Goran Tomić pensa positivo

L’allenatore del Rijeka è soddisfatto del pareggio in casa del PAOK nell’andata dei play-off di Conference League, ma ammette: «A Rujevica serviranno più coraggio e concentrazione»

Il gol del pareggio del PAOK è arrivato in pieno recupero

La domanda è di quelle classiche: ma il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno? Probabilmente sia l’uno che l’altro. Perché, quando si getta alle ortiche la vittoria al 93’ e per giunta su un’autorete, un po’ di rammarico è comunque presente. D’altra parte, però, bisogna essere obiettivi e ammettere che il PAOK avrebbe anche potuto vincere in ottica di quanto fatto nel corso dei 90’, ma specialmente nella ripresa. L’1-1 è un risultato attivo, che lascia aperte le speranze di qualificazione alla fase a gironi di Conference League, che per una società come il Rijeka rappresenta una vincita alla lotteria. Alla vigilia della trasferta a Salonicco nessuno tra giocatori, staff tecnico e dirigenti fiumani avrebbe infatti rifiutato un pareggio allo stadio Toumba, anche se, come detto prima, dispiace non aver saputo portare a casa una vittoria preziosissima. Sì, perché grazie alla nuove regole dell’UEFA adesso non basterà più un pareggio per 0-0, bensì bisognerà vincere a tutti i costi per superare il turno. La gara di giovedì ha comunque evidenziato alcune certezze: il PAOK è tecnicamente superiore, ma il Rijeka ha saputo eccome fare male (gol di Lepinjica, occasionissima per Tomečak) quando ha attaccato. Peccato non averlo fatto un po’ di più nella ripresa, chiudendosi a riccio in difesa e rinunciando in pratica a… giocare. Merito del pressing del PAOK, ma non solo.

 

”Eravamo vicinissimi a una clamorosa vittoria – dice un Goran Tomić comunque soddisfatto –. Da parte mia devo fare i complimenti alla squadra, che ha speso tantissimo e non si è mai risparmiata. Nel primo tempo abbiamo giocato davvero bene, mentre nella ripresa siamo andati in difficoltà a causa del loro asfissiante pressing. Peccato non aver saputo uscire dai nostri sedici metri e sviluppare la manovra offensiva. Nel caso di un assedio come quello visto nella ripresa, dopo tanti calci d’angolo, capita che un pallone finisca in porta. Ma questo non sminuisce quanto fatto a Salonicco. Abbiamo un risultato positivo e spero che con l’aiuto dei nostri tifosi sia possibile compiere l’impresa. Se loro fanno del Toumba un punto di forza, io confido parecchio nell’ambiente infuocato di Rujevica. Nel PAOK ci sono giocatori che fanno la differenza, che letteralmente si divorano la palla. Per superare il turno dovremo essere quasi perfetti. Io rimango fiducioso”.

Oltre all’ottimo Andrej Prskalo, autore di diversi interventi decisivi, un po’ inaspettatamente l’uomo copertina in casa fiumana risulta essere Ivan Lepinjica, che ha firmato il gol del vantaggio al 33’. “Ritengo che il pareggio sia un risultato positivo, io personalmente avrei firmato per l’1-1. La partita di Salonicco ci ha dimostrato che possiamo tenere testa al PAOK, anche se nella gara di ritorno servirà più concentrazione e coraggio. Dopo un ottimo primo tempo nella ripresa eravamo un po’ stanchi e loro, con la qualità tecnica che possiedono, ci hanno messo prontamente alle corde. Peccato per il gol subito, potevamo presentarci a Rujevica con un ottimo capitale. Loro sono una squadra forte, ma anche il Rijeka ha delle buonissime qualità. Ogni qualvolta li abbiamo attaccati, sono andati in difficoltà. Non vedo l’ora che arrivi la sfida di ritorno. Il mio gol? Eravamo in possesso della palla, poi l’abbiamo persa e riconquistata. Ho cercato l’uno-due con Čerin e ho provato a calciare in porta: per fortuna la palla è entrata. Spero magari di ripetermi anche a Rujevica e colgo l’occasione per chiamare a raccolta i nostri tifosi”.

Domani lo Šibenik in campionato

Prima del ritorno con il PAOK c’è però da assolvere un altro impegno, stavolta in ambito di campionato. Domani, con inizio alle ore 21, a Rujevica arriverà infatti lo Šibenik nella gara valida per la sesta giornata. Una partita assolutamente da vincere onde evitare di perdere contatto con le prime della classe, che non portano il peso degli impegni europei sulle spalle (Osijek, Hajduk) e possono dedicarsi esclusivamente agli impegni nazionali. A prescindere dalle smentite che arrivano, ovvio che giocatori e staff tecnico saranno con la testa già a giovedì e pertanto resta da vedere se Tomić opterà per un parziale turnover o meno. Dipenderà in parte dalle condizioni degli infortunati, ovvero da quanti uomini avrà a disposizione il tecnico. Qualche avvicendamento ci sarà di sicuro, specie per quanto concerne coloro che finora non hanno avuto modo di rifiatare.

Se promossi, i fiumani in terza fascia

In caso di passaggio del turno, e in considerazione del coefficiente UEFA di 13.500, il Rijeka figurerebbe in terza fascia nel sorteggio per la fase a gironi. In teoria ci sarebbe anche la possibilità di essere inserito nel “Pot 2”, ma per ritrovarsi in seconda fascia i fiumani dovrebbero sperare in una serie di miracoli dagli altri campi. Al momento sono quattro le squadre che hanno un coefficiente superiore, ovvero Cluj, Zorya, Legia Varsavia e Union Berlino. Tutte dovrebbero essere eliminate nei play-off per favorire il Rijeka. Cluj e Zorya sono effettivamente a un passo dall’esclusione, ma l’Union ha vinto l’andata per 4-0 in Finlandia e difficilmente si farà sorprendere.

Similitudini con il passato

Se il Rijeka avesse vinto, si sarebbe trattato anche del primo successo di una rappresentante croata sul suolo greco. A proposito dei fiumani, in un certo senso per loro la storia si ripete. Il 16 agosto 2017, nell’andata dei play-off di Champions League, la squadra di Matjaž Kek fece infatti visita all’Olympiakos e passò in vantaggio al 42’ con Heber. Odjidja-Ofoe pareggiò al 66’, mentre al 93’, dopo un assedio simile a quello visto a Salonicco, Romao regalò il prezioso 2-1 alla squadra del Pireo in visita del ritorno a Rujevica. A Fiume sarebbe bastato l’1-0, come anche giovedì prossimo, ma purtroppo alla fine furono gli ellenici a imporsi di misura e accedere alla fase a gironi.

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