Il Djurgarden fa sempre più paura

Gli svedesi si sono issati in testa al campionato allungando a sette la propria striscia vincente. Il Rijeka intanto si allena a Kostrena sull'erba sintetica

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Il Djurgarden fa sempre più paura
II Rijeka sarà chiamato a una prova sopra le righe per superare l’ostacolo Djurgarden. Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Prosegue la preparazione del Rijeka in vista del ritorno con il Djurgarden nel secondo turno preliminare di Conference League, in programma giovedì sera a Stoccolma. Nel frattempo la squadra ha lasciato temporaneamente Rujevica per trasferirsi a Kostrena. Sul campo d’allenamento dello stadio Žuknica è stata da poco montata la copertura in erba sintetica, un manto che attende Vučkić e soci alla Tele2 Arena e dunque è necessario iniziare a prendere un po’ di confidenza con un fondo al quale non sono abituati. Tra l’altro lo stesso Dragan Tadić non vuole lasciare nulla al caso e ci sarà tempo anche per provare i calci di rigore. Come ha detto giustamente il tecnico al termine del match d’andata, o tutto o niente, pur consapevole che ci vorrà una vera e propria impresa per ribaltare l’1-2 di Rujevica e proseguire il proprio cammino verso la fase a gironi. L’aspetto curioso è che, stando ai dati dell’autorevole sito transfermarkt, il valore della rosa del Rijeka supera di gran lunga quello del Djurgarden (22,8 milioni di euro contro i 16,7 degli scandinavi), anche se il verdetto del campo ha indicato il contrario. A fare la differenza è stata soprattutto la migliore condizione atletica degli svedesi, che sono al giro di boa del loro campionato, ma c’è anche un altro dato molto significativo, e cioè il discorso legato alla continuità. Ogni anno infatti i nordici cambiano al massimo 2-3 elementi dello starting 11, a differenza dei biancocrociati che invece ribaltano metà della rosa. Una continuità che si riscontra anche in panchina essendo Kim Bergstrand alla guida della squadra da ben cinque stagioni. Tutte cose che il Rijeka si sogna, anche se questo discorso vale un po’ per tutte le squadre croate.

Retroguardia granitica
E nel frattempo il Djurgarden fa sempre più paura. In campionato la sua marcia sembra inarrestabile. Nell’ultima giornata ha vinto lo scontro diretto in casa dell’Häcken scavalcandolo in classifica e issandosi in vetta con 33 punti dopo 16 giornate, 2 in più rispetto proprio alla formazione di Göteborg (che però ha una partita in meno), nonché allungando a sei la propria striscia di vittorie consecutive (che diventano sette calcolando anche la partita con il Rijeka). Esattamente come accaduto pochi giorni prima a Rujevica, il Djurgarden ha vinto in rimonta per 2-1: dopo il vantaggio iniziale firmato su rigore da Jeremejeff nel primo tempo, nella ripresa i gol di Banda e Andersson hanno ribaltato l’incontro. Bergstrand ha operato un paio di cambi rispetto al Rijeka lanciando dal primo minuto proprio i due autori dei gol al posto del capitano Eriksson a centrocampo e di Bengtsson in difesa, mentre nel tridente offensivo Wikheim ha preso il posto di Asoro, con Radetinac spostato sulla destra. Nel finale c’è stato spazio anche per Danielson, tornato da poco dopo l’esperienza in Cina. Il 33.enne difensore centrale è un po’ il colpo di mercato degli svedesi trattandosi di un giocatore di grande esperienza nel cui curriculum figurano anche 19 gettoni (e 3 gol) con la maglia della nazionale, peraltro titolarissimo agli ultimi Europei. Un elemento che va dunque a puntellare ulteriormente una difesa già di per sé granitica, nonché la meno battuta del campionato con soli 11 gol fin qui incassati.
Il Djurgarden non si nasconde più e quest’anno punta a vincere sia il campionato (l’ultimo titolo risale al 2019) nazionale che a centrare la qualificazione alla fase a gironi di Conference League. Il Rijeka, insomma, è avvisato.

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