Il Rijeka a caccia della qualificazione

Stasera in Irlanda del Nord il ritorno del secondo turno preliminare di Conference League contro il Derry City. Si riparte dall'1-0 con cui i biancocrociati si erano imposti all'andata a Rujevica

55
0
Il Rijeka a caccia della qualificazione
Foto Goran Žiković

È stato un po’ uno shock termico passare dai 30 e passa gradi di Fiume ai 15 di Derry. Con tanto di una pioggia leggera. Il Rijeka è passato dall’opprimente canicola quarnerina al fresco autunnale dell’Irlanda del Nord. Condizioni simili sono attese anche stasera per la sfida di ritorno del secondo turno preliminare di Conference League contro il Derry City (calcio d’inizio alle 19.30). Al Brandywell Stadium si ripartirà dall’1-0 con cui i biancocrociati si erano imposti una settimana fa a Rujevica. Un gol di vantaggio chiaramente non offre alcun tipo di garanzia. È vero che i fumani avranno a disposizione due risultati su tre, ma mettersi a difendere l’1-0 sarebbe un suicidio, oltre che un controsenso considerando l’ampio divario a livello tecnico e qualitativo tra le due formazioni. Saranno gli ospiti a dover fare la partita, come successo all’andata, ma dovranno anche prestare la massima attenzione perché di fronte troveranno un avversario che non avrà nulla da perdere, più rodato e più avanti in termini di condizione atletica, e che cercherà con tanta corsa e aggressività di colmare il gap a livello tecnico. Ma, a differenza di “gara-1”, i nordirlandesi dovranno cercare di segnare almeno un gol per pareggiare i conti e quindi dovranno giocoforza aprirsi concedendo di conseguenza qualche spazio in più al Rijeka, che di norma fatica quando gli avversari si chiudono a riccio. A prescindere da tutto, Fruk e soci sono nettamente favoriti e dunque “obbligati” ad accedere al turno successivo, dove affronterebbero poi la vincente della sfida tra gli islandesi dello Stjarnan e i finlandesi dell’Ilves Tampere (all’andata in Islanda lo Stjarnan si è imposto per 1-0).

Recuperati Puljić e Ćubelić

Per quanto riguarda la formazione, non dovrebbero esserci particolari sorprese, con Matjaž Kek che potrebbe anche decidere di schierare lo stesso undici di partenza visto a Rujevica. La buona notizia è il recupero di Puljić, il quale però indosserà una maschera protettiva dopo l’infortunio al setto nasale, e di Ćubelić, entrambi assenti otto giorni fa. “Un solo gol di vantaggio ci obbliga a mettere in campo una prestazione ancora più solida di quella dell’andata – dice il tecnico sloveno del Rijeka presentando il match di questa sera –. Il Derry è una squadra di tutto rispetto e lo ha confermato sia a Rujevica che nel turno precedente contro il CSKA Sofia. Tatticamente sono molto disciplinati, hanno uno stile di gioco tutto loro e in casa saranno certamente più pericolosi e motivati. Mi aspetto un avversario più propositivo, ma non molto diverso da quello dell’andata. Dipenderà tutto da quanto gli lasceremo fare. Conteranno soprattutto il carattere e l’atteggiamento”.

Matjaž Kek predica prudenza. Foto Goran Žiković

All’andata il Rijeka è parso ancora piuttosto imballato, com’è normale che sia alla prima uscita stagionale. “Fisicamente siamo a posto, però non ancora rodati essendo a inizio stagione. Abbiamo giocatori che hanno maturato già una certa esperienza in Europa e da loro mi aspetto che diano una mano ai giovani. Ripeto, a fare la differenza sarà il carattere contro una squadra che davanti ai propri tifosi sarà sicuramente più coraggiosa e sfrontata”.

Kek aveva già affrontato da giocatore il Derry City, con il Maribor nei preliminari di Champions League nel 1997. “Avevamo vinto all’andata, ma ricordo che al ritorno non hanno mai mollato, dal primo all’ultimo minuto. Anche oggi sono così. È nella loro natura ed è un aspetto che merita il massimo rispetto”, ha concluso l’allenatore del Rijeka.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display