Il 22 maggio

Il 22 maggio è il mio compleanno… calcistico. Per un tifoso del Rijeka e dell’Inter è una data che bisogna tatuare sulla propria pelle. Il 22 maggio 2010 l’Inter ha conquistato la Champions League, mettendo a segno uno storico Triplete, che ancora oggi nessuna squadra italiana è riuscita ad eguagliare. Il 22 maggio 2019 il Rijeka ha trionfato a Pola e ha portato a casa la quinta Coppa Croazia (ottavo trofeo nella storia: due ancora le Coppe conquistate nell’ex Jugoslavia e il primo storico titolo di campione nel 2017).
Emozioni così le provi poche volte nella vita, però ti restano per sempre nel cuore, come la giornata di ieri. Pensavo che dopo aver visto l’Inter salire sul trono d’Europa, l’Italia vincere il Mondiale nel 2006, gioire con il Rijeka di Kek per il “double” coppa-campionato di due anni fa, sarei stato appagato dal punto di vita calcistico e che nessun’altro trofeo avrebbe potuto emozionarmi come quelli elencati in precedenza. Ma la giornata di ieri mi ha fatto ricredere.
E dire che mi sono svegliato quasi inconsapevole che a Pola si giocasse la finale di Coppa. Il Rijeka di quest’anno, nonostante il secondo posto in campionato, non ispirava fiducia nei suoi tifosi in vista del match con la Dinamo, che ha portato a casa il titolo con oltre 20 punti di distacco dalla squadra di Bišćan. Poi a un certo punto del giorno è iniziata a salire un’ansia, che non riuscivo a inquadrare: frenesia della solita giornata lavorativa, pensieri privati che ognuno di noi vive quotidianamente? Poi l’ho materializzata alle 18 quando è iniziata la finalissima. Anzi, alle 18.13, quando Čolak ha segnato il gol dell’1-0. In quell’istante ho capito che poteva succedere qualcosa di straordinario. Ma il momento più emozionante, quando il cuore ha cominciato a battere all’impazzata è stato quando l’arbitro ha assegnato un calcio di rigore molto dubbio alla Dinamo. Il risultato era sul 2-1 e se gli zagabresi avessero e pareggiato, il Rijeka sarebbe crollato. È il Codice del calcio che non può essere violato. Ma il parentino Simon Sluga si è disteso sulla sua destra e ha parato il tiro dello spagnolo Olmo. Poi il “golazo” di Kvržić nei minuti finali ha dato il via alla festa. Festa che si è trasferita per le vie di Fiume e sulle onde di Radio Fiume, dove la serata è stata dedicata al successo del Rijeka in Coppa, e nel corso della quale abbiamo ascoltato giovani tifosi urlare: “Forza Fiume”, anziane signore, con la voce rotta dall’emozione, rinvangare il passato in cui scappavano da scuola per andare a Cantrida a seguire la squadra del cuore, uomini che leggevano poesie scritte all’istante per i propri beniamini e per quei colori che fanno sognare ad occhi aperti. Festa che è culminata con l’arrivo degli eroi di Pola sul balcone della stessa Radio Fiume e che hanno cantato a squarciagola con migliaia di tifosi accorsi in Corso per vedere a mezzanotte… sorgere il “sole di Rabuzin”.
Emozioni che soltanto il calcio può regalare e che mi hanno riavvicinato a gioie che avevo archiviato nella memoria e che ieri sera sono riaffiorate con tutta la loro forza. E domenica c’è Inter-Empoli…

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