Halilović: «Titolare prima del previsto»

FIUME | Un atleta, un vero sportivo, non gioirà mai delle disgrazie altrui, anche quando queste possono rappresentare un vantaggio e un’opportunità. Nel corso di questa stagione, soprattutto dopo la sosta invernale, il Rijeka è stato fortemente condizionato dagli infortuni, ritrovandosi a un certo punto con ben nove titolari in infermeria. Se non fosse stato così, chissà se e quando avremmo potuto vedere insieme in campo tre juniores come Bušnja, Lepinjica e Smolčić. Ci sarebbe anche Vuk, che a sua volta si è fatto male.

Tra i primi undici non avrebbe trovato posto forse nemmeno Tibor Halilović, arrivato a Rujevica lo scorso gennaio, prelevato dal Wisla Cracovia, club polacco piombato in una grave crisi societaria e finanziaria. Privo di vincoli contrattuali è giunto a parametro zero, ma anche pagandolo il Rijeka potrebbe dire di aver fatto un buon affare. Dopo essere passato attraverso tutte le selezioni della nazionale croata, dagli U.15 agli U.19, non ha avuto grosse opportunità per affermarsi. Il ritorno nel campionato croato Halilović non lo vede pertanto come un passo indietro, anzi.
Prima della pausa dovuta agli impegni delle nazionali nelle qualificazioni a Euro 2020, il Rijeka aveva vinto a Rujevica con l’Osijek, consolidando la seconda posizione e portandosi a +5 dagli stessi slavoni. Davanti c’è l’inarrivabile Dinamo, lanciata verso un altro titolo. Contro l’Osijek uno dei protagonisti è stato proprio Halilović, che ha giocato in coppia con Lepinjica come centrocampista arretrato. Una coppia inedita, con entrambi andati anche in gol.
“Purtroppo, il fatto di aver avuto l’opportunità di giocare da titolare è dovuto a una serie di infortuni capitati ai miei compagni. Succede spesso così. Posso dire che quando sono venuto al Rijeka non credevo che sarei potuto scendere in campo dal primo minuto. È difficile – spiega Halilović – inserirsi in un gruppo che ha svolto la preparazione in un modo e raggiungere il suo livello. A causa dei problemi che si sono avuti, sono stato impiegato subito e in queste situazioni occorre cogliere al volo l’occasione che ti viene data”.
Nonostante tutti i guai la squadra sembra avere stabilità, quella acquisita, partita dopo partita, con l’arrivo a ottobre dell’allenatore Igor Bišćan. La stabilità deriva anche dall’intesa in campo. “Già al mio arrivo a Rujevica – aggiunge Halilović – ho detto di essere stato accolto bene dalla squadra. Lo spogliatoio mi ha accettato immediatamente, primo tra tutti il capitano Gorgon. Inoltre, vi ho trovato dei compagni che conosco da prima, come Pavičić, Capan e Mamić i quali, a loro volta, hanno contribuito a farmi sentire a mio agio. I buoni rapporti nello spogliatoio, poi, si riflettono sul terreno di gioco“.
Domani alle 19 il Rijeka in via Kranjčević affronta la Lokomotiva, una squadra che ha una spiccata vocazione per mettere in apprensione ai fiumani. Tra l’altro, la formazione zagabrese è quarta in classifica con chiare ambizioni di raggiungere i preliminari di Europa League. “Già da qualche anno la Lokomotiva è una squadra stabile, capace di affermare dei giocatori nuovi. Hanno nelle loro file alcuni elementi di esperienza e tanti giovani, insomma una miscela che spesso si rivela insidiosa per le avversarie. L’unica cosa che manca a questa squadra – conclude Halilović – è il pubblico”.

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