L’attesa è finita: stasera si alza il sipario sulla stagione 2025/26 del Rijeka, che a Rujevica riceverà il Ludogorets nell’andata del secondo turno preliminare di Champions League (calcio d’inizio alle 20.45, diretta tv MaxSport 1). È appena la terza volta dei fiumani nell’anticamera della massima competizione europea per club dopo la prima nel 1999 (fuori al secondo turno contro il Partizan) e la seconda nel 2017 (out al play-off per mano dell’Olympiakos). C’è un precedente con le squadre bulgare in Europa che risale al 2005 quando il Rijeka venne eliminato nei preliminari dell’allora Coppa UEFA dal Litex Lovech. I biancocrociati si presentano con grande fiducia a questo doppio appuntamento – che in caso di passaggio del turno varrebbe l’autunno europeo a distanza di cinque anni dal girone di Europa League con Napoli, Real Sociedad e AZ Alkmaar – sull’onda dell’entusiasmo per il trionfo totale della scorsa stagione, ma anche per essere riusciti a trattenere Fruk, Janković e Radeljić almeno per questo primo ostacolo europeo. La prima partita della nuova stagione è sempre un’incognita e da questo punto di vista la compagine di Razgrad parte leggermente avvantaggiata essendo già alla quarta uscita dopo il doppio confronto con i bielorussi della Dynamo Minsk nel primo turno e la “manita” rifilata tre giorni fa nella prima di campionato al malcapitato Septemvri Sofia. Senza contare la loro maggiore esperienza in campo europeo avendo più volte disputato la fase a gironi di tutte e tre le competizioni UEFA.
Premio e responsabilità
“La Champions è un premio per tutto ciò che abbiamo fatto nella scorsa stagione, ma è anche una grande responsabilità perché rappresentiamo il calcio croato – esordisce in conferenza stampa Radomir Đalović, sereno e sorridente a poche ore dall’esordio stagionale –. Questo però è soltanto il primo tempo e nulla sarà deciso dopo questa partita. L’obiettivo è vincere, con qualsiasi risultato. Il Ludogorets non ha bisogno di presentazioni. Hanno vinto gli ultimi 14 campionati, disputano regolarmente le coppe europee e hanno in rosa giocatori forti e di grande esperienza. Ma siamo altrettanto forti anche noi. Ho piena fiducia nei ragazzi, li vedo gasati e pronti a dare battaglia in un contesto fantastico perché Rujevica sarà una bolgia. La chiave? Mantenere alta la concentrazione per tutti i 95 o 100 minuti. Qui ogni minima sbavatura la paghi cara perciò dovremo essere attenti cercando di ridurre al minimo gli errori”.
Poi ancora lodi per gli avversari. “Hanno tanta qualità individuale soprattutto nel reparto offensivo. Hanno cambiato poco rispetto alla scorsa stagione e hanno una rosa molto ampia che gli permette di giocare tranquillamente su due fronti. L’altro giorno in campionato hanno tenuto a riposo 5-6 giocatori e nonostante questo hanno segnato cinque gol. Inoltre sono un po’ più rodati avendo alle spalle già tre partite mentre noi siamo alla prima, ma questo non dev’essere necessariamente un fattore. Loro hanno più esperienza europea di noi? Sì, però ricordiamoci che nel finale della scorsa stagione questi ragazzi hanno dovuto reggere una pressione enorme, ben più grande di quella che porta questa partita”.
Sulla formazione come di consueto il tecnico montenegrino non si sbottona. Gli unici indisponibili sono Škorić (ginocchio) e Ilinković (adduttore). C’è ancora qualche piccolo nodo da sciogliere, come ad esempio Yankov, che conosce benissimo il Ludogorets. “Yankov potrebbe partire titolare ma anche dalla panchina. Vedremo. Kreilach? Fisicamente è a posto. Ovviamente non è ancora al 100%, però avrei comunque voluto averlo a disposizione, ma essendo arrivato all’ultimo non c’è stato il tempo per inserirlo nella lista per questo doppio appuntamento”, ha concluso l’allenatore dei campioni di Croazia.
Noah o Ferencvaros
Presente all’incontro con i giornalisti anche Merveil Ndockyt, destinato a una maglia da titolare anche se non è ancora chiaro in quale ruolo, se da esterno di destra oppure in una posizione più accentrata. “Deciderà il mister. Io sono qui per aiutare la squadra a prescindere dalla posizione in campo. Ci aspetta una partita difficilissima. Sarebbe importante vincere in modo da presentarci con un vantaggio al ritorno. Il mio inserimento? Lo spogliatoio è molto coeso e questo facilita l’inserimento di tutti i giocatori nuovi”, ha aggiunto il congolese arrivato dal Gorica.
In caso di passaggio del turno il Rijeka andrebbe poi ad affrontare la vincente della sfida tra gli armeni del Noah (guidati dall’ex Dinamo Sandro Perković) e gli ungheresi del Ferencvaros, mentre in caso di eliminazione retrocederebbe nel terzo turno preliminare di Europa League dove ad attenderlo ci sarebbe la perdente del confronto di Champions tra gli irlandesi dello Shelbourne e gli azeri del Qarabag.
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