Euro 2020, Spalato blindata

Imponenti misure di sicurezza, «come ai tempi di Tito», per la partita di qualificazione con l'Ungheria in programma giovedì al Poljud.

Un'auto della Polizia davanti allo stadio Poljud di Spalato. Foto Nino Strmotic/PIXSELL

Spalato si prepara per il ritorno della nazionale. Domani sera al Poljud (ore 20.45) ci saranno 35mila spettatori, all’interno e all’esterno ingenti forze di polizia. La Croazia non gioca a Spalato dal 2015, quando scese in campo contro l’Italia, davanti a spalti vuoti. Fu la partita in cui comparve sul terreno di gioco una croce uncinata. La cosa fece scalpore, accompagnata da condanne, da una grande attenzione mediatica, ma il tutto è ancora avvolto nel mistero e i responsabili rimangono ignoti.
Difendersi da sé stessi
“Perché tanta polizia?”, “Sembra che la Croazia giochi in trasferta”, “È dai tempi della visita di Tito che non si vede qualcosa del genere”; sono soltanto alcune delle osservazioni degli spalatini comuni che dall’arrivo della rappresentativa croata nella loro città notano quanto si stia facendo in funzione della sicurezza. Il Poljud, teatro tante volte di fatti spregevoli, sarà domani sera lo stadio più sicuro del mondo. Non ci si difende dall’impeto dei tifosi ungheresi, ma da sé stessi.
Il conflitto con la Federcalcio
Il conflitto tra tifoseria spalatina e Federcalcio ha raggiunto livelli tali che, per esempio, anche lo scorso anno, mentre la Croazia raggiungeva la storica finale al Mondiale, tifava contro. In una città dove nemmeno i calciatori dell’Hajduk possono sentirsi al sicuro, con i rapporti Nord-Sud ai minimi storici, è sicuramente lecito avere qualche timore. Sul percorso di 5 chilometri tra lo stadio e l’albergo Meridian in cui alloggia la nazionale ci sono addetti della security e agenti di polizia a ogni angolo. L’albergo stesso è una fortezza.
Dalić ha insistito per Spalato
Ai Mondiali in Russia il tecnico Zlatko Dalić ha saputo unire lo spogliatoio e un’intera nazione. Dalić è colui che ha maggiormente insistito che la partita di qualificazione con l’Ungheria si giochi al Poljud, per riavvicinarsi a una Dalmazia che si sente penalizzata in tutti i sensi. Il calcio è soltanto un simbolo del malcontento. L’atmosfera ha indotto la Federcalcio a predisporre delle misure mai viste. La città è in stato d’assedio, con agenti giunti da tutta la Dalmazia per scongiurare qualsiasi rischio. L’Hajduk come società non ha voluto prendere parte all’organizzazione dell’evento, motivo per cui è la Federcalcio a occuparsi di tutto, naturalmente assieme alla polizia.
Posti di blocco alle vie d’accesso
Prima di arrivare al Poljud i tifosi dovranno superare alcuni filtri per evitare che all’interno possano venir introdotti bengala e altro materiale pirotecnico. La zona circostante, inoltre, verrà completamente chiusa al traffico. Ci saranno controlli severi anche sui biglietti, tutti rigorosamente nominali. Pertanto, dovrebbe venire ridotto il raggio d’azione dei bagarini che, in un modo o nell’altro, riescono sempre a procacciarsi dei tagliandi con nominativi di persone che allo stadio non ci vanno. Si annuncia che verranno controllati i documenti d’identità da esibire assieme al biglietto.
Croazia (quasi) completa
“Stiamo tutti bene, almeno per ora – assicura il selezionatore Zlatko Dalić –. L’unica cosa di cui abbiamo bisogno è una vittoria per allungare in classifica. Il nostro destino è nelle nostre mani. Non dipendiamo da nessuno. Con gli ungheresi abbiamo perso a Budapest, ma ora possiamo rimediare. Per qualificarci all’Europeo ci servono 5-6 punti. Credo che alla fine 15 saranno sufficienti”.
Una rosa importante
Al momento la Croazia è in vetta a quota 10, un punto in più rispetto a Slovacchia e Ungheria. Per quanto riguarda la squadra, la novità è il ritorno di Rakitić, che però dovrà vedersela con Vlašić per un posto nei primi undici. “Ho già un’idea in testa. Giochiamo due partite in tre giorni e occorrerà dosare le forze. Utilizzeremo sicuramente 15-16 giocatori. Abbiamo una rosa importante e una panchina abbastanza lunga”.

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