campionato, senza la necessità di dover vincere per forza la Coppa Croazia. Per ottenere il visto bisognerà infatti cercare di chiudere al terzo posto, o anche al quarto a patto però che una delle prime tre classificate (al momento Osijek, Dinamo e Gorica) alzi al cielo il Sole di Rabuzin. Gli slavoni sicuramente no, visto che sono stati eliminati ai quarti proprio dai fiumani, mentre Dinamo e Gorica si affronteranno in semifinale, al pari di Istra 1961-Rijeka (mercoledì 14 aprile in gara secca al Drosina).

 

Tornando al campionato, il Rijeka occupa al momento la quarta posizione. Nell’arco di pochi giorni sono arrivate due buone notizie: il successo per 4-3 in casa del Gorica, terzo e ora “soltanto” a +6 in graduatoria, nonché il soprendente pareggio casalingo (2-2) dell’Hajduk con lo Slaven Belupo. Gli spalatini sono al momento quinti, a -2 dai quarnerini e con una partita da recuperare (Dinamo). Ecco, dunque, che la situazione di classifica si è ingarbugliata al massimo, con il Gorica ormai non più tanto sicuro del terzo posto finale e con il Rijeka tornato prepotentemente in corsa per l’Europa. Mancano ancora nove partite, con 27 punti in palio, e chissà che i fiumani non abbiano tra le mani il match ball all’ultima giornata, quando a Rujevica arriverà proprio il Gorica.

Vietato perdere punti
Prima, però, bisognerà cercare di non perdere altri punti preziosi per strada. Il campionato è molto più equilibrato degli anni precedenti e nessuna squadra può avere la certezza assoluta di battere l’avversaria di turno, nemmeno nel caso del classico testa-coda. Domani il Rijeka sarà ospite dello Šibenik, che qualche giorno fa ha costretto al pareggio la Dinamo. Se non è un avvertimento poco ci manca, anche perché il neotecnico dei dalmati, lo spagnolo Sergi Escobar, continua a ripetere: “Allo Šubičevac ce la possiamo giocare con tutti. Con il Rijeka l’obiettivo sarà provare a vincere, non vedo perché dovrebbe essere diversamente”. Più chiaro di così…

Tomić e Mrčela, quanti ricordi
La scorsa stagione lo Šubičevac aveva portato bene ai colori fiumani, basta d’altronde ricordarsi in successo nella finale di Coppa Croazia con la Lokomotiva. Sulla panchina degli zagabresi c’era allora l’attuale tecnico del Rijeka, Goran Tomić. Domani Tomić tornerà da avversario dello Šibenik nello stadio che l’aveva visto compiere i primi passi da calciatore, lui che è nato proprio a pochi passi dallo Šubičevac. Stesso discorso per l’allenatore del portieri, Gojko Mrčela, il quale aveva trascorso buona parte della carriera con la maglia dello Šibenik (122 presenze). Per entrambi saranno momenti d’emozione, anche se probabilmente ormai ci hanno fatto l’abitudine.

Andrijašević e Lončar out
Molto più importante sarà che a mantenere la freddezza e la ragione siano i giocatori. Perché, ricordiamolo, in questa stagione il Rijeka ha già incassato una sconfitta da quelle parti. Allora c’era l’attenuante della stanchezza per gli impegni in Europa League, domani invece non ci sarà scusante che tenga. Tomić dovrà parzialmente reinventarsi il centrocampo dato che Franko Andrijašević e Stjepan Lončar sono squalificati. Al posto del capitano potrebbe giocare Domagoj Pavičić, mentre il nazionale bosniaco-erzegovese dovrebbe essere rimpiazzato da Robert Mudražija. Il tecnico ha diverse alternative a disposizione, inclusa quella dell’impiego di Yateké, caduto un po’ nel dimenticatoio.

A ritmo latinoamericano
Infine, due parole sullo Šibenik. Dal momento della cessione del pacchetto azionario di maggioranza a un gruppo di imprenditori colombiani, la società ha avviato una stretta collaborazione con l’America Cali. Sono tre i giocatori attualmente in prestito dal club sudamericano: Juan Camilo Mesa, Marcos Mina e Christian Mena. Il primo ha anche segnato il gol del pareggio con la Dinamo. C’è poi un argentino, Ignacio Bailone, e uno spagnolo, Alvaro Martin, ex canterano del Real Madrid. Iberici sono anche l’allenatore, Sergi Escobar, e il vice, Jacint Guimera. Detto questo, è chiaro che lo Šibenik privilegia il tipo di calcio latinoamericano, fatto di possesso palla e tantissimi passaggi. Tuttavia, per Nevistić i maggiori pericoli potrebbero arrivare da Marko Bulat, in prestito dalla Dinamo.

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