Fabris a casa con l’ultimo volo

La pallavolista connazionale prende uno degli ultimi aerei decollati dalla Russia

Samanta Fabris in azione con la maglia della nazionale croata. Foto Vjeran Zganec-Rogulja/PIXSELL

Grazie a uno degli ultimi voli dalla Russia verso la Croazia, soltanto un paio di giorni fa la 28.enne pallavolista connazionale Samanta Fabris è riuscita a tornare a casa e stare vicina alla sua famiglia. Dopo sette anni trascorsi in Italia (due titoli), da questa stagione la Fabris è in forza alla Dinamo Kazan, campione russo nella stagione 2013-14 (quarto titolo nazionale) e per la prima volta campione d’Europa, grazie al successo in finale sul VakıfBank, e campione del mondo dopo aver superato nell’atto conclusivo della competizione iridata le brasiliane dell’Osasco. Kazan è la capitale della Repubblica russa del Tatarstan ed è la sesta città della Russia per popolazione, con 1.243.500 abitanti.
La Dinamo ha ufficializzato proprio nei giorni scorsi il rinnovo biennale con la schiacciatrice e opposta istriana. Avvicinata dall’HRT, Samanta racconta che “i campionati di Turchia e Russia sono quelli durati più a lungo prima dello stop per effetto della pandemia da coronavirus. Si gioca ancora in Bielorussia. Due giorni fa è arrivato lo stop ufficiale dopodiché la società ha provveduto all’acquisto del biglietto d’aereo. Credo di aver preso l’ultimo volo disponibile, poi anche il traffico aereo internazionale s’è fermato”. Da persona responsabile, all’arrivo si è messa in autoisolamento. “La prima giornata è trascorsa tra un pisolino e l’altro – ammette –, non sono stata molto produttiva, ma recupererò, ci sarà tempo a sufficienza per vedere qualche film. Ho iniziato a studiare la scrittura cirillica, per essere pronta al rientro visto che rimarrò a Kazan altri due anni”. Con un occhio di riguardo, considerata la lunga permanenza in Italia, Samanta guarda con attenzione l’evoluzione dei fatti nel Belpaese. “La situazione è caotica da quel che mi dicono, non si sa quando riprenderanno i tornei del volley e lo sport in genere, ma questo ora passa giustamente in secondo piano”, ha concluso l’ex pallavolista del Rijeka.

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