Il Rijeka a Rovigno per ritrovare serenità

La situazione è delicata e la squadra ha raggiunto ieri l’Istria per preparare in tutta tranquillità il derby dell’Adriatico con l’Hajduk, in programma sabato a Rujevica

Simon Rožman

Damir Mišković ripete spesso un concetto a lui molto caro: “Oltre alla qualità tecnica della rosa e a una buona preparazione, per raggiungere determinati risultati serve il team building per rafforzare il gruppo”. In attesa di una risposta sulle prime due constatazioni, il Rijeka ha raggiunto ieri Rovigno per un mini ritiro di due giorni che dovrebbe servire a ricompattare la squadra. Gli ultimi risultati, con la vittoria che manca ormai da quattro gare, hanno infatti creato qualche malcontento in società, ma soprattutto tra i tifosi, per quanto a Rujevica cerchino di gettare acqua sul fuoco. L’allenatore Simon Rožman è sempre più nel mirino della critica per il gioco e per qualche sua dichiarazione, mentre il rendimento di alcuni giocatori induce la società a rivedere qualcosa che soltanto poche settimane fa sembrava pressoché scontato. Nella località istriana, complice anche le giornate quasi primaverili, la squadra fiumana avrà tutte le condizioni per lavorare in tranquillità, rifiatando e cercando di trovare i rimedi alle manchevolezze nel gioco. Sabato, quando a Rujevica arriverà l’Hajduk, non ci saranno più scusanti come quelle (a tratti esagerate) tirate fuori dal tecnico sloveno dopo le recenti sconfitte senza colpo ferire.

 

 

Arsenić, Kulenović e Pavičić a Fiume
Che dalle parti di Rujevica l’atmosfera sia tutt’altra che serena lo conferma anche il fatto che sul pullman per Rovigno non sono saliti Zoran Arsenić, Sandro Kulenović e Domagoj Pavičić, oltre ad alcuni giocatori infortunati e dunque fuori combattimento per sabato. Pavičić è squalificato per l’Hajduk, ma ciò non spiega l’esclusione, mentre nei casi di Arsenić e Kulenović permane una specie di mistero. Il primo, almeno a sentire il suo agente, avrebbe delle offerte da parte di club polacchi (Wisla Cracovia e Rakow Czestochowa) e vorrebbe andarsene, per di più che al Rijeka non riesce a trovare troppo spazio. Kulenović è invece in prestito dalla Dinamo: se qualche settimana fa il diritto di riscatto sembrava ormai cosa fatta, ora qualche perplessità in merito sembra esserci. Le voci di un allontanamento dei tre dal gruppo al momento non sembrano trovare conferme. Vedremo che cosa succederà nei prossimi giorni, ovvero se verranno convocati per la gara di Coppa con l’Osijek.

Ultimi “preparativi” prima della partenza per Rovigno

Frattanto, a parlare del momento negativo è stato il direttore sportivo Ivan Mance. “Non è certo un momento positivo e potremo cercare un centinaio di scusanti, ma non è nel nostro stile. Inutile negare che i risultati sono lontani da quelli auspicati. Cerchiamo di guardare avanti e trovare nuove energie, consapevoli di dover dare di più per uscire da questa serie negativa e tornare a vincere. C’è la perfetta consapevolezza di non aver fatto alcune cose come pianificato, lo abbiamo capito parlandoci apertamente. Ognuno di noi, ovvero dirigenza, giocatori e staff tecnico, ha la propria parte delle colpe. Succede nel bene, ma anche nel male. Le polemiche e le accuse non portano comunque nulla di buono: bisogna rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione, tutti insieme. Contro l’Hajduk mi aspetto un Rijeka aggressivo e desideroso di riscatto”. Ciò che dice Mance è del tutto sensato, ora bisogna cercare di “salvare“ la stagione e poi, se le cose dovessero andar male (leggi niente trofei e/o Europa), ci sarà tempo per la resa dei conti.

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