La stagione del Rijeka arriva al suo momento decisivo. Stasera, alle ore 18 (diretta tv su MaxSport 1 e sul canale MaxSport su Youtube), la Opus Arena di Osijek ospiterà la finale della SuperSport Coppa Croazia tra Rijeka e Dinamo, una partita che racchiude mesi di sacrifici, emozioni, alti e bassi e che potrebbe cambiare il giudizio complessivo su un’annata intensa per entrambe le squadre.
Per l’undici fiumano, la sfida assume un significato speciale. Dopo aver conquistato la qualificazione alle competizioni europee per il quattordicesimo anno consecutivo, i biancocrociati hanno ora la possibilità di mettere il sigillo su una stagione importante, riportando il “Sole di Rabuzin” a Rujevica e regalando ai tifosi un trofeo dal valore simbolico e sportivo enorme. Sarebbe l’ottavo sigillo su undici finali disputate.
Dall’altra parte, la Dinamo arriva alla finale forte del recente titolo nazionale e con la possibilità concreta di conquistare il double. Una vittoria rappresenterebbe non soltanto il completamento di una stagione vincente, ma anche la conferma del ritorno ai vertici del calcio croato sotto la dirigenza guidata da Zvonimir Boban, protagonista del nuovo corso del club da giugno dello scorso anno.
Zagabresi favoriti, ma…
Se si osservano i risultati degli ultimi due mesi, la Dinamo si presenta alla finale con il favore del pronostico. La squadra zagabrese ha trovato continuità e solidità nel momento decisivo della stagione, mostrando maturità e capacità di gestione delle partite. Tuttavia, limitarsi ai numeri potrebbe essere fuorviante. Il Rijeka è infatti l’unica squadra croata che, nell’anno solare in corso, non ha perso contro i campioni nazionali.
Naturalmente, bisogna considerare anche un altro aspetto: la motivazione. La Dinamo ha conquistato il titolo da oltre tre settimane e potrebbe aver inconsciamente abbassato il livello di tensione agonistica in alcune partite. Tuttavia, sabato scorso, nella vittoria per 2-0 contro l’Hajduk al Maksimir, i “modri” hanno mostrato il loro volto migliore, confermando quanto possano essere efficaci quando la posta in palio è alta.
Per il Rijeka, la Coppa rappresenta molto più di una semplice vittoria. Il trofeo servirebbe innanzitutto a compensare le oscillazioni vissute in campionato, dando ulteriore valore a un percorso europeo che, soprattutto in Conference League, ha regalato prestazioni convincenti e segnali di crescita. Ma c’è anche un fattore strettamente sportivo ed economico da non sottovalutare: vincere la Coppa significherebbe qualificarsi ai preliminari di Europa League, ottenendo allo stesso tempo una sorta di “paracadute”. In caso di eliminazione in Europa League, infatti, il Rijeka avrebbe comunque accesso alla Conference League, assicurandosi un percorso europeo più stabile e prestigioso.
«Il momento più bello del calcio»
Alla vigilia della partita, il tecnico Victor Sanchez ha parlato con rispetto, entusiasmo e grande lucidità della sfida che attende i suoi giocatori. “Ci aspetta una finale di Coppa, e questa è sempre una partita molto particolare. Credo che tutti condividiamo la stessa opinione: le finali sono probabilmente la cosa più bella del calcio. Non capita spesso di avere l’opportunità di giocarle, perché è estremamente difficile arrivarci”.
Sanchez ha spiegato che, nonostante l’importanza dell’evento, il lavoro di preparazione non è stato diverso dal solito: “Affrontiamo questa occasione con grande speranza e motivazione, ma prepariamo la partita come tutte le altre. Non facciamo nulla di speciale, perché ogni partita per noi ha il valore di una finale. La marcia d’avvicinamento rimane la stessa, anche se siamo pienamente consapevoli della responsabilità e dell’importanza della possibilità di vincere un trofeo”.
Sanchez ha fatto anche il punto sulla situazione della rosa. L’ultimo allenamento prima della finale potrebbe risultare decisivo per capire chi sarà realmente disponibile: “Alcuni giocatori stanno tornando dopo gli infortuni e le loro condizioni sono migliorate nelle ultime settimane. Per noi ogni giorno è importante. Nell’ultima partita hanno avuto un certo minutaggio”.
Tra i nomi più attesi ci sono Fruk e Vignato: “Per quanto riguarda Toni, ha giocato nelle ultime due partite e il suo recupero sta procedendo più velocemente rispetto a quello di Samuele, ma speriamo che entrambi possano essere disponibili”.
«Possiamo giocarcela»
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza riguarda la convinzione del Rijeka di poter competere alla pari contro la Dinamo. Sanchez non nasconde il rispetto per gli avversari, ma allo stesso tempo mostra fiducia nei propri uomini: “Credo che sarà una gara molto difficile. Abbiamo analizzato i nostri confronti in campionato e abbiamo visto che abbiamo la qualità necessaria per competere ad altissimo livello con loro. In tutte e tre le partite disputate siamo stati vicini alla vittoria”.
Lo spagnolo ha anche affrontato il tema arbitrale, facendo riferimento ad alcuni episodi controversi vissuti al Maksimir: “Spero che l’arbitro abbia una buona giornata nelle decisioni. A mio parere, in due partite al Maksimir alcune decisioni sono andate a nostro svantaggio. Non sto parlando di intenzionalità, ma di errori che si sono verificati sia da parte degli arbitri sia nella sala VAR. Mi aspetto precisione, correttezza e rispetto delle regole affinché la finale sia equa”.
Tuttavia, il tecnico non cerca alibi: “In quelle partite abbiamo pagato anche i nostri errori. Oltre agli episodi arbitrali, dobbiamo eliminare i nostri difetti. Mi aspetto precisione e il giusto approccio in entrambe le fasi di gioco, difensiva e offensiva”.
Il messaggio finale è di fiducia: “Entriamo in questa partita in un buon momento. I giocatori sono in eccellente condizione, mostrano grande atteggiamento e organizzazione. Le ultime gare ci danno molta fiducia”.
La chiave tattica: chi segna per primo
Secondo Sanchez, il dettaglio che potrebbe decidere tutto è uno: “Uno dei fattori più importanti in una finale è chi riesce a segnare per primo. La squadra che lo fa ha maggiori possibilità di vincere”.
Ma il tecnico insiste sulla necessità di restare fedeli alla propria identità: “Giocheremo il nostro calcio. Sappiamo di affrontare la migliore squadra della Croazia. La Dinamo sta disputando una stagione incredibile e merita i complimenti per il titolo”.
Pur riconoscendo il divario economico tra le due squadre, il tecnico madrileno non vede motivi per avere paura: “Anche la differenza di budget è un fattore, ma noi non abbiamo paura. Abbiamo mostrato coraggio in Europa contro grandi club e anche contro la Dinamo. Crediamo in noi stessi e lotteremo fino alla fine per portare il trofeo a Fiume”.
Il ricordo del «Centenariazo»
Parlando delle sue esperienze personali nelle finali, Sanchez ha raccontato un episodio rimasto nella storia del calcio spagnolo. “Nella mia carriera ho giocato oltre 600 partite e ho partecipato soltando a due finali. Questo dimostra quanto sia difficile arrivarci”.
Il ricordo più speciale resta la vittoria della Coppa del Re con il Deportivo La Coruña contro il Real Madrid al Santiago Bernabéu: “Quella finale è ricordata come il ‘Centenariazo’, perché il Real celebrava il centenario del club. Era tutto pronto per la loro festa, ma riuscimmo a batterli”.
Una lezione utile anche per il Rijeka: “Budget e nomi non decidono una singola partita. In una finale le possibilità sono molto più equilibrate di quanto si pensi”.
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